Una vita da videomaker

Maurizio Rinaldi
4 settimane fa
29 Gennaio 2021
di valerio molinaro
Una vita da videomaker

Oggi ho avuto il piacere di intervistare e scambiare quattro chiacchiere con Maurizio Rinaldi videomaker professionista e pilota certificato di droni. Attento alla cura dei dettagli, quasi in maniera maniacale, mi ha illustrato alcuni aspetti significativi del suo lavoro.

Come è nata la passione per la regia?

Credo che raccontare storie e cercare di emozionare le persone abbia sempre fatto parte della mia natura. Da piccolo insieme ai miei amici giocavamo a far finta di essere personaggi dei film di Harry Potter o Il Signore degli Anelli, di cui ero appassionatissimo (tuttora lo sono). Crescendo ho provato varie forme di espressione artistica ma il Cinema, la Televisione e il Video in generale rimangono i miei preferiti. In questo modo ho la possibilità di creare dal nulla: raccontare e farmi interprete delle emozioni altrui è qualcosa di NECESSARIO per me.

Quanto è difficile raccontare emozioni?

Mi viene molto naturale. Ovviamente c’è sempre il cliente che ti fa penare, ma per me è un divertimento. Già nella fase di progettazione e di scrittura ho la visione chiara di quello che andrò a raccontare, ma il resto è magia! Durante le riprese si gioca, si costruisce e si esplora, durante il montaggio si assembla e si concretizza il tutto.

Hai dei maestri a cui ti ispiri, sia italiani che stranieri?

Certo! In realtà ce ne sono molti da cui prendo ispirazione, famosi e non. Il mio settore è pieno di Professionisti molto competenti e ho la possibilità e il piacere di lavorare con grandi persone che mi hanno trasmesso e mi trasmettono tuttora il loro sapere e la loro esperienza. Ovviamente non sono tutti così, molti sono gelosi del proprio lavoro e non hanno nessuna voglia di insegnare quello che hanno costruito per anni, li capisco ma preferisco essere come i primi. Se invece vuoi qualche nome di Big ti cito Scorsese, Spike Lee e Tarantino.

Qual è il tuo film preferito?

Te ne dico tre: The Departed – Il bene e il male (The Departed) 2006 di Martin Scorsese. Fa’ la cosa giusta (Do the right thing) 1989 di Spike Lee. The Hateful Eight 2015 di Quentin Tarantino.

Ci vuoi raccontare le tue tre collaborazioni più importanti?

Ti dico quelle che per me sono le più importanti per motivi diversi:

  1. Dopo la laurea in Cinema, la gavetta fatta nei matrimoni e nei documentari: ho fatto da assistente, portaborse e Flashista di studi fotografici per avere la possibilità di imparare sul campo il mestiere, dalle basi. Sono stati anni difficili in cui molte volte pensavo che avrei mollato, ma tornassi indietro rifarei tutto, anzi inizierei anche prima!
  2. L’inizio delle collaborazioni con Rai e Sky. Per i miei genitori arrivare a lavorare in Rai voleva dire raggiungere il top della professione, so benissimo che non è così, ma è sicuramente un traguardo e lavorare in trasmissioni televisive come Tale & Quale Show oppure essere operatore di Diretta per i vari TG Rai mi ha dato molta consapevolezza e sicurezza nei miei mezzi.
  3. Daniele Frontoni. Con Daniele ormai è una collaborazione che dura da 2 anni (questo è il terzo). Insieme abbiamo realizzato quasi 20 video diversi (alcuni hanno superato le 100.000 views su Facebook), con lui ho la possibilità di sperimentare ed esprimermi al 200%. Si fida di me e della mia professionalità e ho carta bianca su come sviluppare a livello visivo i suoi progetti. Daniele è sicuramente una delle collaborazioni più importanti e non a caso una delle più durature.

Secondo te il boom di YouTube ha dato un nuovo stimolo?

YouTube sta evidenziando sempre di più quanto sia necessaria la figura di un professionista per creare dei contenuti di qualità. Credo che con il web ci sia stata una nuova linfa nel mio mondo e proprio da qui si è creata la professione di Videomaker, una figura che si occupa dalle riprese al montaggio del processo di produzione.

C’è un rituale nella preparazione del tuo lavoro?

In realtà ci sono delle cose che faccio sempre e sono “rituali”. Dopo aver conosciuto il cliente e aver parlato del suo progetto metto per iscritto con carta e penna (non su pc o tablet) il lavoro che andremo a fare. La borsa si prepara SEMPRE il giorno prima, altrimenti non dormo. Dopo aver montato i miei lavori, la prima a cui li faccio vedere per chiederle se “è figo” è la mia ragazza, Daniela.

Tu sei anche pilota di droni e specializzato nella postproduzione. Ci vuoi raccontare questi due aspetti del tuo lavoro.

Sono pilota di Droni certificato ENAC e ho avuto la possibilità di volare su alcune delle città più belle d’Italia e d’Europa: Roma, Napoli, Genova, Lisbona e sull’isola di Malta. Come Videomaker il completamento necessario del mio lavoro è la postproduzione, il montaggio. L’aspetto che mi ha affascinato maggiormente è che con lo stesso materiale dato a tre montatori differenti vengono realizzate tre storie diverse. Quindi il taglio fatto in un preciso momento, o la color correction fatta in un determinato modo, sono scelte che influiranno sul risultato finale e sul completamento del processo creativo.

Progetti futuri di questo 2021.

L’anno è appena iniziato insieme ad alcune collaborazioni che promettono bene. I progetti sono tanti, sto lavorando contemporaneamente a più cose, che prenderanno vita nei prossimi mesi!

“I sogni sono come le stelle, basta alzare gli occhi e sono sempre là.”                                                                                                                Jim Morrison

Valerio Molinaro

Valerio Molinaro
Valerio Molinaro nasce nel 1984 a Roma, dove frequenta il Liceo Classico presso l'Istituto Salesiano Pio XI. Il suo amore per la sceneggiatura sboccia negli anni universitari in cui si occupa di comunicazione, produzione culturale e critica cinematografica. Dopo uno stage presso la segreteria di Domenica in, si dedica completamente alla scrittura avendo la fortuna di incontrare personalità del panorama italiano dello spettacolo. Sebbene affascinato dalla televisione, capisce che la sua vera vocazione è inventare storie, iniziando a dare origine a cortometraggi e spettacoli teatrali.Da autore e regista teatrale ha scritto e diretto: Allora si può, Sono pulp perché mi chiamo Bukowski, Gratta Gratta Bang Bang! e un musical tratto dal film d'animazione Nightmare Before Christmas. Nel mentre lavora come aiuto-regista di Gino Landi in occasione della commedia Il letto ovale con Maurizio Micheli e Barbara D'Urso. Successivamente affianca Pino Quartullo nello spettacolo Occhio a quei due con Lillo e Greg.Si dedica finalmente al suo grande sogno, la realizzazione di romanzi gialli. Nel 2016 la Newton Compton pubblica A sei miglia da L' Avana, il suo esordio letterario. L'anno successivo la medesima casa editrice manda in stampa Gli Orchi non sempre sono verdi.Attualmente è impegnato nel progetto di sviluppare format televisivi e programmi radiofonici.