Intervista a Luca Lombardo, trasformista self made

2 settimane fa
12 Ottobre 2020
di antonio gargiulo

Abbiamo intervistato Luca Lombardo, trasformista self made. E anche prestigiatore, e… quickchange comedian, ovvero: trasformista (ma fregoliano, prego!). Quella del trasformista è una specie (meglio dire: un’arte) antica e, se non in via di estinzione, comunque meritevole di riguardo perché rara e preziosa.

E se scrivo “abbiamo”, non è per usare un arrogante plurale maiestatis, ma perché eravamo davvero in due: io e il mio bambino. Intendiamoci bene: io non ho figli e per ora non ho in cantiere neanche l’idea. Eppure con me ha voluto essere presente anche il mio bambino interiore, quello che resta addormentato per anni dopo l’adolescenza, prima di essere risvegliato dal profumo della torta della nonna, della casa dell’infanzia… oppure dallo stupore che un artista come Luca può suscitare!

Quindi in grassetto troverete le domande poste dal sottoscritto e, ogni tanto, ne leggerete qualcuna in corsivo. Quel corsivo indica che la domanda è esplosa spontanea dalla bocca di quel bambino, a volte ingenue, ma dirompenti come solo le domande di un bambino possono essere.

Perciò non vi chiederò scusa per lui – il bambino delle domande. Vi invito, invece, a visitare il sito di Luca, scrivergli magari sui suoi social. O facendo la migliore scelta: assistete a una sua performance!

A voi l’intervista al trasformista più matto che ci sia!

Luca, da quanto tempo fai questo mestiere?
Mi sono appassionato all’illusionismo all’età di 15 anni, quando non esistevano Tutorial, Internet era gli albori. Mi recai nella biblioteca nazionale dove trovai l’unico libro presente sull ’argomento “Il trucco c’è ma non si vede” di Carlo Rossetti. Da lì non ho più abbandonato questo mestiere, perché in realtà questo mestiere una volta che ti cattura non ti molla più.

Ci racconti una tua giornata tipo?
Ora dovrei dirti che mi alleno per ore ed ore ed ore. Invece ormai non è più così. L’allenamento viene mantenuto con gli spettacoli. Ho passato anni ed anni chiuso in sala prove per raggiungere alcuni traguardi, ora la strada è in discesa. Invece quello che alleno quotidianamente è la mia immaginazione, scrivere le nuove storie, le nuove gag, la vita dei nuovi personaggi…

Come si diventa trasformista?
Bella domanda, è una domanda che mi feci anche io quando nel 2004 vidi il trasformista più famoso al mondo a Teatro. Non esisteva nulla al riguardo ed è stato veramente arduo per me diventarlo. Ma oggi la strada per chi vuole iniziare è più semplice, esiste finalmente un libro in italiano che ti approccia al trasformismo…ehehe

Meno male che “quel bambino” non ha conosciuto Luca a quel tempo!

Quanti personaggi fai?
Nello spettacolo Teatrale per il mercato italiano i personaggi sono 25. Invece nella versione internazionale mimica sono 10. Li il problema nasce dall’essere leggeri per il viaggio. Se hai troppi bagagli da portare dall’altra parte del Mondo diventa difficile chiudere trattative.

Qual è il prossimo personaggio che vorresti mettere in scena?
Sono in arrivo altri personaggi che non vorrei spoleirare, ma uno te lo devo dire per la nostra amicizia: TRILLY!

A chi ti ispiri?
Le mie fonti di ispirazioni artistiche sono veramente tante, molte in bianco e nero hehehe ( Keaton, Chaplin , Fregoli ,ecc). Ovviamente chiunque faccia il trasformista in questa epoca ha avuto come fonte di ispirazione e ammirazione il Maestro Arturo Brachetti, che è il più grande trasformista vivente. Io cerco una strada mia, diversa, anche se è difficile perché lui ha fatto davvero di tutto. Mi piace la clowneria e mi piace far diventare le persone che vengono a vedere lo spettacolo parte integrante dello show. Adoro farle salire sul palco, rendere vive le mie illusioni e fargliele toccare con mano. Mi piace subire le trasformazioni e non osannarle, ricordando sempre con esse che la vita è un gioco fragile con cui però ci si può divertire.

Qual è la differenza tra un trasformista e un fregoliano?
Se intendi quale la differenza tra il sistema fregoliano e quello russo , significa che hai letto il mio libro hehehe. Il sistema russo non prevede drammaturgia e personaggio, è più un’ abilità magica e coreografica. L’intento è quello di cambiar più abiti possibili ed è sempre un personaggio femminile a cambiare. Questo perché è anche più semplice, semplice si fa per dire hehe, cambiare un vestitino invece che una camicia, un pantalone un gilet e ancora di più l’anima del personaggio. Proprio così, nel sistema fregoliano, oltre alla difficoltà di cambiare d’abito c’è da cambiare la mente del personaggio che interpreti di creare una drammaturgia…

Che cosa consigli a chi come te vuole intraprendere questa antica e difficile strada?
Ovviamnete è più sempclie perché viene dallo studio dell’illusionismo ma sicuramente iscriversi a corsi teatrali o di Teatro Fisico resta una tappa obbligatoria. Poi io credo che ogni performer debba fare almeno un corso di Commedia dell’Arte… Cosa che tu ami heheh

Gli spettacoli interamente dedicati al trasformismo in Europa di contano sulle dita di una mano

Quanti trasformisti ci sono in Italia – non mi riferisco ai politici, ovviamente?
Heheh Bisogna fare una distinzione se si parla di trasformismo russo o fregoliano come dicevamo prima. Inoltre la successiva e più importante distinzione la dobbiamo fare se parliamo di singoli atti di pochi minuti o interi spettacoli teatrali. Ad oggi in Europa gli spettacoli teatrali basati interamente sul trasformismo si contano sulle dita di una mano.

