Eleonora Fani

2 settimane fa
11 Novembre 2020
di valerio molinaro
Eleonora Fani

Oggi ho avuto la fortuna di intervistare Eleonora Fani, sceneggiatrice e attrice del film rivelazione Creators – the past.

Ciao Eleonora, buon pomeriggio. Secondo il tuo punto di vista, come è cambiato il modo di fare cinema in Italia?

All’epoca di Fellini e di Zeffirelli l’Italia aveva uno spessore cinematografico di primo livello ed era riconosciuta in tutto il mondo. Purtroppo oggi sono venute meno queste grandi figure e il cinema italiano ha perso  di qualità e spessore. È molto difficile esportare film prodotti in Italia, proprio perché legati a tematiche troppo “nostrane” e difficilmente apprezzabili, salvo qualche eccezione, all’estero.

A quale film sei maggiormente legata?

Sono molto legata a due film in particolare, Matrix e Al di là dei sogni. Il primo ha una sceneggiatura incredibile, una tecnologia all’avanguardia e un messaggio che mi ha colpito molto. L’altro film, invece, mi ha incantata per la cura delicata e profonda dei colori e l’utilizzo dei simboli.

Con quale regista italiano/straniero ti piacerebbe lavorare?

Spesso i registi stranieri importanti e famosi sono associati ad un sistema hollywoodiano, che oggi è particolarmente in crisi, con cui non vorrei associarmi. Mi piacerebbe lavorare con artisti esordienti, nuovi e rampanti, dotati di talento.

Visto il recente successo di Creators – the past, secondo te perché la fantascienza è un genere solitamente snobbato dai cineasti italiani?

La fantascienza non è assolutamente snobbata, ma credo sia un genere considerato inarrivabile nel nostro Paese. All’Italia manca questa marcia in più e il coraggio di cimentarsi in un genere che al momento è ad appannaggio del cinema americano. L’Italia reputa la sfida troppo grande. Gli effetti speciali sono un grandissimo impegno in termini economici e di maestranze che ci lavorano. Noi di Artuniverse siamo fieri del risultato ottenuto e vorremmo un domani aprire degli studios adatti e una scuola che sia in grado di produrre per l’Italia effetti speciali ad alto livello. È stata una sfida impegnativa e proprio per questo è stata fonte di grande soddisfazione.

Come è stato avere sul set di Creators nomi del calibro di Gerard Depardieu e William Shatner?

Sono attori di grande carisma e spessore, seppur caratterialmente differenti. Gerard Depardieu è la classica star piena di impegni. Dotato di un grandissimo talento e presenza scenica, davanti alla macchina da presa è un vero artista! William Shatner è stato veramente molto disponibile. Ha dovuto girare scene più complicate per quanto riguarda la computer grafica rispetto a Gerard. Ci ha dato diversi consigli importanti. È stata un’esperienza formativa, ho imparato molto da ognuno di loro.

 Domanda all’Eleonora sceneggiatrice: qual è il suo più grande sogno nel cassetto?

Il mio sogno più grande è quello di fondare una città, ma questo è un altro discorso! Però per quanto riguarda l’ambito della sceneggiatura, invece, sarebbe bello realizzare un testo che possa aiutare le persone a superare questo momento difficile. Un aspetto già presente in parte in Creators.

Un pregio e un difetto del cinema attuale.

Un pregio è rappresentato dalla funzione placebo del cinema, capace di aiutare le persone a svagarsi in un momento duro come l’attuale. Un difetto è quello che talvolta tratta messaggi veri come favolette.

 Eleonora che progetti hai in futuro?

Tantissime cose! Voglio far crescere il mio canale YouTube. Sto collaborando con una piattaforma Stazione 4, che mette in contatto ricercatori di vari campi del sapere. Poi mi piacerebbe fare dei seminari esperienziali con dei viaggi organizzati in luoghi sacri. E magari far confluire tutto questo in una trasmissione televisiva, che possa aiutare le persone ad affrontare i problemi in maniera differente.

Ci puoi raccontare una curiosità legata alla realizzazione di Creators?

  1. Gerard Depardieu è arrivato a Cerrione, l’aeroporto di Biella, nonostante l’incredulità dei politici e dei giornalisti. Il suo arrivo è stato un film nel film. Un momento davvero curioso!

Valerio Molinaro

Valerio Molinaro
Valerio Molinaro nasce nel 1984 a Roma, dove frequenta il Liceo Classico presso l'Istituto Salesiano Pio XI. Il suo amore per la sceneggiatura sboccia negli anni universitari in cui si occupa di comunicazione, produzione culturale e critica cinematografica. Dopo uno stage presso la segreteria di Domenica in, si dedica completamente alla scrittura avendo la fortuna di incontrare personalità del panorama italiano dello spettacolo. Sebbene affascinato dalla televisione, capisce che la sua vera vocazione è inventare storie, iniziando a dare origine a cortometraggi e spettacoli teatrali.Da autore e regista teatrale ha scritto e diretto: Allora si può, Sono pulp perché mi chiamo Bukowski, Gratta Gratta Bang Bang! e un musical tratto dal film d'animazione Nightmare Before Christmas. Nel mentre lavora come aiuto-regista di Gino Landi in occasione della commedia Il letto ovale con Maurizio Micheli e Barbara D'Urso. Successivamente affianca Pino Quartullo nello spettacolo Occhio a quei due con Lillo e Greg.Si dedica finalmente al suo grande sogno, la realizzazione di romanzi gialli. Nel 2016 la Newton Compton pubblica A sei miglia da L' Avana, il suo esordio letterario. L'anno successivo la medesima casa editrice manda in stampa Gli Orchi non sempre sono verdi.Attualmente è impegnato nel progetto di sviluppare format televisivi e programmi radiofonici.