All’Opera di Firenze amori e baruffe con “Il Campiello”

6 anni fa
8 Ottobre 2014
di admin

Debutto fiorentino per la commedia di Goldoni musicata nel 1936 da Ermanno Wolf-Ferrari, per la regia di Leo Muscato e la direzione di Francesco Cilluffo.

Antepiano CampielloL’Opera di Firenze ha aperto la stagione invernale 2014/2015 con una commedia raramente eseguita sui palcoscenici italiani e sino ad oggi mai rappresentata nel capoluogo toscano: “Il Campiello” di Ermanno Wolf-Ferrari. Una scelta atipica ma coraggiosa, che fa ben sperare per il futuro della celebre istituzione lirica. Per l’occasione è stata realizzata una nuova produzione in collaborazione con la Fondazione Teatro Verdi di Trieste. La regia è stata affidata a Leo Muscato, che il pubblico fiorentino aveva già apprezzato la scorsa stagione nel “Nabucco” di Verdi. Al suo fianco, ancora una volta, Tiziano Santi (scene), Silvia Aymonino (costumi) e Alessandro Verazzi (luci). Sul podio il torinese Francesco Cilluffo.

Lo spettacolo, ricco di intuizioni e felici spunti, non ha però convinto sino in fondo. Interessante, ad esempio, l’idea di ambientare i tre atti in diverse epoche storiche. In apertura di sipario siamo nel 1736, anno in cui Goldoni scrisse la fortunata commedia da cui è tratto il libretto di Mario Ghisalberti. Una commedia dialettale, con un intreccio leggero (i matrimoni di Lucieta e Gasparina, le baruffe degli abitanti della piazzetta veneziana), capace di porre in primo piano la vita del popolo che, come giustamente è stato notato, è il vero protagonista di quest’opera goldoniana. Elevato a dignità letteraria e teatrale, esso riesce a prevalere, con la vitalità e l’ottimismo, sui pochi personaggi nobili presenti nel testo. E allora la scena si apre giustamente su un campiello, restituito nella sua quotidiana verità. Gli edifici della piazzetta, con finestre e balconi praticabili, sono ricostruiti in maniera realistica e la loro bellezza è sottolineata dalle soffuse luci di Verazzi che danno a tutta l’ambientazione una vena poetica.

Via via che la musica scorre la messa in scena perde però la sua efficacia. Nel secondo atto ci ritroviamo nel 1936, quando Wolf-Ferrari compose la musica, mentre il terzo è ambientato nel 2014, data dell’odierna rappresentazione fiorentina. Pochi, significativi, elementi indicano lo scorrere del tempo: la locandina che pubblicizza lo spettacolo, un albero che ‘cresce’ in scena, le insegne del bar che diventano al neon, l’ufficio delle poste trasformato in negozio di souvenir. Ed è proprio la rappresentazione dell’oggi quella meno convincente, anche a causa dei costumi che non riescono a rispecchiare, come negli atti precedenti, l’epoca di riferimento. Ripetiamo però che l’idea dello scorrere del tempo piace, anche perché porta con sé l’immagine dell’immutabilità di certi sentimenti collettivi quali odio, amore, rivalità, amicizia, gelosia, rappacificazione, e quindi della loro validità universale pur nel mutare delle epoche.

Omogeneo il cast vocale, come richiesto da una drammaturgia corale quale quella goldoniana, e capace di reggere l’impegnativa prova in dialetto veneziano. Da segnalare in particolare la bravura di Cristiano Olivieri nel ruolo en travesti di Donna Cate, madre di Lucieta. La sua è una ‘vecia’ esilarante, pronta a mettersi in gioco e a reggere, assieme a Luca Canonici (Donna Pasqua), l’aspetto più schiettamente comico dell’opera. Valide anche le prove delle parti femminili: Alessandra Marianelli (Gasparina), Diana Mian (Lucieta) e Barbara Bargnesi (Gnese). La direzione musicale è apparsa nel complesso soddisfacente, pur nella difficoltà di una partitura non sempre felice. Penalizzato il coro, che ha insolitamente condiviso la buca con l’orchestra.

Buona la risposta del pubblico che ha premiato gli artisti con sinceri applausi.

Firenze – OPERA DI FIRENZE, 25 settembre 2014.

Lorena Vallieri

IL CAMPIELLO Commedia in cinque atti di Carlo Goldoni; riduzione in tre atti e adattamento di Mario Ghisalberti; musica di Ermanno Wolf-Ferrari; Editore proprietario: Casa Ricordi. Nuovo allestimento in coproduzione con la Fondazione Teatro Verdi di Trieste.

Direttore: Francesco Cilluffo; Regia: Leo Muscato; Scene: Tiziano Santi; Costumi: Silvia Aymonino; Luci: Alessandro Verazzi; Maestro del coro: Lorenzo Fratini.

Interpreti: Alessandra Marianelli (Gasparina); Diana Mian (Lucieta); Barbara Bargnesi (Gnese); Alessandro Scotto di Luzio (Zorzeto); Patrizia Orciani (Orsola); Cristiano Olivieri (Donna Cate); Luca Canonici (Donna Pasqua); Filippo Morace (Anzoleto); Clemente Antonio Daliotti (Cavalier Astolfi); Luca Dall’Amico (Fabrizio dei Ritorti); Orchestra e coro del Maggio Musicale Fiorentino.

Foto: Il litigio in piazza tra i promessi sposi – Atto III de “Il Campiello” © Simone Donati – Terraproject – Contrasto.