Qual è la cosa più difficile da spiegare quando ti chiedono che lavoro fai?
Non è difficile spiegare il lavoro che faccio, io quando me lo chiedono lo spiego con un gesto. L’apparizione di una moneta dal’orecchio…un classico che funziona più di mille parole.

Hai sempre voluto fare questo mestiere? Quando si è svegliato quel fuoco?
Io credo fortemente che questo mestiere è lui a scegliere te, ed una volta che il fuoco arde non è più possibile domarlo. E’ una questione difficile da spiegare, da questo mestiere non si stacca mai, è una forma di pensiero, un vero e proprio credo…

… il bimbo comincia a essere irrequieto…!

Dicci la verità: hai tanti vestiti sotto, vero?
Se avessi tutti i vestiti sotto potrei fare un unico personaggio il GABIBBO. Risulterei enorme e immobile in scena, questa è una cosa che tutti pensano e si autoconvincono per placare la loro insofferenza verso questa antica e misteriosa arte hahaha. La verità è che mi spoglio e mi vesto nella stessa quantità di volte dipende dal personaggio. Passo da personaggi meno voluminosi ad altri più voluminosi, se fosse vero questa cosa, questo non sarebbe possibile…

Hai un fratello gemello che si cambia dietro le quinte insieme a te?
Magari, se l’avessi avuto oggi sarei il trasformista più veloce del mondo hehehe

Quante ore al giorno provi?
Come ti dicevo prima ormai provo solo quando inserisco cose nuove o quando devo preparare versioni ridotte per l’estero.

Com’è percepita l’arte e il mestiere del trasformista in società?
Diciamo che qui in Italia prorpio il mestiere dell’artista dalla società ancora non è vista come un vero e propio lavoro, indispensabile per la comunità. Si fa ancora fatica a capire che chi nutre l’anima deve essere preparato come chi nutre il fisico. D’altronde “Mens sana in corpore sano”. Invece quando sono all’estero, ad oggi sono stato in 10 Nazioni, percepisco un maggiore rispetto e ammirazione per la figura artistica. Però devo ammettere che delle volte siamo anche noi artisti che abbiamo visioni pessimistiche della nostra situazione e condizione. Devo constatare che, leggendo molti libri storicamente in tutto il Mondo gli artisti hanno sempre avuto gli stessi problemi…perfino Molière era bistrattato in Francia! heheh d’altronde la “storia è ciclica”…

Se avessi la bacchetta magica e un solo desiderio cosa chiederesti?
Questa è una bella domanda, di solito sono dall’altro lato, sono sempre gli altri che mi chiedono se posso esaudire desideri per loro ed è sempre brutto dirgli che non si può. Io dico una cosa banale e retorica: una vita in salute per potere fare per tanti anni ancora questo mestiere.

Se potessi scegliere di incontrare un solo artista del passato per una giornata assieme, chi vorresti incontrare? Cosa gli chiederesti?
Sicuramente Leopoldo Fregoli, quello che lui ha creato ai suoi tempi resta ancora qualcosa di incredibile e di irraggiungibile….poi ho letto moti aneddoti della sua vita dove traspare molta umanità e disponibilità verso gli altri.

Che cosa ti auguri per il futuro?
Mi auguro che si possa di nuovo tornare ad aggregarsi in Teatri e luoghi culturali in modo normale perche per l’esercito di artisti al di la della questione economica , fondamnetale, resta l’unica luogo dove siamo veramente felici, il nostro Eden…

E ora ampio spazio alle “sue” domande! (Non ricordavo quanto potesse essere curioso un bambino, anche se quel bambino sono io!)

Quando fai tardi la mattina di vesti velocemente come a teatro?
Heheh In realtà è vero sono veloce e iperattivo anche nella vita privata forse è propio questo uno dei miei punti di forza.

Ti cambi velocemente anche quando hai un appuntamento e sei in ritardo, nella cabina telefonica come superman?
Sai che una volta dovevamo girare dei video per dei contenuti web e dovevo fare veramente una gag simile, poi non se ne face più nulla per i miei impegni all’estero , ma ora mi stai facendo ricordare che devo fare questa cosa…

Qual è il tuo trucco preferito?
Non ho un trucco preferito, non mi affeziono ai trucchi. Io testo cambi ,magie e gag sul pubblico, quelli che suscitano più emozioni li metto in repertorio. L’apparizione di una barca a vela dopo un monologo sulla vita è una delle cose che faccio a Teatro e mi emoziona sempre, come la prima volta.

Quale personaggio ti diverti di più a fare?
Scegliere tra i propri personaggi è come dire ad una madre quale figlio vuoi più bene. Anche se non l’ammettono mai una preferenza in realtà esiste , ma resta intima e segreta. Di solito è per il figlio più debole e quindi anche per me il personaggio a cui sono più affezionato è “Poubelle” , personaggio chiave che ha permesso di dare sfogo alla mia immaginazione.

Da bambino come me guardavi i cartoni, leggevi fumetti o vestivi e svestivi le bambole?
Allora guardavo i cartoni e immaginavo di far parte delle loro storie e creavo delle situazione fantasiose tutte mie, non ero un amante dei fumetti, mi piacevano già i libri perché mi è sempre piaciuto creale l’immagine con la mia fantasia…. Da adolescente non svestivo le bambole, pensavo come svestire velocemente le mie amiche ( ovviamente scherzo)!

Antonio Gargiulo