Luciano, Un dolore a margine

2 anni fa
1 Maggio 2019
di mariarosaria mazzone

Un palcoscenico vuoto e disadorno, si spengono le luci in sala e la scena si popola di persone e personaggi che la vivono accompagnati, quasi sempre, da una luce fioca. Questo è l’incipit di Luciano, lavoro del 2017 di Danio Manfredini che finalmente raggiunge Napoli per una data secca, al Politeama, in occasione dell’ultimo appuntamento della rassegna “Confini aperti” organizzata dai Teatri associati di Napoli (Tan).

Manfredini attinge dal suo passato, per la precisione dai suoi precedenti spettacoli: Sacro segno dei mostri, Tre studi per una crocifissione e Cinema Cielo, al fine di affrontare tematiche a lui care, quali l’omosessualità, la follia, la solitudine.

L’ampia sala del Politeama non aiuta la natura intima e intimista del testo. Sono interessanti i differenti quadri che si susseguono riempiendosi di volta in volta di panchine, bagni, porte, alberi – di beckettiana memoria – di un cinema/postribolo, e vissuti da uomini-maschera – maschere liriche ma non sufficientemente sfruttate – al margine della società. Ma questi quadri faticano a divenire immagini, sono talvolta scollati l’uno dall’altro e soccombono alla figura e alla parola di Luciano, vero e unico protagonista. I quadri altro non sono che la materializzazione dei suoi pensieri, i pensieri di un folle, di un uomo che sente le voci, che soffre, che esterna i suoi stati d’animo. Luciano pensa a voce alta ma non si perde mai nel flusso della sua coscienza perché c’è un fil rouge che lega tutto: il suo dolore. Nonostante i difetti Luciano è uno spettacolo affascinante ma se sulla scena ci fosse stato soltanto Danio Manfredini/Luciano con la sua voce accattivante, i suoi movimenti cadenzati, i suoi pensieri dolorosamente slabbrati, sarebbe stato uno spettacolo ancora più intenso.

Mariarosaria Mazzone

Teatro Politeama, 27/04/2019

Luciano

ideazione e regia Danio Manfredini

con Ivano Bruner, Cristian Conti, Vincenzo Del Prete, Darioush Forooghi, Danio Manfredini, Giuseppe Semeraro

aiuto regia Vincenzo del Prete

ideazione scene e maschere Danio Manfredini

realizzazione elementi di scena Rinaldo Rinaldi, Andrea Muriani, Francesca Paltrinieri

disegno luci Luigi Biondi

fonico Francesco Traverso

mixaggio colonna sonora Marco Maccari – Peak Studio Reggio Emilia

produzione La Corte Ospitale

coproduzione Associazione Gli Scarti, Armunia centro di residenze artistiche Castiglioncello – Festival Inequilibrio