La musica nel sangue

Francesca Romana D'Andrea
1 mese fa
23 Ottobre 2020
di valerio molinaro
La musica nel sangue

Solare, autoironica e brillante. Stiamo parlando di Francesca Romana D’Andrea, speaker di radio DIMENSIONE SUONO ROMA. Una ragazza che ha fatto suo il detto senza musica la vita sarebbe un errore.

Buongiorno Francesca, come stai vivendo questo momento delicato?
Come sto in questo periodo me lo domando spesso. Mi rispondo che rispetto ad altri e alle situazioni che leggo, conosco, ascolto, è tutto ok. Non ho smesso un solo giorno di andare in diretta in studio, non ho mai trasmesso da casa. Lo abbiamo potuto fare perché conduciamo singolarmente ed è stata una vera salvezza. Questo è il lavoro della mia vita e riesce sempre a darmi stimoli. Personalmente vivo le situazioni complicate, attraversandole. Come uno step da superare, aspettando di uscirne. Ho più pazienza di ciò che credevo!

Da quale realtà e cultura musicale vieni?
Arrivo dal canto pop, il mio primo amore da quando ho nove anni. Tutto è iniziato con un episodio molto carino. Ero la mascotte aiutante per un evento estivo nella parrocchia del mio quartiere, a tutti gli effetti una mini conduttrice. Ad un certo punto si creò un vuoto e mi chiesero di cantare per intrattenere. Prima di quel momento mi ero esibita solo nel salone di casa mia con il “Canta tu”. Ho scelto “e poi” di GIORGIA (pezzo semplice eh?) e ho iniziato a cantare. È stato emozionante perché le persone erano distratte e non capivano da dove venisse questa vocina di bambina. In pochi istanti si avvicinarono tutti sotto al palco. Ricordo le espressioni di approvazione delle amiche di mia sorella che applaudivano. Il giorno dopo abbiamo cominciato a cercare una scuola di canto.

Qual è il momento/l’influenza che ha contribuito maggiormente a farti scegliere questo percorso di vita?
Il momento lo ricordo benissimo! Era il 14 di agosto. Ero rimasta a Roma. Vidi attraverso i social le foto di un mio collega e amico vocalist, in una radio web. Gli scrissi subito se avessi potuto accompagnarlo, o andare a vedere di cosa si trattasse. Dentro di me era nata una fortissima curiosità e nello stomaco la sensazione di un vero colpo di fulmine. Sono entrata in quello studio per gioco, per chiacchierare e fargli da spalla durante una puntata. A fine diretta il suo direttore gli ha scritto: chi è questa ragazza? Prendiamola. E ho iniziato così. Con la radio web. Poi le locali e poi tantissime demo e provini. Avevo 18 anni.

La tua band (cantante)/preferito e quella che non ti stancheresti mai di vedere in concerto?
Non mi stanco mai di ascoltare ERIC CLAPTON, LUCIO DALLA e PINO DANIELE. Prima di questa pandemia era in programma la partenza per assistere ad un concerto, forse uno degli ultimi, di ERIC CLAPTON, ma poi il destino ci ha messo lo zampino. Vedrei volentieri dal vivo anche LADY GAGA.

Hai studiato canto/musica a livello professionale o amatoriale e in quale genere non “tuo” ti cimenteresti?
Ho studiato canto in diverse scuole e con diversi maestri a livello professionale. Principalmente pop e soul. Per uscire dalla mia comfort zone proverei con l’indie rock o rock alternativo. Stile FLORENCE AND THE MACHINE.

Quanto conta al giorno d’oggi uscire artisticamente al di fuori dagli schemi?
Al giorno d’oggi, ma direi sempre, conta reinventarsi. Non sedersi mai. Non entrate nell’ abitudine. Mai diventare banali, prevedibili, ripetitivi. Parlo a livello radiofonico. Se stanca me allora stanca anche gli ascoltatori; se qualcosa non mi piace si percepisce e di conseguenza lo percepiscono anche gli ascoltatori. Il nostro lavoro consiste nell’intrattenere. È nostro “dovere” reinventarci e uscire dagli schemi. Per diventare una personalità da seguire e non solo una voce.

Qual è stata la notizia più bella che hai trasmesso durante un tuo programma?                                                  In mezzo a tantissima cronaca, soprattutto a Roma, le belle notizie vanno condivise a più non posso. Ne abbiamo bisogno. Adoro le storie di riscatto con un pizzico di romanticismo. Ultimamente mi ha colpito molto la storia di una coppia trasteverina: Giovanni e Livia. Lui 99 e lei 88 anni. Ballano insieme da sempre.

Sono stati notati durante una festa in piazza la scorsa estate, da un’assistente di MILLY CARLUCCI che li ha voluti fortemente in prima serata per BALLANDO CON LE STELLE. Il messaggio che passano è stupendo. Avere una passione in comune con il proprio partner, forse è il segreto per amarsi nel profondo per sempre.

Se non avessi scelto questa carriera, cosa avresti fatto nella vita?
Se non avessi scelto il percorso radiofonico sicuramente mi sarei specializzata in un altro lavoro creativo/artistico. Restauro. Arredamento d’interni. Attrice. Ho una sfrenata passione per il “prima” e il “dopo”.

Quale artista del passato che ci ha lasciato, riporteresti in vita per un invito in radio, o per duettarci?
Beh un super super super FREDDIE MERCURY!

Ho visto che hai un cane a cui sei molto affezionata. Che canzone gli dedicheresti?
“Sei la più bella del mondoooo! sei la più bella per meeee”!

Ci puoi raccontare una curiosità legata al mondo della radio che hai vissuto?
Lavorando in radio e a contatto con artisti di alto livello, ho scoperto che i comici nella loro quotidianità non sono poi così comici e che gli artisti più famosi, con delle carriere incredibili, sono sempre i più umili rispetto a coloro che hanno iniziato da poco. Ah. La musica è scelta dall’ufficio “programmazione musicale” e non da noi speaker! Questo si sapeva…oppure no?

Ciò che non si può dire e ciò che non si può tacere, la musica lo esprime.
(Victor Hugo)

Valerio Molinaro

Valerio Molinaro
Valerio Molinaro nasce nel 1984 a Roma, dove frequenta il Liceo Classico presso l'Istituto Salesiano Pio XI. Il suo amore per la sceneggiatura sboccia negli anni universitari in cui si occupa di comunicazione, produzione culturale e critica cinematografica. Dopo uno stage presso la segreteria di Domenica in, si dedica completamente alla scrittura avendo la fortuna di incontrare personalità del panorama italiano dello spettacolo. Sebbene affascinato dalla televisione, capisce che la sua vera vocazione è inventare storie, iniziando a dare origine a cortometraggi e spettacoli teatrali.Da autore e regista teatrale ha scritto e diretto: Allora si può, Sono pulp perché mi chiamo Bukowski, Gratta Gratta Bang Bang! e un musical tratto dal film d'animazione Nightmare Before Christmas. Nel mentre lavora come aiuto-regista di Gino Landi in occasione della commedia Il letto ovale con Maurizio Micheli e Barbara D'Urso. Successivamente affianca Pino Quartullo nello spettacolo Occhio a quei due con Lillo e Greg.Si dedica finalmente al suo grande sogno, la realizzazione di romanzi gialli. Nel 2016 la Newton Compton pubblica A sei miglia da L' Avana, il suo esordio letterario. L'anno successivo la medesima casa editrice manda in stampa Gli Orchi non sempre sono verdi.Attualmente è impegnato nel progetto di sviluppare format televisivi e programmi radiofonici.