All’interno della XIX° edizione del festival FONTANONESTATE a Roma è stato ospitato il 3 settembre lo spettacolo “Condannato a morte-The punk version” di Davide Sacco.

Il rischio del maltempo ha fatto sì che la scena venisse allestita sotto il portico antistante il giardino barocco dell’Acqua Paola, proprio dove sono stati girati i primi quindici minuti del film “La grande bellezza”, creando così un’atmosfera intima perfetta per il coinvolgimento totale del pubblico, come richiesto dalle note di regia.

 

Il testo è stato liberamente tratto da “L’ultimo giorno di un condannato a morte” di Victor Hugo da parte del regista che ha mantenuto il linguaggio del testo originale del 1829, divertendosi poi con un gioco di contrasti per la scelta registica dei costumi, appunto punk.

La performance ha inizio con “punk is dead” ripetuto in un climax angoscioso dalla musicista Martina Angelucci mentre suona. L’entrata in scena di Orazio Cerino, con il volto coperto da un cappuccio nero, aumenta il clima di tensione grazie all’intensità del suo sguardo che si sofferma singolarmente sulle persone presenti prima di prendere posto al centro della arena creata da una struttura metallica.

 

La versatilità di Cerino è ammirabile per i numerosi personaggi che deve interpretare: si trasforma da prigioniero a guardia, da bambina a prete, da narratore a bestia ingabbiata. Il racconto si concentra negli ultimi momenti vissuti in carcere da un uomo che è costretto alla perdita della sua umanità a causa della sua condanna a morte. Il pubblico è identificato prima come giuria e in seguito come generiche persone indifferenti che si nascondono e non intervengono per evitare che quello che appare inevitabile non accada.

L’interpretazione e le parole arrivano a colpire dirette alla pancia dello spettatore che, a conclusione dello spettacolo, non può fare altro che firmare la petizione proposta da Amnesty International contro la condanna a morte di Razieh Ebrahimi in Iran.

 

Erika Morbelli

 

Regia di Davide Sacco

Con Orazio Cerino

Musiche Davide Sacco

Scene Luigi Sacco