“EGON”, l’esegesi della pittura di Schiele attraverso la danza

3 anni fa
4 Novembre 2017
di mariagiovanna

Al Teatro Cantiere Florida, la nuova produzione di Versiliadanza con coreografie di Leonardo Diana.

In prima nazionale, l’attesissimo lavoro di Leonardo Diana dedicato all’arte del pittore Schiele e intitolato “EGON. Introspettiva da Klimt a Schiele”. Un progetto multidisciplinare in cui luci, video e danza sono gli elementi essenziali per riportare in vita le figure dipinte dall’artista, personaggi che già sulla tela trasmettono l’urgenza di raccontare. Prodotto da Versiliadanza, “EGON” va in scena al Teatro Cantiere Florida di Firenze dal 26 al 28 ottobre 2017.

Egon è Schiele, il nome pronunciato in intimità; Klimt è il suo maestro affezionatissimo; l’introspettiva è il mondo più esplorato in quei primi anni del Novecento e soprattutto in Austria. Una fortuna e un talento, quelli di Schiele, sproporzionati alla breve durata della sua vita; le sue opere sono figlie del tempo e dell’ambiente in cui visse, di un’epoca in cui si discuteva sull’esistenza umana, sulla sessualità, sull’interiorità, sull’infanzia e sulle esperienze traumatiche di ognuno e in cui la multidisciplinarità ebbe il sopravvento e il merito di conferire a ogni singola arte uno spessore tutt’altro che banale; Schiele rappresentava e si rappresentava nella dimensione più inumana o forse, sulla scia di Freud e Schnitzler, in quella più sincera.

I soggetti protagonisti dei suoi lavori: “Nudo femminile”, “Donna distesa”, “L’abbraccio”, “Nudo di schiena” e molte altre immagini di donna sono, insieme ai numerosi autoritratti, ben riconoscibili nella messinscena di Leonardo Diana, che dà vita al suo ispiratore Egon e alle sue femmine: vesti bianche, leggere, trasparenti, nudo, sensualità non volgare ma delicata e naturale. Ormai, dopo cento anni, non è questo tipo di nudo che ci sconvolge e del resto, come scrisse Schiele: : «L’Arte non può essere moderna, l’Arte appartiene all’eternità». È un’affermazione che chiarisce perchè il tema dell’inconscio è ancora oggi il fulcro degli studi e delle produzioni artistiche di molte tipologie di professionisti; sono parole che spiegano anche la vicinanza tra l’opera del pittore di inizio Novecento e la nuova produzione di Versiliadanza: l’unione di diverse discipline, l’inquietudine data dalle figure, l’importanza dei giochi di luce e dello sfondo per far risaltare i soggetti e mostrarli in diverse sfaccettature, la riflessione sui caratteri oscuri dell’uomo e il far riaffiorare questi ultimi come inediti aspetti di un carattere.

“Egon” è una performance ben strutturata; drammaturgicamente fedele ai suoi modelli, coinvolge il pubblico in un percorso inizialmente angosciante e poi sempre più familiare. L’effetto sugli spettatori è pungente, chiaro e incisivo. Dal punto di vista coreografico, i danzatori (lo stesso Diana con Barbara Carulli, Valentina Sechi e Naomi Segazzi) hanno piena padronanza dello spazio, dei movimenti, dell’espressività; raccontano con i gesti, con la mimica facciale, con l’alternanza di passi lenti e veloci.

Fondamentali nello spettacolo sono i video che, insieme alla luce e alla musica, arricchiscono la coreografia e ne sono parte essenziale poichè i danzatori dialogano con le loro stesse figure proiettate sullo sfondo. Degne di nota le proiezioni che invece decorano i corpi di due danzatrici avvolti l’uno nell’altro, rimandando a “Il bacio” del periodo aureo di Klimt, da cui Schiele deve aver tratto ispirazione: un’unione simbolo, oltre che dell’inizio della vita, dei primordi di una carriera. Oltre a essere una messinscena ben riuscita, “Egon” mostra l’importanza della multidisciplinarità: ogni arte è cultura e storia e la sua osservazione, così come ispira altri artisti, racconta a ogni generazione la storia di un tempo e dei suoi uomini.

Firenze – TEATRO CANTIERE FLORIDA, 27 ottobre 2017.

Benedetta Colasanti

“EGON. Introspettiva da Klimt a Schiele” – Coreografia: Leonardo Diana; interpreti: Barbara Carulli, Valentina Sechi, Naomi Segazzi, Leonardo Diana; video: Nicola Buttari, Martino Chiti; musica: Andrea Serrapiglio, Luca Serrapiglio; drammaturgia: Filippo Figone, Leonardo Diana; light design: Gabriele Termine; scenografia: Eva Sgrò; spazialità sonora: Luigi Agostini; foto: Manuela Giorgia; produzione: Versiliadanza, con il sostegno di MiBACT – Ministero Beni e Attività Culturali e del Turismo, Regione Toscana, Comune di Firenze, con la collaborazione del Teatro Cantiere Florida di Firenze, Armunia / Festival Inequilibrio, Goethe Institut di Firenze.