La presentazione della stagione 2017-2018 del Teatro Cantiere Florida

3 anni fa
28 Settembre 2017
di mariagiovanna

Arte, cultura, attualità e gioco.

Come l’anno precedente il Teatro Cantiere Florida sceglie un luogo e un modo fuori dagli schemi per presentare la propria stagione. I contenuti del cartellone 2017-2018 sono illustrati al Circolo Rondinella del Torrino in un qualunque 19 settembre. Intervengono Tommaso Sacchi, curatore dell’Estate Fiorentina, Mirko Dormentoni, presidente del consiglio del Quartiere 4, Gianluca Balestra, Angela Torriani Evangelisti e Laura Croce, direttori artistici delle tre realtà del Florida: Elsinor, Versiliadanza e Murmuris.

Il tema della periferia è programmatico per la multiresidenza Flow, che vive quotidianamente gli spazi di un teatro collocato in un luogo ai limiti della città ma fortemente amato da chi lo abita e da chi si impegna a favorire progetti di promozione artistica legati al territorio. Il Florida vuole rappresentare Firenze e i suoi cittadini ma anche vivere la città, spostandosi nei luoghi non teatrali come il Circolo Rondinella, le scuole, le carceri, le biblioteche, aprendosi a temi di attualità che vanno oltre la cultura: l’emigrazione, l’immigrazione e il razzismo, la violenza sulle donne, la guerra e il terrorismo, in breve, le difficoltà quotidiane.

Come sempre articolata tra prosa, danza e Materia Prima, l’offerta spettacolare del Teatro Cantiere Florida apre la nuova stagione con il tema della guerra in Afghanistan: in “Mio eroe” de La Corte Ospitale, il conflitto corrisponde all’incapacità di rapportarsi agli stranieri. Ma il teatro vuole incarnare una città sempre più cosmopolita e aperta alle diversità; capofila di questo argomento è il lavoro svolto da Massimo Luconi e il Prof. Cesare Molinari con un gruppo di ragazzi africani: la seconda edizione di “Oltre confine. La zattera dei migranti” vedrà la rappresentazione di “Storia di un bandito che conquistò il potere”, in replica dopo il successo dello scorso anno e in scena domenica 15 ottobre come una sorta di anteprima alla nuova stagione che prevede altri due spettacoli dedicati all’emigrazione: “Trapanoterra. Tornare per non restare” di Madiel Teatro e “Sandokan” di Zaches Teatro, dove vedremo di nuovo attori-migranti. L’immigrazione è un problema che ha tra le proprie cause la condizione di trovarsi in un contesto poco accogliente o avverso; è un fatto ricorrente nella storia, ce lo racconta The Baby Walk con “Un eschimese in Amazzonia”, spettacolo vincitore del Premio Scenaio 2017. La diversità è vicina di casa, soprattutto in un paese come l’Italia, dove i particolarismi regionali e i relativi dialetti rendono ancora oggi difficile il sentimento di appartenenza: Sardegna Teatro/Teatropersona portano a Firenze un Macbeth shakespeariano recitato in sardo: “Macbettu”. Attraverso la grande letteratura teatrale si affronta lo storicamente tormentato rapporto madre/figli: con “Amnios” e “Imperdonate” Toscana Media Arte propone due messe in scena che prendono spunto da personaggi come Eva, Medea, Anna Karenina, Sherazade e Antigone. La violenza sulle donne è raccontata da Adarte, in prima nazionale di danza, con “Nata femmina”, il racconto dell’ipocrisia della parola emancipazione di fronte ai continui soprusi che rendono la donna la specie in assoluto più discriminata, da “Tu es libre”, la complicata storia di una libera e giovane francese che sceglie la violenza, e da “Memoria di ragazza”, tratto dal libro di Annie Ernaux, la vicenda di una giovane donna che rappresenta il passato, il presente e il futuro. Il dolore è affrontato dalla Compagnia Enzo Cosimi con “Thanks for hurting me”, un tributo a Kafka e al nichilismo come il morbo più violento che affligge il corpo umano. Infine il rapporto forse più complesso, quello col quotidiano e con noi stessi: “Educazione sentimentale” di Kronoteatro, “Io, mia moglie e il miracolo” di Gianni Vastarella e Punta Corsara/369 gradi, “Present Continuous” creato da Salvo Lombardo che trae ispirazione da una serata in un music club, “Sempre domenica” del Collettivo Controcanto, un lavoro sul lavoro. Importante contributo sull’attualità è quello di CSS/Accademia degli Artefatti, un’attualità resa in modo crudo e disincantato attraverso lo smascheramento di due fiabe: “Pinocchio” e “Cenerentola”. Torna anche Giulio D’Anna con “Panorama”, basato sull’Acro Yoga e sulla Modern Dance, contributo al discorso dei rapporti duraturi, eterni come nelle favole.

La danza dà vita all’arte in tutte le sue forme: Versiliadanza e Leonardo Diana presentano “EGON. Introspettiva da Klimt a Schiele”, progetto multidisciplinare dedicato all’arte, alle lettere, alle scienze del Novecento. Per la prosa, “Frame” di Koreja e Teatropersona si ispira all’arte di Edward Hopper. Ispirati alla musica classica “Il flauto magico” mozartiano, coreografato da Paolo Arcangeli per Astra Roma Ballet, e “La morte e la fanciulla” della Compagnia Abbondanza/Bertoni, con al centro il tema della morte associata alla sessualità femminile. E alla letteratura: il ricordo di Antonio Tabucchi di Versiliadanza, “Goodbye Mr. Nightingale” e “Vanja” di Oyes, tratto dal testo di Cechov come ricerca sull’uomo e sulla propria interiorità. Oltre alla cultura e alle arti, la ricerca sul gesto, sul corpo, sulla velocità, sul suono: “Temporaneo Tempobeat” di Ariella Vidach/AiEP.

Molti titoli appartengono ai progetti “Il Florida dei piccoli” e “Le chiavi della città”, dedicati a bambini, ragazzi, famiglie e scuole. Uno spazio è riservato anche ai laboratori: “Incontri. 14 passi nelle Scritture” presso la BiblioteCaNova Isolotto e la nuova edizione di “Laborazione”, in collaborazione con Paul Anthony Dennis, R.O.S. Research Open Space e Opus Ballet Centro Coreografico. Si segnala anche il progetto “Casateatro”, la possibilità per lo spettatore di essere attivo, di accedere a una più facile fruizione e alla partecipazione come giuria del premio In-Box.

Una ricca offerta in cui spesso si perde la distinzione fra discipline, così come nella realtà quotidiana del Teatro Cantiere Florida, dove i direttori artistici collaborano e superano le proprie peculiarità per promuovere un’offerta culturale, tra classico e contemporaneo, costruttiva.

Per maggiori informazioni e prenotazioni: www.teatroflorida.it – prenotazioni@teatroflorida.it – 0557135357.

Benedetta Colasanti

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