“Istruzioni per minuta servitù”, il pastiche demenziale di Enzo Moscato

6 anni fa
20 Giugno 2014
di admin

istruzioniA quanto pare è stata la lettura di Foucault ad ispirare Enzo Moscato per la creazione di “Istruzioni per minuta servitù”, uno spettacolo che è stato inserito nel programma della settima edizione del Napoli Teatro Festival Italia.

Il testo, già finalista alla cinquantesima edizione del Premio Riccione per il Teatro, è in realtà una composizione di versi provenienti da vari autori, ma rimescolati e modificati dalla visione del regista per sancire una profonda divisione di ruoli.

Se Foucault infatti voleva mettere in evidenza i pericoli de “l’enverse de la tapisserie”, ovvero del rovescio dell’arazzo, quel pericolo proveniente dalla visione opposta delle parole scritte, Moscato ha pensato di creare una netta differenza tra servi e padroni analizzando due tipologie di scrittori per il teatro, ovvero i nordici e più propriamente “snob” Strindberg e Genet, tanto per citarne un paio, miscelandoli con eminenti protagonisti della cultura più pop, da Petito a Scarpetta, rendendo quasi difficile distinguere gli uni dagli altri.

Il risultato è uno spettacolo demenziale e non-sense che crea disturbate scene in cui agli urli da lavandaia si alternano visioni masticate degli autori più nobili in un guazzabuglio di parole involgarite.

Il branco di attori in scena composto da Salvatore Cantalupo, Giuseppe Affinito, Caterina Di Matteo, Gino Grossi, Carlo Guitto, Amelia Longobardi, Francesco moscato, Giancarlo Moscato e Giuseppe Moscato, nonché le due bravissime Lalla Esposito e Cristina Donadio ha dato vita a mille personaggi, ma tutti troppo coloriti e dalle voci calcate e roboanti: una scelta che poteva essere interessante se limitata ad una selezione di scene ma non ad un intero spettacolo della durata di quasi due ore, rendendolo faticoso e confusionario.

Sporcare gli autori “alti” e nobilitare la “plebe” del teatro poteva essere un’idea particolarmente riuscita, ma la realizzazione di Moscato ha messo troppa carne al fuoco senza averla condita nel migliore dei modi.

Gaetano Cutri

Napoli – Nuovo Teatro Nuovo 19 giugno 2014