Una vita a colori

Magorium Tattoo Studio
1 settimana fa
12 Gennaio 2021
di valerio molinaro
Una vita a colori

Oggi ho avuto il piacere di inoltrarmi in un “territorio” che non conosco bene, ma che reputo al contempo molto affascinante. Ho scambiato quattro chiacchiere con Roberto “Bob” Marsili dello studio di tatuaggi Magorium Tattoo Studio.

Come mai sei diventato un tatuatore?

È una passione che ho maturato fin da piccolo: rimanevo estasiato a guardare come dal nulla si potesse creare un disegno partendo da delle semplici linee. Ricordo ancora il mio primo tatuaggio a 14 anni (quindi nel lontano 1994): mi sentivo come un bambino in un negozio di caramelle. L’odore dello studio, poi, ancora lo sento nell’aria. Quel giorno capii quale sarebbe stata la mia strada!

Quel è il tatuaggio più strano che ti hanno chiesto di realizzare?

Sicuramente tutti conoscono l’impiegato più famoso d’Italia negli anni ’80: il Rag. Ugo Fantozzi! Bene, un ragazzo mi ha chiesto di tatuargli la sua matricola sul corpo. Molte volte le nuove generazioni mi chiedono di tatuare mani, collo e volto, ma poiché sono un tatuatore eticamente corretto, evito sempre. Noi siamo il nostro biglietto da visita non ce lo dobbiamo mai dimenticare.

Fantasticando c’è un personaggio storico che ti sarebbe piaciuto tatuare?

Senza ombra di dubbio Charles Darwin. Fargli un tatuaggio sarebbe stato fichissimo, magari mentre studiava l’evoluzione della specie. Credo che ci saremmo fatti grandi risate. Aggiungo però un personaggio dei giorni nostri perché è d’obbligo. Margherita Hack, una Donna con la D maiuscola. Le avrei tatuato una galassia sul braccio.

Come è cambiato questo lavoro da quando hai iniziato?

È cambiato, eccome se è cambiato! Sia nel bene che nel male. La tecnologia fa passi da gigante giorno dopo giorno e questo è un bene anche perché ci aiuta nel quotidiano. Purtroppo però, ad oggi, il tatuaggio sta diventando troppo “sottovalutato”: ormai basta un corso di 90 ore per essere legittimati a operare non passando per la “gavetta”. Cosa assolutamente necessaria per una formazione professionale.

La tua categoria come sta affrontando questo difficile momento storico?

In questo momento storico, purtroppo, la prerogativa di tutti è sopravvivere! Dal mio punto di vista, lo stato dovrebbe scindere le categorie in base alla sicurezza offerta. La nostra categoria ha sempre seguito ed eseguito norme igienico/sanitario per uno standard elevato. Il tatuatore in sé, già lavorava in sicurezza. Il materiale sterile e la sanificazione quotidiana, devono essere alle base di questo mestiere.

Che cosa consiglieresti a una persona che vuole tatuarsi per la prima volta?

Per prima cosa di rivolgersi a un professionista (che sia un tatuaggio o un piercing). In genere nel mio studio la persona viene a elaborare il disegno prima dell’appuntamento, e se è il primo tatuaggio gli illustro nel dettaglio cosa andremo a fare e come lavoreremo; dal montaggio e smontaggio del banco, ai vari aghi e colori che utilizzeremo. La trasparenza è la prima cosa.

C’è un genere che prediligi?

Lo stile che mi piace maggiormente è il watercolor ma quello bello saturo, che rimane. Poi nello studio, c’è Sabrina a cui piace tatuare lo stile cartoon quindi…colore, colore e ancora colore!

Cosa salvi del 2020?     

Sicuramente tutte le persone che ci hanno supportato (e sopportato)! Il grazie principale va a loro che, con grandi sacrifici, sono venuti comunque a tatuarsi. Un plauso va anche al mio staff, con cui condivido la voglia di andare avanti a denti stretti e non arrendersi mai.

Un tatuaggio non è semplicemente un disegno. Vedi, un tatuatore è come un confessore. Lui scrive la storia di un uomo sul suo corpo.
(Nicolai Lilin, Educazione siberiana)

Grazie a  Magorium Tattoo Studio

Valerio Molinaro

Valerio Molinaro
Valerio Molinaro nasce nel 1984 a Roma, dove frequenta il Liceo Classico presso l'Istituto Salesiano Pio XI. Il suo amore per la sceneggiatura sboccia negli anni universitari in cui si occupa di comunicazione, produzione culturale e critica cinematografica. Dopo uno stage presso la segreteria di Domenica in, si dedica completamente alla scrittura avendo la fortuna di incontrare personalità del panorama italiano dello spettacolo. Sebbene affascinato dalla televisione, capisce che la sua vera vocazione è inventare storie, iniziando a dare origine a cortometraggi e spettacoli teatrali.Da autore e regista teatrale ha scritto e diretto: Allora si può, Sono pulp perché mi chiamo Bukowski, Gratta Gratta Bang Bang! e un musical tratto dal film d'animazione Nightmare Before Christmas. Nel mentre lavora come aiuto-regista di Gino Landi in occasione della commedia Il letto ovale con Maurizio Micheli e Barbara D'Urso. Successivamente affianca Pino Quartullo nello spettacolo Occhio a quei due con Lillo e Greg.Si dedica finalmente al suo grande sogno, la realizzazione di romanzi gialli. Nel 2016 la Newton Compton pubblica A sei miglia da L' Avana, il suo esordio letterario. L'anno successivo la medesima casa editrice manda in stampa Gli Orchi non sempre sono verdi.Attualmente è impegnato nel progetto di sviluppare format televisivi e programmi radiofonici.