Il gioco serio dell’attore

Giorgio Pasotti
2 mesi fa
26 Febbraio 2021
di valerio molinaro
Il gioco serio dell’attore

Oggi ho avuto il piacere di intervistare Giorgio Pasotti, brillante attore e regista di grande talento.

Buongiorno Giorgio, come sta?

Molto bene, grazie!

Come nasce il suo amore per le arti marziali giapponesi?

Mio padre mi portò in palestra all’età di 5 anni a fare Karatè, da lì in poi fu un amore mai esaurito.

Che ricordo ha del periodo di Distretto di Polizia?

Di quel periodo ho un ricordo stupendo; una squadra di attori-amici fantastica. Un gruppo così coeso e complice da far sembrare tutto facile. Una magia. Grande capacità e visione fu anche quella del produttore Pietro Valsecchi, che ha saputo mettere insieme questo team. Un plauso anche alla regista Monica Vullo.

Ha qualche rimpianto?

Forse uno: quello di non aver mai interpretato un pugile. Ma c’è ancora tempo!

Quale grande film internazionale le sarebbe piaciuto girare?

Ce ne sono molti, difficile scegliere: praticamente tutti quelli di Oliver Stone e tutti quelli di Bergman. E anche tutti i film di Fellini.

A quale set che ha vissuto è maggiormente legato?

Ricordo con grande piacere il set di Muccino L’ultimo bacio. Tra amici che stimo e a cui voglio un gran bene.

Cosa rappresenta per lei la recitazione?

La recitazione rappresenta per me un gioco molto serio e fantastico. Un modo per stimolare un pensiero e un’emozione allo stesso tempo.

Quale ruolo proprio non vorrebbe interpretare in un film?

Non esiste un ruolo che non vorrei interpretare! Mi piace trovare qualcosa in ogni personaggio, anche in quelli con dei lati oscuri o cattivi. Questo è il compito di un attore: scavare e andare a fondo!

Cosa consiglierebbe ad un attore alle prime armi?

Consiglierei di trovarsi un lavoro e vivere questa professione meravigliosa ma crudele come un hobby, lo si vivrebbe in maniera più sana.

Valerio Molinaro

Valerio Molinaro
Valerio Molinaro nasce nel 1984 a Roma, dove frequenta il Liceo Classico presso l'Istituto Salesiano Pio XI. Il suo amore per la sceneggiatura sboccia negli anni universitari in cui si occupa di comunicazione, produzione culturale e critica cinematografica. Dopo uno stage presso la segreteria di Domenica in, si dedica completamente alla scrittura avendo la fortuna di incontrare personalità del panorama italiano dello spettacolo. Sebbene affascinato dalla televisione, capisce che la sua vera vocazione è inventare storie, iniziando a dare origine a cortometraggi e spettacoli teatrali.Da autore e regista teatrale ha scritto e diretto: Allora si può, Sono pulp perché mi chiamo Bukowski, Gratta Gratta Bang Bang! e un musical tratto dal film d'animazione Nightmare Before Christmas. Nel mentre lavora come aiuto-regista di Gino Landi in occasione della commedia Il letto ovale con Maurizio Micheli e Barbara D'Urso. Successivamente affianca Pino Quartullo nello spettacolo Occhio a quei due con Lillo e Greg.Si dedica finalmente al suo grande sogno, la realizzazione di romanzi gialli. Nel 2016 la Newton Compton pubblica A sei miglia da L' Avana, il suo esordio letterario. L'anno successivo la medesima casa editrice manda in stampa Gli Orchi non sempre sono verdi.Attualmente è impegnato nel progetto di sviluppare format televisivi e programmi radiofonici.