Il cibo degli dei

Domino's Pizza Italia
1 mese fa
27 Gennaio 2021
di valerio molinaro
Il cibo degli dei

La pizza è in assoluto uno dei cibi più amati al mondo. Ogni giorno nel nostro Paese si consumano oltre 8,3 milioni di pizze!

Oggi ho avuto il piacere di intervistare Chiara Valenti, responsabile Marketing di DOMINO’S PIZZA ITALIA. Questa catena di pizzerie nel corso dell’ultimo anno ha consegnato più di 400 milioni di pizze in tutto il mondo, percorrendo ogni settimana più di 15 milioni di chilometri per la consegna a domicilio. DOMINO’S conta oltre 17.000 pizzerie, distribuite in più di 90 paesi.

Buonasera Chiara, ci può illustrare la storia di DOMINOS’ PIZZA?
Molto volentieri. Fondata in Michigan nel 1960, DOMINO’S è oggi la prima catena di pizzerie al mondo, con un fatturato annuo a livello globale di 14,3 miliardi di dollari (2019). La storia di DOMINO’S negli Stati Uniti è espressione della realizzazione del “sogno americano”. I fratelli Monaghan presero in gestione una pizzeria a Ypsilanti nel 1960.

L’anno successivo inaugurarono un altro punto vendita e la loro ascesa da quel momento non si è mai arrestata. Il prodotto era buono e, soprattutto, erano in pochi ad effettuare la consegna a domicilio (hanno iniziato con un semplice Maggiolino). La perseveranza, un business model solido e buone doti manageriali hanno fatto il resto. In Italia, DOMINO’S Pizza è arrivata nel 2015 con l’apertura del primo punto vendita a Milano e, ad oggi, abbiamo inaugurato il 33°, con più di 500 collaboratori con un’età media di 28 anni. Siamo un’azienda molto giovane che offre svariate opportunità di crescita interna.

Gli italiani come hanno accolto l’apertura di questo franchising?
L’apertura di DOMINO’S PIZZA in Italia è stata accompagnata da  interesse e curiosità ma, soprattutto, da una domanda fondamentale. Perché un marchio americano, che vende pizza americana, decide di aprire in Italia?

Tale scelta è basata su indagini di mercato che hanno fatto emergere un gap tra le aspettative dei clienti che ordinavano con consegna a domicilio e la qualità del servizio che veniva offerto. DOMINO’S PIZZA si posiziona proprio lì, la nostra mission è offrire la miglior pizza a domicilio.

Qual è il mercato mondiale in cui DOMINO’S PIZZA ha faticato maggiormente e perché?
Crediamo che l’Italia sia stato il mercato più difficoltoso, non in termini operativi, ma soprattutto in termini di pregiudizio. Vendiamo pizza americana al popolo che ha inventato la pizza! Il nostro modello di servizio non vuole assolutamente essere in contrapposizione alle pizzerie tradizionali o gourmet. Pensiamo, piuttosto, che il nostro operato sia complementare alla ristorazione classica.

Non nascondiamo che ci sono ancora molti dubbi, perché proponiamo gusti americani, ma conoscendo meglio il nostro lavoro, il pubblico potrà apprezzare quello che offriamo.

L’introduzione di cibi che erano ad appannaggio di determinate culture indica una curiosità culinaria, o è sinonimo di globalizzazione?
Credo che entrambi i punti abbiamo inciso sull’affermazione di cucine e trend alimentari tipici di una determinata cultura. Sicuramente la globalizzazione ha un ruolo preponderante: è tutto più vicino e tutto ci fa meno paura di un tempo, perché possiamo conoscerlo e soprattutto acquistarlo.

E, contemporaneamente, ci siamo abituati a sapori e gusti diversi da quelli tradizionali. Detto ciò, però, solo una parte della popolazione italiana è propensa a provare gusti differenti (i cosiddetti esploratori) e a far entrare queste pietanze “non tipiche” nelle loro abitudini alimentari (una cosa è provare l’avocado ogni tanto, un’altra cosa è inserirlo  nella nostra dieta quotidiana). Soprattutto la generazione dei più giovani, ama in egual misura le lasagne del pranzo della domenica e il sushi del sabato sera. Credo che si andrà sempre di più verso una contaminazione e un cambiamento delle abitudini alimentari!

Qual è il punto di forza della vostra pizza e del vostro marketing?
Il 90% dei nostri ingredienti proviene da fornitori italiani; il nostro impasto è fresco, maturato 48 ore a temperatura controllata per renderlo digeribile e viene steso a mano al momento dell’ordine. Insieme alla qualità del prodotto stesso, il delivery è da sempre uno dei nostri servizi più apprezzati, e per questo motivo lo curiamo nel dettaglio. In particolare, la fase di consegna viene gestita unicamente utilizzando il metodo DOMINO’S, che garantisce l’arrivo a casa del cliente entro 30 minuti.

