“La cerimonia” è il passaggio dall’adolescenza al mondo degli adulti

4 anni fa
28 Maggio 2017
di mariagiovanna

In prima assoluta al Fabbrichino di Prato la nuova creazione di Oscar De Summa che rilegge in chiave femminile e contemporanea il mito di Edipo.

Proseguono le novità nel cartellone del Teatro Metastasio di Prato. Dopo il successo di “Un quaderno per l’inverno” di Massimiliano Civica è stata la volta di Oscar De Summa che, forte del consenso ottenuto a febbraio con la “Trilogia della provincia”, ha presentato in prima assoluta al Teatro Fabbrichino “La cerimonia”, di cui è autore, regista e interprete. Al suo fianco tre ottimi attori: Vanessa Korn, Marco Manfredi e Marina Occhionero. Pensato come primo atto di una trilogia che vuole indagare le sedimentazioni del mito nella società contemporanea, “La cerimonia” riprende quello di Edipo, a cui fanno esplicito riferimento i nomi dei personaggi – Edi(po), Giò(casta), Laio – e lo ripropone in chiave femminile. Ma all’origine dello spettacolo è anche e soprattutto un lavoro di approfondimento sul tema delle relazioni padre-madre-figlio-società, condotto da De Summa attraverso centinaia di interviste ad altrettanti adolescenti. Il risultato è stato che tra i più forti tabù della nostra cultura c’è quello sul ruolo fondamentale che ancora detiene il rito di passaggio dall’infanzia all’età adulta e l’ingresso nella comunità, con un conseguente disagio adolescenziale che spesso si riversa in atti di violenza, pornografia, anoressia e atteggiamenti anaffettivi.

Protagonista della storia non può dunque essere che una normale e anche un po’ banale adolescente, Edi (una straordinaria e viscerale Occhionero), che come tanti suoi coetanei va bene a scuola e non trasgredisce le regole. Verrebbe da dire una cosiddetta brava ragazza, se non fosse che la sua quotidianità è scandita dalla noia, priva com’è di vere passioni e veri desideri. Un’adolescente anonima, dunque, apatica, come lei stessa sottolinea nel descriversi: «Abitudine e indifferenza sono i miei sentimenti più comuni. Non sono rappresentativa di niente. Io non odio, io provo un non-odio». Ma quell’apparente «galleggiare dolcemente sulla superficie della vita», per dirla con parole del regista, nasconde un dolore profondo che si cela tra le pieghe del quotidiano, nell’incapacità di affrontare e ribellarsi al modello imposto dalla madre Giò (Vanessa Korn), nevrotica e incapace di accettare il proprio ruolo di donna, madre e moglie, ma anche all’incapacità del padre Laio (Marco Manfredi) di mostrare e provare affetto sincero, adolescente non cresciuto intrappolato in un ruolo che non riesce a gestire e che fugge dalla realtà nascondendosi in una improvvisa, inaspettata quanto improbabile relazione omosessuale. Elemento dirompente, vero deus ex machina dell’intera azione, lo zio che non a caso è interpretato da Oscar De Summa. Nella realtà come nella finzione, in scena come nella vita, è il regista delle azioni. È lui che cerca di aiutare la nipote a rivelare il suo potenziale e a ribellarsi all’apatia per smettere di sopravvivere e iniziare a vivere. Una forza, però, che la ragazza trova da sola, nel normale dipanarsi della vita, anche se lo fa in maniera inaspettata e destabilizzante per la propria famiglia e, aggiungerei, per il pubblico.

Prato – TEATRO FABBRICHINO, 06 aprile 2017

Lorena Vallieri

LA CERIMONIAdi Oscar De Summa

Regia: Oscar de Summa. Scene e costumi: Lorenzo Banci. Luci: Roberto Innocenti. Produzione: Teatro Metastasio di Prato. Prima assoluta.

Interpreti: Oscar De Summa, Vanessa Korn, Marco Manfredi, Marina Occhionero.