Il punk rock è arte. Il punk rock per me significa libertà.

Dj Ringo
3 settimane fa
24 Marzo 2021
di valerio molinaro
Il punk rock è arte. Il punk rock per me significa libertà.

Oggi ho avuto il sommo piacere di scambiare quattro chiacchiere con Dj Ringo, pseudonimo di Rocco Maurizio Anaclerio. Deejay, conduttore radiofonico e creative director italiano, Ringo, approdato su Virgin Radio Italia con il suo programma REVOLVER, ha nel sangue la ribellione tipica del suo amato punk.

Forgiato da un’infanzia trascorsa a Milano negli anni ’60, e un’adolescenza nella Londra punk degli anni ’70, Ringo è sempre stato considerato il più rockettaro dei dj italiani.

Buonasera Ringo. Sei stato iniziato all’ottima musica sin da bambino? Chi ti ha avvicinato maggiormente a questo amore?
Buonasera a voi! Mi sono avvicinato al rock’n’roll fin da piccolo per merito dei miei zii e di mio papà che mi consegnavano tutti i 45 giri in vinile da infilare nel mangiadischi, che usavo fino a consumare tutte le pile. In pratica da piccolo ero già un mini DJ! La mia preferita era Michelle dei Beatles, un capolavoro.

A bruciapelo: tre artisti che hanno segnato maggiormente la tua passione per la cultura musicale in genere.
I tre artisti che mi hanno influenzato maggiormente sono stati: ELVIS PRESLEY, I BEATLES e infine I RAMONES: tre epoche diverse per il mondo del rock. Pensa che da piccolo mi facevo rapire dai suoni del rock’n’roll di Elvis, dimenandomi da solo in balli scalmanati e sognando le sue moto e le sue girls.

Concerti più importanti in cui hai lasciato il cuore.
I concerti che hanno segnato la mia vita sono stati tantissimi. Sicuramente uno dei più significativi è stato quello dei QUEEN a Zurigo nel 1978. In quell’occasione scappai in pullman insieme ad altre persone più grandi, fingendo di essere accompagnato da adulti (cosa non vera); come non citare poi I RAMONES a Milano al Palalido nel 1980, e I CLASH sempre a Milano al Vigorelli nel 1981 (all’epoca ero ancora militare nei Parà).

Riesci a farmi un podio dei tuoi album punk preferiti di tutti i tempi?
I miei album punk di sempre sono: Ramones (Ramones) 1976, The Clash (The Clash) 1977, Sex Pistols (Never Mind the Bollocks) 1977, The X (Los Angeles) 1980, Nirvana (Nevermind) 1991, NewYorkDolls (NYD) 1973, Richard Hell and the Voidoids (Blank generation) 1977, Joy Division (Unknown pleasures) 1979, Buzzcocks (Love bites) 1978, Sham69 (Tell us the truth) 1978, Iggy and The Stooges (Raw power) 1973.

Mi racconti un aneddoto divertente relativo al tuo programma radiofonico Revolver?
Ogni tanto a Revolver mi porto il mio cane Iggy, che è la mascotte della radio. Di solito dorme durante tutta la trasmissione e sta sempre buono accucciato. Un giorno durante una mia diretta vide passare una cagnetta attraverso un vetro e iniziò ad abbaiare come un matto, mentre io ero con il microfono aperto.

Ho raccontato l’accaduto agli ascoltatori, che si erano preoccupati per l’abbaiare, e tutti mi hanno chiesto il filmato e le foto di Iggy che scodinzolava davanti alla cagnetta, che stava dall’altra parte del vetro.

Con chi dei grandi musicisti che non ci sono più, avresti condotto una trasmissione?
Mi sarebbe piaciuto condurre uno show radiofonico con David Bowie, l’unico alieno eclettico del rock che con i suoi racconti avrebbe di certo “sbancato” la radio. Poi come sigla avrei usato la sua canzone “DJ“!

Cosa ascolta tua figlia Swami?
Mia figlia Swami ascolta sin da bambina di tutto, ma ama la musica di qualità in ogni settore e questo mi rende felice!

Come è nato il tuo amore per i motori?
I motori fin da quando ero bambino mi hanno sempre affascinato tanto, specialmente le moto che mi trasmettono un senso di libertà, collegabile all’idea del viaggio e del sogno. Amo la velocità in pista e i film che l’hanno trattata come “Bullit“, “Le Mans“,”Fast and Furious“, “Speed” e “Il selvaggio”!

Come si vede Dj Ringo tra dieci anni, in che progetto sarà immerso?
Tra 10 anni mi vedo come Clint Eastwood, pieno di rughe e con tanto stile!

“Il rock non eliminerà i tuoi problemi. Ma ti permetterà di ballarci sopra.”
Pete Townshend

Valerio Molinaro

Un doveroso ringraziamento per l’intervista va a Beppe Pettinato.

Valerio Molinaro
Valerio Molinaro nasce nel 1984 a Roma, dove frequenta il Liceo Classico presso l'Istituto Salesiano Pio XI. Il suo amore per la sceneggiatura sboccia negli anni universitari in cui si occupa di comunicazione, produzione culturale e critica cinematografica. Dopo uno stage presso la segreteria di Domenica in, si dedica completamente alla scrittura avendo la fortuna di incontrare personalità del panorama italiano dello spettacolo. Sebbene affascinato dalla televisione, capisce che la sua vera vocazione è inventare storie, iniziando a dare origine a cortometraggi e spettacoli teatrali.Da autore e regista teatrale ha scritto e diretto: Allora si può, Sono pulp perché mi chiamo Bukowski, Gratta Gratta Bang Bang! e un musical tratto dal film d'animazione Nightmare Before Christmas. Nel mentre lavora come aiuto-regista di Gino Landi in occasione della commedia Il letto ovale con Maurizio Micheli e Barbara D'Urso. Successivamente affianca Pino Quartullo nello spettacolo Occhio a quei due con Lillo e Greg.Si dedica finalmente al suo grande sogno, la realizzazione di romanzi gialli. Nel 2016 la Newton Compton pubblica A sei miglia da L' Avana, il suo esordio letterario. L'anno successivo la medesima casa editrice manda in stampa Gli Orchi non sempre sono verdi.Attualmente è impegnato nel progetto di sviluppare format televisivi e programmi radiofonici.