Lascio Roma

Emanuele Ajello
5 giorni fa
21 Febbraio 2021
di valerio molinaro
Lascio Roma

Oggi ho avuto il piacere di intervistare Emanuele Ajello, attore, regista e creativo di successo.

Ciao Emanuele, come nasce il tuo amore per la recitazione?
Ciao Valerio, il mio amore per la recitazione ha radici profonde. Da piccolo, durante le “riunioni” familiari obbligavo i miei parenti ad assistere ai miei spettacolini. Inoltre, sempre da piccolino, doppiavo De Sica, inquadrando con la telecamera il televisore e mettendo muto durante le sue battute, che ripetevo a modo mio. Poi, come da prassi, obbligavo i miei familiari a vedere queste scene, generalmente tratte da cinepanettoni, da me rivisitate.
C’è un modello a cui ti ispiri?
Senza ombra di dubbio mi ispiro a Carlo Verdone.

Sei un tipo perfezionista quando studi un personaggio?
Non troppo. Non credo che l’attore debba essere necessariamente un perfezionista; la recitazione è pur sempre un’arte che viene dal cuore, non un lavoro tecnico. Cerco invece di essere più spontaneo e naturale possibile.
Un tuo pregio e un tuo difetto.
Sono una persona allegra e solare, ma allo stesso tempo sono un soggetto ansioso.
I tuoi video hanno fatto un boom di visualizzazioni sui social. Te lo aspettavi?
Non me lo aspettavo affatto! È stata una bella sorpresa che spero prosegua nel tempo. Al momento siamo vicini alle 30 MLN di views! Se anche voi volete vedere i video, alcuni ironici, altri drammatici, basta andare sulla mia pagina ufficiale di Facebook.
Come è stato lavorare con Lando Buzzanca nella fiction Il Restauratore?
Buzzanca maestro di vita! Non smetterò mai di ripeterlo. Lavorare al suo fianco è stata la miglior scuola di recitazione che abbia mai fatto.
Un attore italiano e uno straniero con cui ti piacerebbe lavorare.
Marcello Mastroianni e John Wayne. Ma ora, purtroppo, è troppo tardi!
Come uscirà il cinema da questa crisi?
Il cinema uscirà zoppicando da questa crisi, come anche tutti gli altri settori. Ma dopo una crisi c’è sempre una grande rinascita, bisogna solo avere un po’ di pazienza.
Ho visto che ti sei trasferito da poco a Milano, come stai vivendo il cambiamento?
Benissimo grazie, anche se per il momento l’ho quasi sempre “vissuta” in zona rossa. Quindi la conosco ancora troppo poco.
Cosa ti sei prefisso per questo 2021?
Ho molta fiducia nel 2021, sono sicuro che sarà un anno fortunato che si chiuderà positivamente e che spianerà la strada per un 2022 addirittura migliore. Un saluto di cuore e buona fortuna a tutti!

Valerio Molinaro

Valerio Molinaro
Valerio Molinaro nasce nel 1984 a Roma, dove frequenta il Liceo Classico presso l'Istituto Salesiano Pio XI. Il suo amore per la sceneggiatura sboccia negli anni universitari in cui si occupa di comunicazione, produzione culturale e critica cinematografica. Dopo uno stage presso la segreteria di Domenica in, si dedica completamente alla scrittura avendo la fortuna di incontrare personalità del panorama italiano dello spettacolo. Sebbene affascinato dalla televisione, capisce che la sua vera vocazione è inventare storie, iniziando a dare origine a cortometraggi e spettacoli teatrali.Da autore e regista teatrale ha scritto e diretto: Allora si può, Sono pulp perché mi chiamo Bukowski, Gratta Gratta Bang Bang! e un musical tratto dal film d'animazione Nightmare Before Christmas. Nel mentre lavora come aiuto-regista di Gino Landi in occasione della commedia Il letto ovale con Maurizio Micheli e Barbara D'Urso. Successivamente affianca Pino Quartullo nello spettacolo Occhio a quei due con Lillo e Greg.Si dedica finalmente al suo grande sogno, la realizzazione di romanzi gialli. Nel 2016 la Newton Compton pubblica A sei miglia da L' Avana, il suo esordio letterario. L'anno successivo la medesima casa editrice manda in stampa Gli Orchi non sempre sono verdi.Attualmente è impegnato nel progetto di sviluppare format televisivi e programmi radiofonici.