Mimì in arte Mia Martini: nell’interpretazione di Melania Giglio rivive lo spirito fragile e potente di una voce indimenticabile.

2 anni fa
15 Novembre 2018
di claudio finelli

A metà strada tra messa in scena di impianto classico e liturgia teatralizzata dalla cifra mistica e onirica, “Mimì, in arte Mia Martini”, spettacolo che ripercorre sulla scena le stazioni ora folgoranti, ora strazianti, della vita privata e della carriera artistica di Mia Martini, risulta essere operazione drammaturgica diretta con grande eleganza da Daniele Salvo e interpretata con grinta e convinzione da Melania Giglio.

Attraverso l’accattivante espediente di una sorta di seduta spiritica condotta da due angeli dalla voce eterea e potente – i bravissimi Mamo Adonà e Sebastian Gimelli Morosini – sul bagnasciuga dell’amata spiaggia di Bagnara Calabra, Mia Martini rivive sulla scena e racconta successi e dolori di un percorso esistenziale difficile, profondamente condizionato da un’accesa sensibilità, da un’indole reattiva e tormentata ma anche dal destino avverso e dalla sconsiderata cattiveria dell’ambiente artistico (e non solo) che, ricorrendo a odiosi pregiudizi e infondate maldicenze, gettò l’ombra dello stigma e dell’esclusione sull’esistenza e sull’attività professionale di Mimì, decretandone rapidamente la rovina e l’isolamento.

Melania Giglio, interpretando con determinazione ed enfasi i momenti più intensi della vita della cantante e cantautrice italiana ed eseguendo dal vivo, con timbro potente e deciso, molti dei suoi brani più celebri, da “Piccolo Uomo” a “E non finisce mica il cielo”, da “Gli uomini non cambiano” a “La nevicata del ‘56”, passando per “La costruzione di un amore”, “Almeno tu nell’universo” e “Minuetto”, accompagna il pubblico in un viaggio affascinante e coinvolgente, trasportando sulla scena quella rara commistione di forza e fragilità che fu la caratteristica distintiva della grande e indimenticata Mia Martini.

Roma, Off/Off Theatre, 09/11/2018

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