Donald Sutherland è un J. Paul Getty da Oscar® in ‘Trust’

3 anni fa
27 Marzo 2018
di vincenzo vasco

È Donald Sutherland, premio Oscar® Onorario agli ultimi Academy Awards, a interpretare il ricchissimo ed enigmatico magnate del petrolio J. Paul Getty in Trust, la serie antologica al debutto in questo giorni sul network televisivo FX e, per il pubblico italiano, su Sky Atlantic.

La serie, prodotta e scritta da Danny Boyle (T2 TrainspottingSteve Jobs) e Simon Beaufoy (La battaglia dei sessi), ricostruisce le vicende che ruotano attorno al rapimento del nipote di Getty avvenuto nel 1973 a Roma per opera della ‘ndrangheta calabrese. Un caso di cronaca, quindi, ma anche il ritratto di una delle famiglie più ricche e infelici di tutti i tempi, i Getty appunto, già al centro del recente Tutti i soldi del mondo, il film di Ridley Scott con Mark Wahlberg, Michelle Williams e Christopher Plummer.

Un rapimento quello di John Paul Getty III, qui interpretato da Harris Dickinson, dai contorni ancora oggi non del tutto chiari, come sottolinea la serie stessa che ipotizza un’iniziale collaborazione del giovane con quelli che diventeranno i suoi rapitori. Ma a fare notizia e scioccare l’opinione pubblica in quegli anni, fu soprattutto la decisione del magnate di non cedere alle richieste dei rapitori, scegliendo di non pagare il riscatto per lungo tempo. Sarà soprattutto l’estenuante indagine della madre del ragazzo, qui interpretata da Hilary Swank, e dell’investigatore privato assoldato da Getty (nella serie è Brendan Fraser) a portare alla liberazione del ragazzo svariati mesi dopo.

TRUST — Pictured: Brendan Fraser as James Fletcher Chace. CR: Kurt Iswarienko/FX

Girato tra Roma, la regione britannica del Surrey e la Calabria, la serie vede nel cast anche due presenze di spicco del nostro cinema: Giuseppe Battiston, nei panni di un ristoratore romano complice del rapimento, e Luca Marinelli, uno spietato Primo, tra i rapitori del ragazzo.

Al di là dell’indiscusso successo del recente film di Scott, la vicenda è sicuramente tra le più complesse e controverse della cronaca contemporanea, tanto da dare la possibilità a Danny Boyle e Simon Beaufoy di dar vita a un approfondimento di lunga serialità.

“C’è così tanto da dire sulle tre generazioni di Getty” – dice il creatore della serie Simon Beaufoy in una recente intervista a The Hollywood Reporter – “Per esempio, come nasce la storia di quest’uomo che finì per essere ossessionato da denaro, quali eventi della sua infanzia lo portarono a diventare così?”

Una vicenda familiare complessa e stratificata, che si dimostra quindi decisamente interessante per il gruppo creativo che ha dato vita allo show, ma anche per il pubblico televisivo che ha la possibilità di seguirne lo sviluppo in modo inedito e coinvolgente.

Quello della lunga serialità, del resto, è un trend molto amato dai produttori del grande schermo che sempre più spesso decidono di affrontare le loro narrazioni in modo più approfondito attraverso il linguaggio del piccolo schermo.

E se ne sono accorte anche le grandi star hollywoodiane, come ricorda a The Hollywood Reporter Danny Boyle, executive producer della serie e regista dei primi tre episodi.

“Gli attori si rendono conto che il cinema sta cambiando con le produzioni di grande successo, il mondo Marvel e i film d’animazione. Sono alla ricerca di ruoli interessanti e, chiaramente, riescono a trovarli sempre più spesso nel mondo televisivo”.

Non ci resta che goderci questa nuova avvincente ricostruzione, nell’attesa dei prossimi capitoli della serie.

Vincenzo Vasco

Photo Credits:The Hollywood Reporter