L’Hip Hop si è evoluto!

Massimo Rosa alias G-Max
1 mese fa
18 Marzo 2021
di valerio molinaro
L’Hip Hop si è evoluto!

Oggi ho avuto il grande piacere di scambiare quattro chiacchiere con Massimo Rosa, in arte G-MAX. Insieme abbiamo ripercorso le origini della sua carriera, spaziando dai FLAMINIO MAPHIA, alla televisione, senza dimenticare il suo grande amore per il cinema.

Ciao Massimo. Com’è cambiato il mondo dell’Hip Hop da quando hai iniziato?
L’universo dell’Hip Hop è cambiato perché il mondo stesso è cambiato ed è evoluto. Io ho iniziato il mio percorso negli anni ’80. All’epoca ero attratto dalla Break Dance e dalla sua cultura, quando era sconosciuta alla maggior parte delle persone. Nei primi anni ’90 la mia comitiva si riuniva a Piazzale Flaminio, vicino a Via del Corso, dove c’era il famoso struscio pomeridiano! Sentivamo l’esigenza di raccontare le vicissitudini della vita in rima. Oggi l’Hip Hop è morto, non esiste più, anche se c’è qualcuno che prova a resistere! È arrivata la Trap, che può essere in parte considerata come una sorta di evoluzione dell’Hip Hop.

Tre grandi artisti che porti nel cuore?
Michael Jackson, in quanto lo reputo un artista totale. Lucio Dalla, un genio che nelle sue canzoni aveva precorso i tempi. Ed infine Dr. Dre, un mostro inarrivabile.

Come è stato collaborare con i MANETTI BROS.?
Lavorare con i MANETTI BROS. è sempre divertente e piacevole, anche perché ci frequentiamo pure in privato e siamo molto amici. Pensa che io sono il padrino di Nicole, una delle figlie di Marco. Ricordo ancora con piacere la prima collaborazione avvenuta durante le riprese di Torino Boys. Poi come non citare la bellissima esperienza di Zora la vampira. Davvero uno sballo!

Quanto la musica attuale ha perso in termini di qualità a vantaggio della mera “visibilità”?
Come già ti ho accennato, nella musica, così come nella vita, c’è stata un’evoluzione. Oggi la musica è semplicemente cambiata in base al target di riferimento. Anche negli anni ’90 l’Hip Hop e il rap piacevano solo ad una fetta di mercato ben definita. Oggi grazie ai social e con il web si dà più importanza alla visibilità: devi per forza apparire! Personalmente i social li vivo male, perché sono una persona molto riservata e non mi interessa stare a fare storie e post in continuazione.

Come nasce la tua passione per la recitazione?
Il mio amore per il cinema deriva dalla grande passione per la cinematografia degli anni ’70 e dalla cultura di quegli anni. Mi sono messo in gioco per la prima volta nel film di Tommaso (Piotta) Il segreto del giaguaro. Ero il protagonista di uno dei quattro episodi. Pensa che in quell’occasione ebbi la fortuna di incontrare Kurtis Blow, di cui sono un grandissimo fan. Mi feci autografare un suo 45 giri. Lui lo firmò con gli occhi lucidi ed io ero felice come un bambino.

Quali erano i tuoi sogni da bambino?
Fare il benzinaio, perché quando ero piccolo vedevo che avevano sempre un sacco di soldi! Poi crescendo ho capito che quei soldi non erano i loro e allora avevo deciso di dedicarmi all’estrazione del petrolio (n.d.r. ride).

Quale videoclip ti sei divertito di più a girare?
Sicuramente Che idea! Mi venne l’idea, scusa il gioco di parole, di riprendere e fare la parodia dei dieci video più trasmessi all’epoca su MTV. In quegli anni di MTV generation una canzone per avere successo doveva essere trasmessa su Radio Deejay e il video doveva andare su MTV. Si pensava al videoclip già durante la realizzazione della canzone. Comunque durante le riprese di Che idea mi divertii tantissimo.

Quali sono secondo te oggi i lati negativi di Roma e quali quelli positivi?
La cosa negativa è che ormai Roma è una citta del terzo mondo, quella positiva è che è una città del terzo mondo!

Di cosa ti stai occupando in questo periodo?
Aspettando che si possa tornare a far musica live, sto conducendo un programma su Radio 105 A me mi piace dalle 18 alle 20. Sto scrivendo una serie per la tv e ho appena finito l’esperienza alla commissione artistica di Sanremo.

“A volte sento come se il rap fosse quasi la chiave per fermare il razzismo.”
Eminem

Valerio Molinaro

Valerio Molinaro
Valerio Molinaro nasce nel 1984 a Roma, dove frequenta il Liceo Classico presso l'Istituto Salesiano Pio XI. Il suo amore per la sceneggiatura sboccia negli anni universitari in cui si occupa di comunicazione, produzione culturale e critica cinematografica. Dopo uno stage presso la segreteria di Domenica in, si dedica completamente alla scrittura avendo la fortuna di incontrare personalità del panorama italiano dello spettacolo. Sebbene affascinato dalla televisione, capisce che la sua vera vocazione è inventare storie, iniziando a dare origine a cortometraggi e spettacoli teatrali.Da autore e regista teatrale ha scritto e diretto: Allora si può, Sono pulp perché mi chiamo Bukowski, Gratta Gratta Bang Bang! e un musical tratto dal film d'animazione Nightmare Before Christmas. Nel mentre lavora come aiuto-regista di Gino Landi in occasione della commedia Il letto ovale con Maurizio Micheli e Barbara D'Urso. Successivamente affianca Pino Quartullo nello spettacolo Occhio a quei due con Lillo e Greg.Si dedica finalmente al suo grande sogno, la realizzazione di romanzi gialli. Nel 2016 la Newton Compton pubblica A sei miglia da L' Avana, il suo esordio letterario. L'anno successivo la medesima casa editrice manda in stampa Gli Orchi non sempre sono verdi.Attualmente è impegnato nel progetto di sviluppare format televisivi e programmi radiofonici.