“Benvenuti in Casa Gori”: Alessandro Benvenuti riporta sulle scene l’amato cavallo di battaglia

6 anni fa
12 Dicembre 2014
di mariagiovanna

Un evergreen del teatro che ritorna nel capoluogo toscano al Teatro di Rifredi per quattro repliche prenatalizie.

Ogni pranzo di Natale che si festeggia è un momento propizio per raccontare delle storie, aneddoti familiari che ripercorrono le vie della memoria che ogni anno, come vuole la tradizione, si rammentano, facendo riecheggiare nell’aria nuovi accordi e imbarazzanti crepe. E’ quello che accade alla famiglia Gori, cornice combattente dello spettacolo “Benvenuti in casa Gori” dell’eclettico Alessandro Benvenuti, che insieme all’abile mano dell’amico e sceneggiatore Ugo Chiti lo scrisse nel lontano 1986. Sicuramente un sodalizio artistico ben riuscito e protrattosi nel tempo il loro, che ha poi portato Benvenuti a diverse collaborazioni con la compagnia Arca Azzurra Teatro di cui Chiti continua ad essere il punto di riferimento. Un lavoro affermato, una chicca raffinata e tagliente della commedia contemporanea, che si ripresenta anche in questa stagione a graffiare le scene del Teatro di Rifredi, dopo il successo dello scorso anno, con emozionante umorismo ed immutato charme. Un’ardua prova attende l’artista toscano, classe 1950, nato e cresciuto in Valdisieve, che si fa il portavoce delle aspre e singolari dinamiche che da anni hanno fissa dimora in casa Gori, con domicilio in Pontassieve, benevola provincia che fa da sfondo alla nostra storia. Ecco che con un essenziale e strategico stratagemma di luci Benvenuti fa la sua apparizione, nitida e distinta, sul palcoscenico per iniziare il suo viaggio autour de sa chambre, interpretando tutti i componenti della giuliva famigliola, di cui si sobbarca gesta e dinamicità vocale. L’impresa era già stata pensata al suo esordio con un’altra venerata icona del pubblico fiorentino, che vide come protagonista della famosa vicenda un indimenticabile Carlo Monni. L’attore prese parte anche all’omonimo adattamento cinematografico del 1990, con altri nomi celebri delle pellicole italiane come Ilaria Occhini, Athina Cenci e Novello Novelli.

In quest’ultima versione Benvenuti ci regala l’occasione per riassaporare le cronache di un pranzo di Natale di cui lui stesso fu testimone, il 25 dicembre di 28 anni prima in casa di Gino e Adele Gori, gli organizzatori ufficiali del santo ritrovo festivo che impazienti attendono e si preparano all’arrivo di parenti e nipoti. Una tavola apparecchiata e bandita di più portate per riunirli tutti, tra un crostino tira l’altro e i tortelli in brodo un po’ asciutti e ritirati, ma non basterà il calore domestico dell’elegante tovaglia di fiandra e della padrona di casa a domarli! Come spesso accade le sorprese attendono in agguato il giusto momento per rivendicare vecchi veleni e insolute tensioni, ‹‹chi troppo o chi nulla, non c’è giustizia››. Il sermone inizialmente fiabesco ben presto si tramuta in un giuoco rivolto al macello reciproco che non include mutuo soccorso, anche perché stando dietro alle lamentele di tutti si fa presto ‹‹a perdere la strada per tornare a casa››.

Un monologo disarmante quello di Benvenuti, spaventoso nella sua rapida evoluzione, impreziosito dal sound della lingua toscana e dai suoi detti popolari, dalle sue ciance e dal suo spirito goliardico che con vorace personalità vengono riproposti. La sua è senza dubbio una comicità reale e vitale, nuda e cruda in parallelo, infilata in un frangente temporale di straordinaria attualità, che ben rispecchia la vita tragicomica nazionale. Un’originalità autoctona che lo contraddistingue fin dalle prime battute per resistenza ed estrosità sanguigna, un commediante di pancia che bene sa spaziare anche con la testa, che sa scherzare a briglie sciolte ma anche allargarsi a sottili riflessioni sull’ampio catalogo dei conflitti di umana natura. Una brusca rivelazione emozionale che culmina senza indugio nell’inetto e animalesco urlo finale che l’attore esala con gli ultimi versi del suo eloquio ansimante, sopraffatto dai ricordi e dalle fatiche terrene. Uno sfogo lancinante e liberatorio che racchiude in sé un accenno di speranza davanti alle odierne festività natalizie che pure quest’anno incalzano rapide. Perché come uno dei suoi commensali ci tiene a precisare più volte: ‹‹Se non siamo tutti più buoni a Natale, quando?››.

FIRENZE – TEATRO DI RIFREDI, 5 dicembre 2014.

Mara Marchi

BENVENUTI IN CASA GORIRegia: Alessandro Benvenuti; Produzione: Arca Azzurra Teatro / Alessandro Benvenuti; Drammaturgia: Ugo Chiti e Alessandro Benvenuti; Interpreti: Alessandro Benvenuti.