L’umiltà dei numeri uno

Leonardo Bocci
6 mesi fa
29 Ottobre 2020
di valerio molinaro
L’umiltà dei numeri uno

Iconico, simpatico e istrione per natura. Leonardo Bocci, uno degli artisti più amati in questo 2020 falciato da cattive notizie, si è messo a nudo in una bella chiacchierata, palesando un lato umano al di fuori dal comune.
La sua è stata una delle “quarantene romane” più seguite sui social, rivelando una splendida persona, oltre al personaggio.

Leonardo sei felice in questo momento della tua vita?
Devo confessarti che in questo momento sono molto contento. Ho una grandissima voglia di fare e la più grande soddisfazione me la sta dando la gente, che ha capito il messaggio che voglio trasmettere e mi supporta quotidianamente. Per me le persone sono una fonte di ispirazione e le ringrazio per la costante prova d’amore nei miei confronti.

Non hai paura di inflazionarti facendo tutte queste cose?
Non credo, onestamente! La realtà romana è abbastanza particolare, questo è vero, ma non credo di aver stancato. Inoltre ti confesso che mi piacerebbe creare un format del romano nelle varie città d’Italia. Un qualcosa di paragonabile a Benvenuti al Sud. Il romano che esce dalla sua confort zone! Ci sto lavorando.

Quale è stato il momento più imbarazzante che hai vissuto durante un video?
Tutti i momenti in cui deve uscire fuori il romanticismo! Nella vita quotidiana non ho problemi, ma quando giro i video esce fuori un po’ di imbarazzo.

In questo lavoro può esistere l’amicizia vera?
Assolutamente sì. Le Coliche, Sandro Bersani e Valerio Desirò sono miei grandi amici e la loro felicità è anche la mia. Le persone vere e la vera amicizia può esserci anche in un mestiere competitivo come il nostro.

Un posto, un cibo e un profumo di Roma che hai nel cuore.
Un posto all’Appio Latino dove sono nato; ora abito a Montagnola, ma tutte le volte che passo nei pressi di San Giovanni mi ritorna in mente l’infanzia. Un cibo sicuramente la Carbonara, il piatto che ci invidiano in tutto il mondo. Un profumo quello di Trastevere, si respira un’aria magica ogni volta!

A quale tuo video sei maggiormente legato?
Sono molto legato ai video degli inizi, Roma Sud vs Roma Nord. Mi piacciono anche moltissimo i video delle poesie e mi emoziono a risentirli, per i ricordi che mi trasmettono.

Baratteresti Roma in cambio del grande amore?
Bella domanda (n.d.r. ride). Se non fosse Roma comunque mi piacerebbe vivere in una grande metropoli. Mi piacciono molto le grandi città americane, New York, Detroit, Los Angeles. Però magari potrei convincere lei a stare a Roma. Qui non ci manca niente!

Quale è stato il momento in cui ti sei accorto che ce l’hai fatta?
Sicuramente dopo la saga Roma Sud vs Roma Nord! Ma anche nel periodo post quarantena mi sono accordo di aver fatto breccia nei cuori delle persone.

Quante volte ti fermano in media per farsi una foto durante una giornata?
Capita molte volte. Però quando facevo le serate in discoteca molte di più!

Hai paura della solitudine?
Sì, ma ti dico che durante la quarantena ho riscoperto il piacere di stare da solo a casa. Il sentimento che mi fa più paura è un altro: l’indifferenza.

Una curiosità che ti è successa.
È legata ad un mio video! La sorpresa più bella e gratificante che ho avuto è stata la risposta di Francesco Totti alla poesia in suo onore.

Ci si annoia talvolta a Roma il secondo mese di soggiorno, ma giammai il sesto, e, se si resta sino al dodicesimo, si è afferrati dall’idea di stabilirvisi.
Stendhal

In Bocca al lupo Leonardo Bocci!

Valerio Molinaro

Leonardo Bocci

Valerio Molinaro
Valerio Molinaro nasce nel 1984 a Roma, dove frequenta il Liceo Classico presso l'Istituto Salesiano Pio XI. Il suo amore per la sceneggiatura sboccia negli anni universitari in cui si occupa di comunicazione, produzione culturale e critica cinematografica. Dopo uno stage presso la segreteria di Domenica in, si dedica completamente alla scrittura avendo la fortuna di incontrare personalità del panorama italiano dello spettacolo. Sebbene affascinato dalla televisione, capisce che la sua vera vocazione è inventare storie, iniziando a dare origine a cortometraggi e spettacoli teatrali.Da autore e regista teatrale ha scritto e diretto: Allora si può, Sono pulp perché mi chiamo Bukowski, Gratta Gratta Bang Bang! e un musical tratto dal film d'animazione Nightmare Before Christmas. Nel mentre lavora come aiuto-regista di Gino Landi in occasione della commedia Il letto ovale con Maurizio Micheli e Barbara D'Urso. Successivamente affianca Pino Quartullo nello spettacolo Occhio a quei due con Lillo e Greg.Si dedica finalmente al suo grande sogno, la realizzazione di romanzi gialli. Nel 2016 la Newton Compton pubblica A sei miglia da L' Avana, il suo esordio letterario. L'anno successivo la medesima casa editrice manda in stampa Gli Orchi non sempre sono verdi.Attualmente è impegnato nel progetto di sviluppare format televisivi e programmi radiofonici.