“Aristofane #Utopia”: giovani attori per giovani spettatori

6 anni fa
21 Novembre 2014
di mariagiovanna

Con la testimonianza dei giovani ha inizio lo spettacolo di Angelo Savelli ed Edoardo Zucchetti, in scena al Teatro di Rifredi.

«Cosa cambieresti di questo paese? Cosa cerchi in una città? Dove andresti?» .

«Via, in un luogo dove c’è il lavoro». «In un posto dove le razze non esistono». «A casa mia». «In un posto abitato dai folletti». «All’estero». «Da nessuna parte, la mia generazione, come le altre generazioni, è già rassegnata».

Queste le molteplici risposte dei giovani intervistati a bordo di NUBICUCULIA#BUS, il furgoncino con cui gli attori hanno girato le scuole e le piazze della Toscana per riportare anche sulla scena il vero pensiero dei ragazzi d’oggi, e per dimostrare che in teatro non è tutta finzione: “Aristofane #Utopia”, a cura di Angelo Savelli ed Edoardo Zucchetti, è andato in scena al Teatro di Rifredi.

Il classico che incontra il moderno, dunque Aristofane e le sue opere mescolate al pensiero di oggi.  I suoi testi usati come mezzo per provare al pubblico quanto il commediografo sia attuale e così anche i problemi che denuncia. Anch’egli, quando scriveva, attorno a sé aveva un paesaggio in decadenza proprio perché l’Atene grande di un tempo era tramontata dopo la morte di Pericle. L’idea, dunque, di far rivivere “Gli Uccelli”, “Il Pluto”, “L’Assemblea delle donne”, con un accenno a “Le Rane” e a “Le Nuvole”, portando volta per volta in scena una lettera, fino al completamento della parola “utopia”, dagli applausi è sembrata buona. Anche perché, come oggi, a quel tempo il teatro era il luogo in cui i cittadini si formavano una propria idea e dove venivano criticate o, in particolare con la commedia, ironizzate tutte le utopie della società di allora, non diverse da questa nostra. Un antico rimando, quindi, al teatro inteso come coalizione sociale, portatore di “paideia” cioè di insegnamento, oppure, proprio come recitano i vocabolari, di “istruzione dei giovani e dei fanciulli”.

In scena sei attori giovanissimi (Davide Arena, Diletta Oculisti, Leonardo Paoli, Elisa Vitiello) fra cui segnaliamo Edoardo Groppler per la buona presenza scenica e simpatia nel rappresentare il personaggio femminile tratto da “Le donne in parlamento”, spalleggiato da Lorenzo Baglioni che ricordiamo per l’abilità nel cambiare ruolo, nell’interpretarlo e nel renderlo accattivante agli occhi del pubblico. Di Baglioni rammentiamo anche l’esperienza cinematografica con “Sta per piovere” uscito nelle sale nel 2013.

La giovane età degli attori, che non arrivano in sei a 150 anni, si è rivelata un’arma a doppio taglio. Buona l’idea di partenza dello spettacolo che si basa sui sogni e sulle ambizioni dei ragazzi, ma soprattutto denuncia le delusioni della e nella società; ma proprio l’essere ancora così acerbi è andato a penalizzare la recitazione e l’interpretazione del testo che non in tutti risultano efficaci. Inoltre alcune iconografie, come quella di rappresentare la “penìa” (in greco povertà) vestita da Madre Teresa di Calcutta, non sono sembrate adeguate: in questo caso, infatti, non convince la scelta di introdurre una figura cristiana in un mondo pagano in cui il valore di povertà, legato alla carità e alla semplicità dell’essere, era ancora sconosciuto; così come la rappresentazione di Poseidone, il Dio e giudice dei mari, in tenuta da marinaio non è di facile comprensione.

L’idea, in ogni caso, di far lavorare i giovani con i giovani e per i giovani è sembrata vincente e ha riscosso un vastissimo successo di pubblico che ha salutato gli attori con scroscianti applausi.

Firenze – Teatro di Rifredi, 07 novembre 2014

Caterina Baronti

ARISTOFANE#UTOPIASpettacolo di: Angelo Savelli ed Edoardo Zucchetti; Scene: Michele Ricciarini; Costumi: Serena Sarti; Video: Edoardo Zucchetti, Silvia Sarti; Musiche originali: Lorenzo e Michele Baglioni; Luci: Henry Banzi; Interpreti: Edoardo Groppler, Lorenzo Baglioni, Davide Arena, Diletta Oculisti, Leonardo Paoli, Elisa Vitiello.