“Amore ricucito”, uno spettacolo sulle relazioni e sull’amore

3 giorni fa
18 Ottobre 2020
di antonio gargiulo

Valentina Virando e Alessandro Federico portano in scena lo spettacolo di Anthony Neilson

Dal 20 al 25 ottobre 2020, Valentina Virando e Alessandro Federico portano in scena al Teatro Gobetti di Torino (via Rossini 8) “Amore ricucito”, uno spettacolo di Anthony Neilson. Produzione di Proprietà Commutativa in collaborazione con Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale

Trama

Cosa siamo disposti a fare per riparare qualcosa che si è rotto? E’ la domanda da cui parte lo spettacolo “Amore ricucito”. I protagonisti, Abby e Stu vivono, o meglio rivivono, le scene più segnanti della loro relazione, senza possibilità di uscire mai. Senza possibilità di risolvere mai. Una casa scatoletta, una prigione in miniatura, dove i personaggi sono costretti a fronteggiare, in uno spazio vitale piccolissimo, il dramma che li attende o che si è già compiuto.

Un tempo sovrapposto

Il montaggio dello spettacolo non segue un tempo lineare, ma accavalla e modifica i ricordi.
I due protagonisti passano attraverso ruoli lontani e rapporti crudeli, tanto che lo spettatore sarà costretto a chiedersi, e poi a scoprire, il vero motivo di questo continuo gioco al massacro, fino alla rivelazione finale che ribalterà la visione degli accadimenti.
Uno strappo.

Un tentativo e un desiderio folle di ricucire, di ricucirsi, di ricominciare. Uno squarcio che porta lo spettatore violentemente dentro le dinamiche più autentiche e feroci che si consumano all’interno della vita di coppia.
Il testo scava nella profondità dell’animo umano senza fare sconti a nessuno, con una crudezza disarmante e un’ironia dissacrante. Dove inizia l’amore, finisce la libertà?

“In proscenio una fila di bicchieri e di bottiglie di vino. – commenta Alessandro Federico, regista e attore di “Amore ricucito”. L’alcool è il filtro attraverso il quale Abby e Stu agiscono. Perciò mi piace l’idea che lo spettatore guardi queste due persone come da dietro un vetro, in un modo un po’ distorto, dissonante come la fragile vita dei due protagonisti. Una vita che nonostante i loro ridicoli e disperati tentativi non si riesce ad aggiustare.

Quindi assistiamo inerti a 11 pezzi della loro esistenza che supplicano di essere ricostruiti e messi in ordine. Ma c’è sempre qualcosa che non torna, sempre la musica sbagliata, la parola sbagliata che genera violenza e forse, uno strappo difficile da ricucire”.

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