“La Traviata” in scena a Locri

6 anni fa
8 Agosto 2014
di admin

MARIO.bn

Martedì 12 agosto p.v. alle 21.15, presso la Corte del Comune di Locri, sarà messa in scena l’unica replica de “La traviata”, la celeberrima opera di Verdi in tre atti. Alla rappresentazione operistica è associato un Gran Galà Lirico che si terrà mercoledì 13 agosto nella stessa location.

Il progetto della prima versione integrale de “La traviata” nella Locride nasce dalla collaborazione fra l’Associazione Culturale “Morgana inCanta” e l’Assessorato alla Cultura del Comune di Locri. L’opera risulta essere il traguardo finale della prima edizione delLaboratorio Lirico internazionale di alto perfezionamento “Morgana Opera Academy” proposto dall’associazione suddetta dal 1° al 13 agosto.

Lo spettacolo è diretto da Mario De Carlo che cura anche scenografia e costumi, col cast formato dai giovani del laboratorio lirico, affiancati dal baritono Leonardo Galeazzi, reduce dal Maggio Musicale Fiorentino.

L’Orchestra del Teatro Francesco Cilea di Reggio Calabria è diretta da Gian Rosario Presutti mentre il Maestro del Coro F. Cilea di Reggio Calabria è Bruno Tirotta. Il corpo di ballo “Danza Dionysos” è diretto da Ivana Sanci. Light designer e video maker dell’allestimento è Salvatore Manganaro mentre i costumi provengono della Sartoria Teatrale Arrigo di Milano. La direzione artistica porta la firma del soprano Serenella Fraschini.

È stata una scommessa per me misurarmi con un cast interamente composto da giovani, ma l’importanza sociale e culturale che ho riconosciuto nel progetto mi hanno stimolato a investirci, e oggi posso affermare di esserne realmente soddisfatto. Mi auguro che il pubblico risponda come un unicum merita e che la mia terra di origine sappia riconoscere la qualità dell’allestimento non inferiore a quella da me proposta da palcoscenici più blasonati” afferma il regista Mario De Carlo.

TRAMA dell’opera

ATTO I

Parigi alla fine dell’Ottocento. C’è una gran festa nella casa di Violetta Valéry, una mondana famosa, la cui salute è gravemente minata. Un nobile, Gastone, presenta alla padrona di casa il suo amico Alfredo, che l’ ammira sinceramente. L’ attenzione che Violetta dimostra per la nuova conoscenza non sfugge a Duphol, il suo amante abituale. Mentre Violetta e Alfredo danzano, il giovane le dichiara tutto il suo amore e Violetta gli regala una camelia, impegnandosi di rivederlo solo quando sarà appassita. Violetta per la prima volta riconosce l’amore.

 

ATTO II

Alfredo e Violetta Valéry vivono adesso felici in una villa di campagna. Alfredo scopre dalla cameriera Annina che Violetta sta vendendo tutto ciò che possiede per mantenere quel tenore di vita, e si precipita a Parigi per rimediare. Violetta, rifiutando un invito a una festa di Flora, sua amica, riceve la visita inattesa del padre di Alfredo, Giorgio Germont che l’ accusa di condurre il figlio alla miseria. Violetta replica di non avere mai chiesto nulla ad Alfredo, ma Germont invita la donna ad allontanarsi dal figlio. Violetta, in nome di quello che crede essere il bene del suo innamorato, abbandona Alfredo, che è colto da gelosia. Violetta si decide dunque a ritornare alla vita mondana e riappare alla festa di Flora nuovamente accompagnata da Duphol. Alla stessa festa arriva anche Alfredo. Violetta lo implora di lasciare la casa, temendo le ire del barone. Alfredo la sfida: se ne andrà solo se lei lo seguirà. La donna allora gli rivela di aver giurato a Duphol di non incontrarlo più, tenendo nascosto il colloquio che ebbe con suo padre. Alfredo si indigna e, davanti a tutti gli invitati, la tratta da prostituta. Arriva Germont che rimprovera il figlio per questo comportamento, ma non gli svela la verità.

 

ATTO III

La salute di Violetta è di gran lunga peggiorata. La donna non può più alzarsi dal suo letto. Le giunge una lettera di Germont che aveva finalmente deciso di spiegare tutto a suo figlio. Alfredo, commosso e ancora innamorato, parte subito per raggiungerla. Violetta è incredibilmente contenta, ma teme di non sopravvivere fino al suo arrivo. Ma, infine, Alfredo è lì, al suo capezzale, accompagnato del padre, profondamente pentito. La tisi uccide Violetta davanti a loro, in un clima di acuto dolore, addolcito però dalla delicatezza e dalla purezza dei sentimenti.

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