Quest’uomo farà strada

Emalloru
2 settimane fa
17 Novembre 2020
di valerio molinaro
Quest’uomo farà strada

Appuntatevi questo nome: Emanuele Malloru! Classe 1991, conosciuto sui social con il nick di Emalloru, questo ragazzo è uno dei creator più strabilianti e prolifici del momento. Con uno smartphone in mano e un montaggio sopraffino è capace di una narrazione cinematografica incomparabile. Definirlo Youtuber è riduttivo. Dietro a quegli occhiali scuri e a quell’aria sfrontata si nasconde un talento di primissimo ordine, correlato da un punto di vista unico.

Come vivi il tuo trasferimento a Milano? Cosa ti manca maggiormente?

Milano è una città che ti accoglie per le sue incredibili possibilità, ma ti risputa fuori con altrettanta facilità. Nel mio caso è stato un amore a prima vista. Nei primi giorni dopo il mio trasferimento mi sono sentito come dentro al set di un film dove il protagonista si trasferisce nella grande metropoli. Ho ricostruito facilmente tutto il mio mondo dentro questa nuova città, quindi riesco a sentirmi totalmente a mio agio.

Il video che hai girato in cui ti sei divertito di più.

È stato molto complesso, ma al contempo interessante provare a raccogliere una tonnellata di rifiuti in sette giorni in giro per l’Italia. Sapevo anche che sarebbe stato praticamente impensabile raccogliere 140kg di rifiuti al giorno nelle spiagge. Da lì ho sfruttato il limite per renderlo un vantaggio dal punto di vista della narrazione e coinvolgere il pubblico del web per una giusta causa.

Come è cambiata la tua vita dopo il boom su YouTube?

È interessante vedere come i rapporti con le persone che ti circondano assumono un tono diverso in relazione ai numeri che girano sui profili social. Dal mio punto di vista prendo tutto con non troppo entusiasmo, tenendo sempre bene a mente che questa fase della mia vita potrà durare anni, ma non per sempre. Importantissimo quindi, avere sempre un focus su una possibile evoluzione professionale.

Dato il punto di vista ‘particolare’ che possiedi, ti piacerebbe girare un film come regista?

Molto! Penso che ancora sia un momento prematuro, ma tra qualche anno vorrei che questa fosse l’evoluzione professionale di cui parlavo nella risposta precedente.

In ogni tuo video c’è una morale, di cosa credi abbiano bisogno i ragazzi di oggi?

Ogni ragazzo cerca qualcosa di diverso quando si approccia a un contenuto: intrattenimento, emozione, contenuti informativi o educazionali. Nel mio caso cerco di raccontare delle storie che avrei voluto che vedesse l’Emanuele del passato. Mi sento una sorta di fratello maggiore verso il me stesso teenager.

Sei sempre stato un tipo “social”?

Poco, ho sempre usato Facebook in passato come profilo personale. Ma il vero approdo nel mondo social attraverso Instagram è avvenuto solo nel 2019.

Abusando dei social network, secondo te, non si rischia di creare un mondo virtuale?

Concordo, si rischia di non far combaciare l’identità reale a quella virtuale. Inutile dirlo che, nel lungo periodo, ha effetti collaterali verso sé stessi.

Il tuo rapporto con Gigi, tuo manager?

ci riteniamo soci, abbiamo gli stessi obiettivi e ci confrontiamo tutti i giorni, una bellissima complicità.

Una curiosità relativa a Emalloru. 

A differenza di quel che faccio vedere in alcuni video, dove sembro un po’ strafottente e senza cuore, sono un bravo ragazzo.

Fare facilmente ciò che gli altri trovano difficile è talento; fare ciò che è impossibile al talento è genio.

Henri Frederic Amiel

Valerio Molinaro

Valerio Molinaro
Valerio Molinaro nasce nel 1984 a Roma, dove frequenta il Liceo Classico presso l'Istituto Salesiano Pio XI. Il suo amore per la sceneggiatura sboccia negli anni universitari in cui si occupa di comunicazione, produzione culturale e critica cinematografica. Dopo uno stage presso la segreteria di Domenica in, si dedica completamente alla scrittura avendo la fortuna di incontrare personalità del panorama italiano dello spettacolo. Sebbene affascinato dalla televisione, capisce che la sua vera vocazione è inventare storie, iniziando a dare origine a cortometraggi e spettacoli teatrali.Da autore e regista teatrale ha scritto e diretto: Allora si può, Sono pulp perché mi chiamo Bukowski, Gratta Gratta Bang Bang! e un musical tratto dal film d'animazione Nightmare Before Christmas. Nel mentre lavora come aiuto-regista di Gino Landi in occasione della commedia Il letto ovale con Maurizio Micheli e Barbara D'Urso. Successivamente affianca Pino Quartullo nello spettacolo Occhio a quei due con Lillo e Greg.Si dedica finalmente al suo grande sogno, la realizzazione di romanzi gialli. Nel 2016 la Newton Compton pubblica A sei miglia da L' Avana, il suo esordio letterario. L'anno successivo la medesima casa editrice manda in stampa Gli Orchi non sempre sono verdi.Attualmente è impegnato nel progetto di sviluppare format televisivi e programmi radiofonici.