La parola Patria, Un rapporto simbiotico: Napoli-Fabrizio Bentivoglio

5 anni fa
20 Giugno 2015
di antonio gargiulo

Il salotto intimo e accogliente della Piazza d’armi di Castel Sant’Elmo, cornice delle “Dediche alla città di Napoli” ospita per il suo quinto incontro Fabrizio Bentivoglio che legge, accompagnato dal pianoforte di Mimmo Napolitano, estratti da Napòlide di Erri De Luca, raccolta di riflessioni sul capoluogo partenopeo.

La Parola Patria è una lettura travolgente sin dalle primissime battute, poche persone riescono a conoscere e descrivere così visceralmente Napoli e i suoi cittadini con relativi pregi e difetti; Erri De Luca ci riesce e lo fa in modo poetico. La sua prosa ha un sapore di classicità ma non è algida, anzi ti conquista, ti invade l’anima e te la squarcia. Napoli è “una città che ti finisce sotto pelle”, le cui strade non sono altro che “flussi regolati da una crisi”. Il suo popolo è “tellurico” e riesce a orientarsi solo grazie alla presenza del Vesuvio, e si consola con l’odore e il rumore del mare, Napoli è una città che “rianima”.

Il milanesissimo Fabrizio Bentivoglio dona ancora più valore alle parole poetiche di Erri De Luca. Bentivoglio stabilisce un rapporto empatico col testo e riuscendo così a trasmettere la sofferenza intrisa nella prosa di De Luca. Legge seduto affidando la sua interpretazione unicamente al suo volto, non appoggiandosi mai a gesti, ma nel suo volto c’è tutto. Il suo elegante viso comunica dolore, gioia, appagamento, napoletanità. La sua voce rauca e sporca è seducente, rapisce la platea che ipnotizzata dal suono di parole e musica non riesce ad applaudire. Bentivoglio è carezzevole e ci accompagna, quasi prendendoci per mano, in un doloroso viaggio dentro noi stessi.

Mariarosaria Mazzone

Napoli teatro festival

Dediche alla città di Napoli

13/06/2015

La Parola Patria

Fabrizio Bentivoglio, Mimmo Napolitano

Regia Fabrizio Arcuri.