Alessio Boni e Marcello Prayer in lotta sulle scene con “I duellanti”

5 anni fa
27 Febbraio 2016
di mariagiovanna

Al Teatro della Pergola l’adattamento teatrale del misterioso romanzo di Joseph Conrad.

«Attraverso il potere della parola scritta, di farvi ascoltare, di farvi sentire… ma prima di tutto di farvi vedere. Questo è tutto, e nulla più». Proprio dalle parole di Joseph Conrad trae ispirazione il debutto assoluto de “I duellanti”, interpretato al Teatro della Pergola da Alessio Boni e Marcello Prayer, per la regia di Roberto Aldorasi e dello stesso Boni. Diventato celebre anche grazie alla trasposizione cinematografica come primo film diretto da Ridley Scott nel 1977, premiato al Festival di Cannes come ‘Miglior Opera prima’, il lavoro originario di Conrad risale invece al 1908. Intitolato agli esordi “Il Duello”, ad influenzare questo racconto fu un breve trafiletto in un quotidiano di provincia che raccontava l’episodio di un galeotto dalle curiose vicende, tanto da convincere l’autore a farne un nuovo soggetto per il suo prossimo romanzo. Opera che oltre al suo scrittore, ha portato bene anche al regista britannico, il cui ciak del primo duello della sua pellicola è considerato il secondo miglior duello della storia del cinema, solo dopo quello tra Tim Roth e Liam Neeson in “Rob Roy”.

Una trama avvincente che racchiude in sé circa sedici anni di storia, metafora del passaggio sull’Europa della meteora napoleonica, il generale che costrinse tutte le teste coronate di allora a misurarsi militarmente con lui. Proprio dall’incipit del racconto di Conrad si basano le sorti dei due protagonisti in scena, Armand D’Hubert (Alessio Boni) e Gabriel Florian Feraud (Marcello Prayer), due combattenti nati, intimi amici nella vita, acerrimi nemici in teatro. Entrambi tenenti della grande armata, seppur differenti per classe sociale ed educazione. Dopo aver ferito in un duello il nipote del sindaco di Strasburgo, sarà proprio l’ufficiale D’Hubert a comunicare al colpevole ed impavido Feraud il suo stato d’arresto; quest’ultimo, disturbato dal collega durante un incontro galante con una dama, costringe D’Hubert, col pretesto dell’onore, a battersi con lui. Le conseguenze saranno esponenziali: un totale di 17 duelli in quasi vent’anni, fino all’inaspettata contesa finale. Motore pulsante di questi combattimenti serrati, round dopo round, è l’antico codice cavalleresco con le sue norme e i suoi valori da rispettare, come le severe sanzioni impartite da Napoleone ai suoi militari, che escludevano categoricamente comportamenti insensati ed aggressivi tra ufficiali di grado diverso. Questa disparità gioca un ruolo cruciale nell’intreccio dell’interminabile lotta tra Feraud e il suo rivale, tanto da spingere D’Hubert, il più assennato tra i due, a fare un salto di carriera per sfuggire alle ripetute battle game inferte dal suo sanguinario avversario. Kill D’Hubert deventa lo scopo di una vita, senza il quale non ha senso esistere. Solo l’estenuante combattimento tiene vivi, regalando quelle ‹‹scoccate›› adrenaliniche che seppur folli ci tengono sulle spine, evitandoci una triste sussistenza terrena. Il duello è proprio il sale del loro stare al mondo, si perseguitano, si sfidano a colpi di spada e di armi da fuoco, ma al tempo stesso la loro disfatta li rende uniti. Un dettaglio non trascurabile, tipico del temperamento romantico dell’autore inglese che rivive nella messinscena proposta.

Alessio Boni e Marcello Prayer, entrambi caparbi interpreti della rivoluzione in atto, sono i portavoce delle illusioni, dei tormenti e delle fisime ottocentesche, testimoni designati a raccontare il declino di un’epoca ormai priva di rispetto ed onore. Per essere la prima volta in assoluto ad aver adattato il testo di Conrad a teatro, Aldorasi alla regia con Boni e Francesco Niccolini alla drammaturgia con Prayer, sono riusciti a mettere insieme un ingegnoso gruppo di lavoro, capace di cogliere i momenti salienti della storia, non privandola della vitalità e dinamicità originali, per quanto non facile da trasferire in un proscenio.

Firenze – TEATRO DELLA PERGOLA, 17 febbraio 2016.

Mara Marchi

I DUELLANTIRegia: Alessio Boni, Roberto Aldorasi; Produzione: Goldenart Production; Drammaturgia: Alessio Boni, Roberto Aldorasi, Marcello Prayer, Francesco Niccolini; Traduzione e Adattamento: Francesco Niccolini; Musiche: Luca D’Alberto; Scene: Massimo Troncanetti; Costumi: Francesco Esposito; Light Designer: Giuseppe Filipponio; Al violoncello: Federica Vecchio; Interpreti: Alessio Boni, Marcello Prayer, Francesco Meoni.

Foto di: Federico Riva.