“Inequilibrio” dopo vent’anni

3 anni fa
18 Giugno 2017
di mariagiovanna

Il festival di Castiglioncello festeggia l’inizio di una nuova vita.

La ventesima edizione di “Inequilibrio”, iniziativa di Armunia, in programma dal 21 giugno al 2 luglio al castello Pasquini di Castiglioncello, si pone un obiettivo artistico votato al rinnovamento: opta per una diversità artistica e culturale. Tra artisti che vantano una residenza pluriennale al festival e nuove reclute, tra italiani e stranieri, il programma si articolerà in trentanove spettacoli di prosa e di danza.

Il castello Pasquini, punto focale delle attività di Rosignano, offrirà diversi spazi come palcoscenico. Qui lo spettacolo si pone come ricerca di nuovi linguaggi multidisciplinari e multiculturali, aperti alla comunicazione fra artisti appartenenti a generazioni diverse, discipline diverse ma anche lingue e culture diverse. Ciò è possibile soprattutto con la danza, citando le parole di Angela Fumarola, presente alla conferenza stampa presso la libreria fiorentina Todo Modo, «corpi e segni nello spazio» per «creare relazioni e abbattere pregiudizi». Le creazioni coreografiche, ognuna segno del proprio tempo e del proprio luogo, trasformano “Inequilibrio” in un viaggio. Un capitolo interessante è “FOCUS YOUNG ARAB CHOREOGRAPHERS”: Sharaf Dar Zaid, Mounir Saeed, Hamdi Dridi, Bassam Abou Diab, Guy Nader, Jadd Tank si presentano come scrittori della coreografia contemporanea, trasmettendo energia vitale senza prescindere dalla tradizione. Tra i giovani coreografi, Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi con “Le Jarden”, una passeggiata in un mondo parallelo tra arte visiva e danza, Barbara Berti e il suo dialogo costante con la platea attraverso “I am a shape, in a shape, doing a shape”, A. Aymone e M. Santander Corvalàn e l’interazione di due civiltà diverse che si intersecano nella prima nazionale “Mash”. Altra prima nazionale è “La morte e la fanciulla” della compagnia Abbondanza/Bertoni, in cui la bellezza coreografica è incorniciata dalla musica di Schubert. Passando ai rappresentanti di una generazione di mezzo, ecco un altro insieme di simboli appartenenti a un codice ormai consolidato: Claudia Catarzi e le sue architetture sceniche duettano con Michal Mualem in “A set of timing”, Simona Bertozzi/Nexus in “And it burns burns burns”, Virginie Brunelle con il trio “Foutrement”, la compagnia Habille d’eau di Silvia Rampelli con “Euforia” e Manfredi Perego con “Geografie dell’istante”. Infine, Silvia Gribaudi con una serie di spettacoli di cui segnaliamo il “Progetto Over 60”, emblema della comunicazione: dodici signore, dodici studentesse di danza classica e alcuni uomini si incontreranno sulla stessa scena e nella stessa coreografia.

Le generazioni dialogano anche nel programma di prosa, che si alternerà alla danza negli spazi del castello Pasquini. Tre debutti: Gemma Carbone e il suo monologo giallo “GUL uno sparo nel buio”, Industria Indipendente con “Lucifer”, una storia creata da due drammaturghe romane il cui protagonista viene catapultato in un’altra dimensione, e Marco Cacciolla con “Farsi Silenzio”, una produzione di Elsinor. A “Inequilibrio”, come per la danza, anche molte prime nazionali di prosa: “Il passato per le armi-debra libanos” di Roberto Abbiati; “In terra in cielo”, lavoro della compagnia Garbuccino/Ventriglia ispirato al “Don Chisciotte”; “Piccole commedie rurali” di Gogmagog, una ricerca sulla drammaturgia contemporanea; Elena Guerrini con un lavoro dedicato alle donne, perché «non c’è strada dedicata alle donne se non la santità». Anche la tradizione trova un rinnovamento a “Inequilibrio” e molti artisti nati e cresciuti a Castiglioncello tornano al festival: Dario Manfredini, Daria Deflorian e Antonio Tagliarini fanno ritorno a casa; il primo, dopo vent’anni, con “Studi verso Luciano-Ecografia di un corpo-Spettacolo in formazione”; i secondi con uno spettacolo che viaggia per l’Europa: “Rzeczy/Cose”. Fortebraccio teatro presenta il progetto “Noosfere”, aggiungendo a tre monologhi già presentati la prima nazionale “Cantico dei cantici”. Tra le compagnie storiche anche Nerval teatro e “Winnie”, agito da attori disabili.

La sperimentazione, chiave di lettura di “Inequilibrio”, prosegue con la compagnia Lanza/De Carolis e “Contemplazione di Ismene”, pensato per un solo spettatore alla volta, e con la compagnia Il servo muto e “Polvere”, un duo già visto a Milano che ha lo scopo di cercare il dialogo tra artisti differenti e la drammaturgia contemporanea, esprimendo ciò che rimane di una persona che non c’è più. Infine, due lavori ispirati a Castiglioncello: “Un quaderno per l’inverno” di Massimiliano Civica, “Paesaggio di mare con palcoscenico” di Luca Scarlini e il vincitore del bando CURA 2017: “Dove tutto è stato preso” firmato dalla compagnia Bartolini/Baronio.

Un calendario breve ma intensissimo, arricchito da un panorama sensazionale.

Per informazioni: tel. 0586 754202 – e-mail. armunia@armunia.eu – www.armunia.eu

Benedetta Colasanti