“Hic Sunt Dracones” di Nicola Bertellotti al Castel dell’Ovo

4 anni fa
21 Luglio 2016
di simona schiavone

NAPOLI Inaugura venerdì 29 luglio alle ore 17,30, l’esposizione di Nicola Bertellotti. “Hic Sunt Dracones”, titolo della personale, è una locuzione latina molto diffusa sulle carte geografiche antiche, a partire dall’antica Roma, utilizzata in corrispondenza delle zone inesplorate dell’Africa e dell’Asia. In effetti Nicola Bertellotti svolge ricerche sui luoghi abbandonati e “defunzionalizzati”, dislocati in tutto il mondo, che ri-prendono vita grazie alla natura. Il suo progetto consiste nel mostrare la trasformazione di questi luoghi. In particolare la sua ricerca è tesa a sottolineare e a mettere in evidenza visioni legate all’immaginario letterario e cinematografico dei posti da lui fotografati, la cui inutilizzabilità ne ha alterato i connotati. In ogni scatto, infatti, Nicola Bertellotti

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propone un racconto alternativo, un ribaltamento del reale. Una visione e un modo di vedere che diventa un invito a partecipare a questa suggestione. “Hic sunt dracones”, deriva anche dalla pratica medievale di mettere draghi sulle aree inesplorate delle mappe. Questa cartografia dell’ignoto viene rappresentata nelle immagini in esposizione, delle moderne rovine, vestigia di un passato prossimo dimenticato e che si pone ai confini della nostra società. “Nicola Bertellotti – scrive Pier Luigi Pinelli, docente di Letteratura francese all’Università di Genova – celebra una spazialità affettiva, che, basandosi sul ricordo, è popolata da rovine: l’eco irreale dei passi nelle stanze vuote, la penombra e la tela del ragno, che evoca la precarietà dell’esistenza. […] L’obiettivo cattura immagini di un passato attraverso la memoria della propria esperienza, con un rimando alla Recherche du temps perdu. Gli oggetti desueti e i luoghi ritratti dal fotografo rivestono, infatti, la stessa funzione che ricopre in Proust la madeleine, quella di evocare il ricordo di un’età felice”. L’esposizione “Hic Sunt Dracones” ha il Patrocinio del Comune di Napoli, Assessorato alla Cultura.

comunicato stampa

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