Che ne sanno i 2000

Giorgio Vanni
3 settimane fa
26 Marzo 2021
di valerio molinaro
Che ne sanno i 2000

Alzi la mano chi di voi non ha mai sentito una sigla cantata da Giorgio Vanni! Colonna sonora di tutta quella generazione di giovani che, a cavallo tra la fine degli anni novanta e i primi duemila, quotidianamente si sedevano davanti alla tv in attesa dell’appuntamento pomeridiano con i cartoni animati. Dragon Ball, Pokemon, Naruto, One Piece sono solamente alcuni degli anime a cui  Giorgio ha prestato la voce! Il cantante ancora oggi è l’emblema di quegli anime ed è uno dei protagonisti indiscussi del mondo “nerd” del nostro paese. Ho avuto il grandissimo piacere di intervistarlo e insieme abbiamo fatto un tuffo nel passato, in quegli anni che sicuramente erano più belli e spensierati.

Buonasera Giorgio ci racconti il tuo percorso artistico?

Ho iniziato ad avvicinarmi alla musica grazie ai miei genitori: mia madre cantava per passione (non era una cantante professionista) e mio padre ascoltava tantissimi generi musicali ed era un grande amante di lirica e musica pop. Loro mi hanno trasmesso questa passione per l’espressione musicale, poi la mia curiosità ha fatto il resto. Non ho mai studiato canto o musica, ho dato sfogo alla mia creatività e mi è andata bene. Diciamo che ho allenato il mio talento facendo musica, prima per divertimento e poi per lavoro.

Quale collaborazione ricordi con maggior affetto?

Durante la mia carriera ho collaborato con e per tanti amici e artisti, tra cui Cristiano De Andre’, Eugenio Finardi, Francesco Baccini, Miguel Bosé e altri. Ovviamente, tra le collaborazioni più importanti ci sono state quella con la grande Alessandra Valeri Manera e Cristina D’Avena. Nell’ultimo periodo ho collaborato con Shade e altri artisti del momento. Però, la collaborazione che ricordo con maggior affetto è stata quella con la mia band, i Tomato (con Paolo D’Onofrio e Paolo Costa), con cui ho debuttato anche a Sanremo.

Qual è la tua sigla preferita di tutti i tempi?

Ce ne sono un po’, devo dire…però tra le mie preferite ci sono Capitan Harlock, L’Uomo Tigre e Nano Nano (di quelle che non ho fatto io). Delle mie sigle, mi piacciono tutte! [N.d.r. ride] Come si dice, Ogni scarrafone è bello a mamma soja!

Sono curioso di conoscere alcuni dei tuoi personaggi preferiti tra manga, anime e videogiochi del passato o recenti.

Il mio personaggio preferito dei manga è assolutamente Capitan Harlock (è un cartone che amo particolarmente perché mi ricorda i momenti sul divano in cui ero con mio padre e guardavamo insieme le sue avventure). Il personaggio preferito dei videogiochi è Super Mario (sono un po’ old school!). Invece, tra i miei personaggi preferiti degli anime più recenti ci sono Zoro di One Piece e Vegeta di Dragon Ball.

Come è stato sentire per la prima volta una sigla cantata da te?

Ho provato diverse emozioni, devo dire. Ai primi ascolti della prima sigla (Superman) non mi piaceva la mia voce, poi con il tempo ho imparato ad apprezzarla. In verità, all’inizio, avevo paura che la mia voce e le mie canzoni potessero non piacere al pubblico, ai ragazzi, però mi son dovuto subito ricredere: il fatto che io raccontassi delle storie in musica, piaceva e piace tutt’oggi.

Qual è stato il complimento più bello che ti ha fatto un tuo fan?

Non è stato un complimento verbale, ma più un riconoscimento: alcuni dei miei fan si sono tatuati una delle frasi che amo di più delle mie sigle (che ho scritto io e che Alessandra Valeri Manera ha apprezzato e mantenuto durante la scrittura del brano di Pokémon: oltre i cieli dell’avventura) La libertà è un’avventura che non finisce mai. Invece, tra le cose che mi dicono più spesso e che mi riempiono di gioia ci sono: “Ho iniziato ad amare la musica grazie alle tue sigle” e “ Sono cresciuto con la tua musica e mi ricordi l’infanzia”. È molto bello sentirsi dire queste cose!

Tre aggettivi per descrivere Cristina D’Avena.

Talentuosa, attenta e determinata.

Come sono cambiati i cartoni animati da quando hai iniziato?

Prima di tutto sono cambiati tecnologicamente, quindi gli effetti e la verosimiglianza con la realtà sono sempre più forti. Per quanto riguarda le storie, invece, non è che siano cambiati tantissimo anzi.

Raccontaci il tuo approdo su YouTube?

È stato un approdo molto molto positivo. Sono stato felicissimo di aver scoperto la magia del web che permette a qualsiasi artista di poter raggiungere il pubblico attraverso questo canale così potente. Il bello del web è che puoi comunicare quello che vuoi al tuo pubblico, senza dover sottostare alle limitazioni dei palinsesti televisivi (ovviamente poi, sta ad ogni artista cercare di mandare dei messaggi giusti). E in più, piattaforme come YouTube permettono davvero a tutti di farsi notare: oggi, se hai creatività, un po’ di talento e tanta costanza, puoi davvero guadagnarti uno spazio nel mercato dell’intrattenimento, della musica ecc…YouTube è proprio una scatola magica!

“Da piccolo registravo i cartoni animati alla televisione, era un’ossessione. Ho capito molto presto che doppiare i cartoni sarebbe stato il mio lavoro, ma non avevo idea della portata di questo sogno.”

Bob Bergen

Valerio Molinaro

Giorgio Vanni:

Instagram

Facebook

Valerio Molinaro
Valerio Molinaro nasce nel 1984 a Roma, dove frequenta il Liceo Classico presso l'Istituto Salesiano Pio XI. Il suo amore per la sceneggiatura sboccia negli anni universitari in cui si occupa di comunicazione, produzione culturale e critica cinematografica. Dopo uno stage presso la segreteria di Domenica in, si dedica completamente alla scrittura avendo la fortuna di incontrare personalità del panorama italiano dello spettacolo. Sebbene affascinato dalla televisione, capisce che la sua vera vocazione è inventare storie, iniziando a dare origine a cortometraggi e spettacoli teatrali.Da autore e regista teatrale ha scritto e diretto: Allora si può, Sono pulp perché mi chiamo Bukowski, Gratta Gratta Bang Bang! e un musical tratto dal film d'animazione Nightmare Before Christmas. Nel mentre lavora come aiuto-regista di Gino Landi in occasione della commedia Il letto ovale con Maurizio Micheli e Barbara D'Urso. Successivamente affianca Pino Quartullo nello spettacolo Occhio a quei due con Lillo e Greg.Si dedica finalmente al suo grande sogno, la realizzazione di romanzi gialli. Nel 2016 la Newton Compton pubblica A sei miglia da L' Avana, il suo esordio letterario. L'anno successivo la medesima casa editrice manda in stampa Gli Orchi non sempre sono verdi.Attualmente è impegnato nel progetto di sviluppare format televisivi e programmi radiofonici.