Inoltre, ci teniamo al fatto che i clienti possano gustare la pizza ancora calda: viene consegnata a 70°, grazie ai boxpizza, le borse termiche e i bauletti dei nostri motorini, che abbiamo brevettato per poter recapitare un prodotto che non perda in termini di gusto, fragranza e temperatura. Anche il momento dell’ordine è per noi una fase fondamentale nella customer experience del cliente: si può ordinare al telefono e anche tramite sito o app. Da segnalare, infine, anche la presenza costante di numerosi sconti e promozioni, per far sì che il cliente possa gustare la propria pizza preferita e al tempo stesso risparmiare un po’.

Quale pizza piacerà maggiormente agli italiani di quelle “poco convenzionali”?
Una delle prerogative che ci rende unici nel mercato sono proprio i gusti e gli abbinamenti delle nostre pizze, che identifichiamo con il nome DOMINO’S LEGEND. Nella classifica delle pizze più apprezzate, al primo posto troviamo la Cheeseburger: base di pomodoro 100% italiano, mozzarella, carne di manzo, bacon, cipolla con topping di gustosa salsa burger. Vi assicuro che è un’esplosione di gusto!

Subito dopo troviamo le pizze caratterizzate dal tipico salame piccante affumicato, pepperoni salami. Per concludere infine con la nostra Hawaian con prosciutto cotto, ananas e peperoni. Qualcuno rabbrividirà, ne sono certa, ma è un dato di fatto che gli italiani apprezzano gusti nuovi e insoliti come quelli delle nostre pizze.

Ci può raccontare una curiosità relativa a DOMINO’S PIZZA?
Partiamo dal logo: i fratelli Monaghan avevano pensato di inserire nella casella del domino del logo quanti più puntini corrispondenti al numero di punti vendita aperti. Poi si sono arresi: inserire tutti i 17.000 punti vendita sarebbe stato impossibile e quindi hanno mantenuto i 3 puntini bianchi che rappresentano i primi 3 punti vendita aperti.

Per quanto riguarda l’Italia, dal 2020 tutta la nostra flotta di scooter è 100% elettrica. Questo a testimoniare il nostro rispetto nei confronti dell’ambiente, anche nelle piccole scelte quotidiane. Inoltre, lavoriamo costantemente per abbassare il tempo medio di consegna a casa dei clienti: oggi è di 21,7 minuti dal momento dell’ordine.

Prossimi punti vendita che verranno aperti a Roma e in Italia.
Abbiamo concluso il 2020 con sei nuove aperture e inauguriamo il 2021 con due inaugurazioni nel mese di febbraio: a Gallarate e il quarto punto vendita di Roma in zona Cipro. Ci stiamo preparando ad un anno incredibile che ci porterà a raddoppiare il numero dei punti vendita. Tutto questo grazie alla fiducia degli attuali e futuri franchisee, imprenditori locali che hanno deciso di puntare su Domino’s Pizza in Italia.

Se c’è un piatto universale, quello non è l’hamburger bensì la pizza, perché si limita a una base comune – l’impasto – sul quale ciascuno può disporre, organizzare ed esprimere la sua differenza.
Jacques Attali

Valerio Molinaro

Valerio Molinaro
Valerio Molinaro nasce nel 1984 a Roma, dove frequenta il Liceo Classico presso l'Istituto Salesiano Pio XI. Il suo amore per la sceneggiatura sboccia negli anni universitari in cui si occupa di comunicazione, produzione culturale e critica cinematografica. Dopo uno stage presso la segreteria di Domenica in, si dedica completamente alla scrittura avendo la fortuna di incontrare personalità del panorama italiano dello spettacolo. Sebbene affascinato dalla televisione, capisce che la sua vera vocazione è inventare storie, iniziando a dare origine a cortometraggi e spettacoli teatrali.Da autore e regista teatrale ha scritto e diretto: Allora si può, Sono pulp perché mi chiamo Bukowski, Gratta Gratta Bang Bang! e un musical tratto dal film d'animazione Nightmare Before Christmas. Nel mentre lavora come aiuto-regista di Gino Landi in occasione della commedia Il letto ovale con Maurizio Micheli e Barbara D'Urso. Successivamente affianca Pino Quartullo nello spettacolo Occhio a quei due con Lillo e Greg.Si dedica finalmente al suo grande sogno, la realizzazione di romanzi gialli. Nel 2016 la Newton Compton pubblica A sei miglia da L' Avana, il suo esordio letterario. L'anno successivo la medesima casa editrice manda in stampa Gli Orchi non sempre sono verdi.Attualmente è impegnato nel progetto di sviluppare format televisivi e programmi radiofonici.