Il mental coach

Andrea Batti
1 mese fa
14 Dicembre 2020
di valerio molinaro
Il mental coach

Oggi ho avuto la possibilità di scambiare quattro chiacchiere con Andrea Batti, attore bravissimo e molto preparato, che negli ultimi anni ha anche intrapreso la professione del mental coach, lavoro molto apprezzato all’estero, ma da noi ancora agli albori.

 

Ciao Andrea, ti ho lasciato attore e ti ritrovo mental coach: come mai questo cambiamento?

Buonasera a tutti i lettori di Corriere Spettacolo. Resto sempre un attore, quella è la mia professione, ma credo che questo upgrade sia un qualcosa in più che possa arricchire il mio background, un qualcosa che possa anche aiutarmi ad arrivare più sereno e consapevole ai provini! Personalmente non lavoro con chi ha patologie gravi o storie di dipendenze. Aiuto le persone a focalizzarsi sia nel presente che nel futuro, supportandoli ad avere più fiducia in sé stessi e cercando di eliminare insieme i blocchi mentali che li limitano.

Perché le persone hanno così tanta paura del cambiamento?

Il motivo principale della paura del cambiamento è l’incapacità oggettiva di prevederne i risultati. Tutti noi siamo spaventati dal fare un salto nel buio. Questo genera in noi un blocco. Uscire dalla nostra zona di confort non è mai un’operazione semplice!

Come ti sei avvicinato a questo mondo?

Ho fatto un percorso di studi a Milano insieme a Claudio Belotti, uno dei pionieri italiani del coaching. Claudio collabora stabilmente con Tony Robbins, famosissimo formatore a livello mondiale. Ho intrapreso questo percorso, che reputo un’esperienza bellissima, perché amo profondamente la psicologia e la psiche umana.

Come consigli di affrontare il periodo del Covid?

Questo dovrebbe essere per tutti un momento valido per fermarsi e riflettere. Abbiamo difficilmente, perché presi dai ritmi frenetici della vita, degli attimi per meditare su noi stessi e sul nostro cammino. Dovremmo dedicare più tempo alle nostre passioni, studiare e mantenere il focus su ciò che vogliamo raggiungere: la mente deve sapere dove andare. Dobbiamo allenarla! Potremmo riassumere dicendo che dovremmo concentrarci sulle soluzioni e non più sui problemi!

Cos’è per te la felicità?

Bella domanda. La felicità è un concetto molto ampio. Per me essere felici è sentirsi bene dentro la propria pelle. Essere felici è non annullarsi per nessun’altra persona e stare bene con sé stessi, equilibrio non facile da raggiungere.

In questo momento con quale target di persone stai lavorando?

Sto lavorando con alcuni sportivi che hanno la volontà di aumentare le proprie performance fiisiche. Per farti un esempio in Formula 1 solamente Hamilton e Leclerc si affidano a un mental coach e i loro risultati parlano da soli. Poi lavoro anche con ragazzi che non riescono a gestire le loro emozioni. Dobbiamo sempre tenere a mente che molte delle convinzioni che abbiamo sono sbagliate.

Oggi prendi una decisione che hai sempre rimandato, e domani fai la stessa cosa. Allenerai il muscolo che potrà aiutarti a cambiare la tua intera vita.

Anthony Robbins

 

Valerio Molinaro

Valerio Molinaro
Valerio Molinaro nasce nel 1984 a Roma, dove frequenta il Liceo Classico presso l'Istituto Salesiano Pio XI. Il suo amore per la sceneggiatura sboccia negli anni universitari in cui si occupa di comunicazione, produzione culturale e critica cinematografica. Dopo uno stage presso la segreteria di Domenica in, si dedica completamente alla scrittura avendo la fortuna di incontrare personalità del panorama italiano dello spettacolo. Sebbene affascinato dalla televisione, capisce che la sua vera vocazione è inventare storie, iniziando a dare origine a cortometraggi e spettacoli teatrali.Da autore e regista teatrale ha scritto e diretto: Allora si può, Sono pulp perché mi chiamo Bukowski, Gratta Gratta Bang Bang! e un musical tratto dal film d'animazione Nightmare Before Christmas. Nel mentre lavora come aiuto-regista di Gino Landi in occasione della commedia Il letto ovale con Maurizio Micheli e Barbara D'Urso. Successivamente affianca Pino Quartullo nello spettacolo Occhio a quei due con Lillo e Greg.Si dedica finalmente al suo grande sogno, la realizzazione di romanzi gialli. Nel 2016 la Newton Compton pubblica A sei miglia da L' Avana, il suo esordio letterario. L'anno successivo la medesima casa editrice manda in stampa Gli Orchi non sempre sono verdi.Attualmente è impegnato nel progetto di sviluppare format televisivi e programmi radiofonici.