Ridi, è gratis!

Simone Metalli in arte Geppo.
4 settimane fa
22 Marzo 2021
di valerio molinaro
Ridi, è gratis!

Oggi per la consueta rubrica di interviste di CORRIERE SPETTACOLO ho avuto il grande piacere di intervistare Simone Metalli, in arte GEPPO. Barzellettiere, comico e conduttore radio di successo ha fatto della risata il suo modus vivendi. Senza prendersi troppo sul serio, anche in un momento storico difficile come quello attuale, riesce quotidianamente a strappare migliaia di risate ai suoi ascoltatori e ai suoi followers.

Buonasera Simone, come nasce la tua passione per il personaggio dei fumetti Geppo, da cui hai preso il soprannome?
Buonasera a tutti. Quando ero piccolo amavo moltissimo i fumetti, soprattutto quelli della Marvel. Crescendo ho ampliato la gamma dei giornaletti, leggendo anche Topolino, Braccio di ferro e le prime strisce dedicate a Geppo. Successivamente ho optato per questo soprannome perché mi rispecchio nella natura del pestifero, del diavoletto buono. Non ho mai avuto dubbi su quale sarebbe stato il mio nome d’arte: Geppo!

Come è avvenuto il tuo approdo in radio?
È stato un concatenarsi di eventi! Vi spiego: a giugno del 2015 trovai postato sulla mia pagina Facebook un video di Eros Ramazzotti che mi faceva i complimenti per le mie barzellette e per il mio humor. Da quel momento i numeri del mio profilo ebbero un’impennata incredibile e fui contattato dal team di Maria De Filippi per partecipare ad una puntata di Tu si que vales, puntata che poi vinsi! Venni allora convocato da Dimensione Suono Roma, ma solo dopo un anno approdai in radio. E da quel momento con il buon Ignazio Failla diamo la sveglia a tutti i romani con il nostro programma La sveglia dei gladiatori.

Una canzone che ti piace e una che detesti.
A me piace molto l’Heavy Metal. Però se devo indicarti una canzone attuale ti direi quella di Jason Derulo – Lifestyle (feat. Adam Levine). Una invece che proprio non sopporto è Cotton Eye Joe dei Rednex.

C’è un argomento su cui non faresti mai ironia?
In sei anni di barzellette non ho mai ironizzato sulla politica, sulle minoranze e le etnie, su Roma e il Lazio in generale. Il romanesco è molto divertente, ma ci mette un attimo a diventare volgare, lì subentra l’abilità di chi racconta la barzelletta a non spingersi oltre.

Woody Allen o Carlo Verdone?
Tutta la vita Carlo Verdone. Personalmente Woody Allen non mi fa impazzire. Poi Carlo è proprio il simbolo della romanità!

In questo momento a quale grande comico del passato vorresti raccontare una barzelletta?
Guarda nel 2019 ebbi la grandissima fortuna di raccontare una sua barzelletta a Gigi Proietti durante una puntata della trasmissione La sai l’ultima?. Il grandissimo Gigi apprezzò molto e mi fece i complimenti. Se devo indicarti un comico del passato ti dico Gino Bramieri; al mare conobbi la sua compagna, Angela Baldassini, che mi fece molti complimenti, nominandomi addirittura come l’erede di Bramieri. Fu una grandissima soddisfazione. Oggi ogni volta che esce un mio video particolarmente divertente, Angela mi telefona per commentarlo e congratularsi.

Ti senti pronto per un ruolo in un film?
Ho da poco terminato le riprese di un film di Nunzio e Paolo intitolato Due inquiline di troppo. Nel cast, oltre a me che interpreto un piccolo ruolo, ci sono Maurizio Mattioli ed Enzo Salvi. Comunque allo stato attuale mi sento pronto per un ruolo da protagonista, non mi spaventerebbe. In ambito teatrale, qualora la situazione sanitaria attuale lo consentisse, debutterò al teatro Orione di Roma in una commedia dal titolo Cosa si fa per tre, scritta a quattro mani da me e da Stefano Fabrizi.

Un pregio e un difetto di Roma.
Il pregio è la bellezza assoluta di questa città, chiunque venga non se ne vuole più andare, come disse Goethe! Il difetto è rappresentato da tutte le brutture prodotte dalle varie amministrazioni che si sono succedute nel corso degli anni.

Se il 2020 fosse una barzelletta sarebbe?
Sicuramente una barzelletta di humor nero! In questo momento sto raccontando delle barzellette sui vaccini, ma le persone non sempre apprezzano, non capendo che le barzellette, al pari delle poesie, sono dotate di determinate licenze. Si può scherzare su tutto, senza mai esagerare.

“L’umorismo è sempre basato su un pizzico di verità. Avete mai sentito una barzelletta su un suocero?”
Dick Clarke

Valerio Molinaro

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Valerio Molinaro
Valerio Molinaro nasce nel 1984 a Roma, dove frequenta il Liceo Classico presso l'Istituto Salesiano Pio XI. Il suo amore per la sceneggiatura sboccia negli anni universitari in cui si occupa di comunicazione, produzione culturale e critica cinematografica. Dopo uno stage presso la segreteria di Domenica in, si dedica completamente alla scrittura avendo la fortuna di incontrare personalità del panorama italiano dello spettacolo. Sebbene affascinato dalla televisione, capisce che la sua vera vocazione è inventare storie, iniziando a dare origine a cortometraggi e spettacoli teatrali.Da autore e regista teatrale ha scritto e diretto: Allora si può, Sono pulp perché mi chiamo Bukowski, Gratta Gratta Bang Bang! e un musical tratto dal film d'animazione Nightmare Before Christmas. Nel mentre lavora come aiuto-regista di Gino Landi in occasione della commedia Il letto ovale con Maurizio Micheli e Barbara D'Urso. Successivamente affianca Pino Quartullo nello spettacolo Occhio a quei due con Lillo e Greg.Si dedica finalmente al suo grande sogno, la realizzazione di romanzi gialli. Nel 2016 la Newton Compton pubblica A sei miglia da L' Avana, il suo esordio letterario. L'anno successivo la medesima casa editrice manda in stampa Gli Orchi non sempre sono verdi.Attualmente è impegnato nel progetto di sviluppare format televisivi e programmi radiofonici.