Destinatario sconosciuto riproposto in una casa museo di Milano

4 anni fa
17 Maggio 2017
di claudio facchinelli

L’inquietante storia di un’amicizia travolta dalla nascente ideologia nazista

Sono passati ormai sei anni da quando Alberica Archinto e Rossella Tanzini hanno concepito e realizzato il progetto Stanze – esperienze di teatro d’appartamento: un’originale proposta spettacolare in spazi alternativi quali case private, musei, studi di artisti e di architetti.

In questi anni, per quelle stanze sono passati i nomi più significativi della scena teatrale italiana e, ogni volta, il pubblico ha potuto sperimentare un approccio al teatro a distanza ravvicinata, da una prospettiva diversa, inusitata.

Destinatario sconosciuto
ph. by Luca Del Pia

Di questa ricca e suggestiva collezione di eventi, buon ultimo è Destinatario sconosciuto, da citare non solo per la qualità artistica della proposta, ma anche per l’eccezionale consonanza fra il testo e lo spazio in cui veniva rappresentato.

Dal libro di Kathrine Kressmann Taylor sono state tratte diverse versioni teatrali, in Italia e all’estero. Già una quindicina di anni fa lo aveva proposto a Milano il Teatro del Buratto, con la regia di Gabriele Calindri. La difficoltà di mettere in scena un testo non nato per la scena, e per di più in forma epistolare, era stata superata isolando i due interlocutori, e grazie alla felice invenzione scenografica di Marco Muzzolon, con fogli manoscritti incorniciati come quadri e appesi alle pareti: inquietanti reperti mostruosi dell’infernale trama epistolare che, via via, avviluppa i due personaggi.

Anche nell’edizione di Stanze il testo originario, che racconta di un rapporto di amicizia sconvolto dalla deriva nazista, è sostanzialmente rispettato in tutta la sua raggelante, quasi macabra violenza. Ma la regia di Rosario Tedesco lo rilegge modellando, nella prima parte, la struttura epistolare quasi in forma di dialogo.

Destinatario sconosciuto
ph. by Luca Del Pia

Un iniziale abbraccio fraterno sembra testimoniare un legame profondo, che si sfalda gradualmente mentre le distanze, anche sulla scena, fra i due interlocutori, si fanno più marcate. L’amicizia si incrina, si spezza, fino a trasformarsi in odio, e risolversi in una diabolica, mortale vendetta.

Gli spazi in cui si muovono i due personaggi, Max Eisenstein e Martin Schultse, soci di una galleria d’arte, interpretati dello stesso Rosario Tedesco e Nicola Bortolotti, non hanno bisogno di alcun ulteriore intervento scenografico, poiché sono costituiti dalle fascinose sale della casa museo Boschi Di Stefano, le pareti tappezzate di quadri di Sironi, De Chirico, Morandi, De Pisis, e tanti altri maestri del primo Novecento. Ma la regia proietta in modo più esplicito sullo spettacolo l’ombra lunga del nazismo e dei campi di sterminio con due preziosi momenti musicali, affidati a un piccolo complesso vocale (soprano, mezzosoprano, contralto e basso) che canta dal vivo, a cappella, prima una maliziosa ninnananna multilingue di Mozart; poi un brano di Paul Hindemith, esponente di quella musica bollata da Hitler come “degenerata”; infine un’altra, straziante ninnananna che Ilse Weber, poetessa ebrea morta ad Auschwitz, aveva scritto per i bambini deportati a Theresienstadt.

L’efficacia e i coinvolgenti toni di verità dei due attori fanno il resto.

Uscendo, lo spettatore si sente un groppo in gola, ed è indotto a riflettere sulle atrocità alle quali, allora come ora, può condurre un’ideologia razzista.

Claudio Facchinelli

Destinatario sconosciuto, dall’omonimo libro di di Kathrine Kressmann Taylor

Con Nicola Bortolotti (Martin) e Rosario Tedesco (Max); adattamento e regia di Rosario Tedesco; musiche di Wolfgang Amadeus Mozart (Bona Nox), Paul Hindemith (La biche) e Ilse Weber (Wiegala) eseguite dal vivo da Eleonora Bellini, soprano; Margarita Semsi, mezzosoprano; Sofia Costantini, contralto; Alessandro Ravasio, basso.

STANZE è un progetto ideato e realizzato da Alberica Archinto e Rossella Tansini con la collaborazione di Teatro Alkaest e il sostegno della SIAE e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano

Visto a Milano, presso la casa museo Boschi Di Stefano, il 10 maggio 2017