Bari Jazz Festival 2016: la musica che c’è stata e che verrà

4 anni fa
11 Luglio 2016
di admin

È cominciato il 1° giugno 2016 il Bari Jazz Festival, rassegna musicale giunta alla sua dodicesima edizione.

Anche quest’anno, come per la precedente edizione, il Bari Jazz Festival – organizzato dall’associazione culturale Abusuan, in collaborazione con l’associazione Murattiano – si presenta in versione metropolitana, espandendosi dal capoluogo pugliese ai comuni della città metropolitana che ospiteranno alcuni eventi musicali in programma nel cartellone fino al 28 luglio 2016.

La rassegna Bari in jazz, che fa parte dell’Apulia Jazz Network – la rete dei festival jazz di Puglia Sounds –, presenta per questa edizione 2016 più di venti performance live, in diversi comuni – Bari, Acquaviva delle Fonti, Giovinazzo, Gravina in Puglia, Molfetta, Polignano a mare, Turi – che mettono a disposizione i luoghi di pregio e le piazze per accogliere importanti presenze nazionali e internazionali, nonché talenti locali, selezionati dal musicista Luca Aquino, direttore artistico dell’evento.

Saranno quindi la Cattedrale e l’Auditorium Vallisa a Bari, Piazza Duomo a Giovinazzo, Piazza Gonnelli a Turi, Piazza Sedile a Corato, l’Atrio di Palazzo de Mari ad Acquaviva delle Fonti, ad ospitare il pubblico, eterogeneo per interessi e gusti musicali. I concerti degli artisti di fama internazionale si svolgeranno inoltre nei luoghi inusuali o appositamente allestiti per il festival: la spiaggia di Cala Paura a Polignano a mare, il Trullo Sovrano ad Alberobello, il Chiostro di San Benedetto a Conversano, il Castello Svevo di Gravina in Puglia, il Teatro Rossini a Gioia del Colle, l’Anfiteatro Ponente a Molfetta.

Tra le importanti presenze, si sono già esibiti Pat Thomas & Kwashibu Area Band, in piazza sedile a Corato. Qui, il grande cantante ghanese ha presentato il suo nuovo progetto, realizzato insieme alla Kwashibu Area Band. Autentica icona dell’afrobeat e afropop degli anni ’70 e ’80, Pat Thomas, chiamato “The Golden Voice of Africa”, suona una musica contagiosa, ricca di groove e del ritmo tribale africano, scatenando l’entusiasmo del pubblico.

Il polistrumentista di origine ivoriana Samy Thiebault si è invece esibito al Teatro Rossini di Gioia del Colle, presentando il suo progetto discografico “A Feast of Friends Quartet” – realizzato con Adrien Chicot al pianoforte, al Fender Rhodes e agli effetti, con Sylvain Romano al contrabbasso, Philippe Soirot alla batteria e Nathan Willcocks alla voce in quattro tracce. Qui, il groove e le diverse influenze della world music rispecchiano il contemporary jazz. Dalla collaborazione di Paola Turci con il duo simbiotico del sassofonista Raffaele Casarano e del pianista Mirko Signorile nasce invece l’album “Noè”, in cui vengono create atmosfere rarefatte, derivanti da una ricerca intimistica.

Cala Paura si è poi riempita delle sonorità del polistrumentista portoghese Carmen Souza, che ha presentato il suo nuovo lavoro “Epistola”, caratterizzato da influenze di tutto il mondo in cui gioia di vivere e solarità si vanno a mescolare.

Christophe Chassol, originario della Martinica e tra i pianisti e compositori più interessanti d’Europa, si è esibito invece il 4 luglio scorso. Padre di un ingegnoso metodo di composizione, detto ultra-scores – che consiste nel registrare i suoni della natura e della vita quotidiana, rielaborandoli per dar vita ad una rappresentazione musicale del mondo – crea un nuovo genere musicale che mescola jazz, minimalismo, pop e musica concreta. Grandissima è l’attesa per la serata con Gregory Porter (22 luglio 2016), vincitore del Grammy come “Miglior album jazz vocale” nell’ambito del Grammy Awards 2014. Dopo “Liquid Spirit” – un milione di copie vendute, disco di platino e CD streaming più ascoltato di sempre – Porter presenterà al pubblico il suo nuovo progetto discografico “Take me to the Alley”, con il suo calore intenso, il colore della sua voce e il carico di passionalità comunicativa che trasmette nelle performance dal vivo. Il Trullo Sovrano di Alberobello ospiterà in seguito Håkon Kornstad, estroso polistrumentista norvegese che vanta collaborazioni con musicisti a livello mondiale, tra cui Pat Metheny, per citarne uno. Il suo stile sassofonistico, pieno di sfumature bluesy e arricchito dall’ausilio dell’elettronica, esprime diversi linguaggi contemporanei dai colori nordici e impressionistici (27 luglio).

Si concluderà il 28 luglio nel Trullo Sovrano di Alberobello, questa edizione del Bari in Jazz Festival, con il concerto di Paolo Fresu (tromba e flicorno), Omar Sosa (pianoforte) e Jacques Morelanbaum (violoncello). Da tempo Fresu e Sosa collaborano ad alcuni progetti musicali, arricchendo i loro lavori, uno con la poetica espressiva e il lirismo, e l’altro con un pianismo speziato che coniuga afro-cuban jazz, musica mediterranea e world music. Presenteranno qui Eros, nuovo disco a cavallo tra jazz, latin jazz afrocubano e world music, in cui si avvalgono della presenza di Jacques Morenlanbaum, violoncellista brasiliano raffinato dalle melodie estasianti.

Un mese a suon di musica jazz, quindi, questo luglio del Bari in Jazz Festival 2016.

                                                                                                                      Alessandra Lacavalla