“Nasci, Simona”: adolescenti e disabilità

6 anni fa
3 Aprile 2015
di mariagiovanna

Claudia Manini ha partecipato alla rassegna Femminile singolare con un monologo di Albert Pijuan sul tema della disabilità mentale.

Prosegue al Teatro del Borgo di Firenze la rassegna “Femminile singolare” organizzata dall’associazione culturale EsTeatro e dedicata al monologo: otto brani recitati da altrettante attrici per offrire «uno sguardo sulla vita tutto al femminile». Tra questi “Nasci, Simona” di Albert Pijuan interpretato da Claudia Manini nella traduzione di Giulia Puccetti con un allestimento scenico di Erich Liotta. Vi si affronta un argomento delicato e coinvolgente: la storia di una bambina con un disagio mentale che non le permette di intrecciare normali rapporti sociali. Difficoltà con i coetanei, che deridono il suo strano modo di parlare e comportarsi, ma anche con i genitori, forse incapaci di comprendere sino in fondo la diversità della figlia. Gli unici ‘amici speciali’ con cui Simona riesce a interagire sono gli scarabei, ammirati e invidiati per la capacità «da bruchi, di diventare belli, e che se vogliono volano via e tornano quando li chiami per nome». Anche Simona vorrebbe volare via, diventare bella ed essere accettata. Fino all’arrivo dirompente, nella casa vicina, di Zafira. Una bambina di tredici anni, figlia di genitori divorziati, bella e viziata, che sembra non aver problemi con la disabilità della coetanea. Un’inaspettata quanto impossibile via di fuga destinata, inevitabilmente, a scontrarsi con una disumana realtà.

Lo sguardo sul mondo e le drammatiche vicende che vedono Simona inconsapevole protagonista vengono narrate in prima persona da una Manini estremamente concentrata che riesce a restituire in scena tutte quelle sfumature di linguaggio e di gestualità che svelano la disabilità mentale, ma anche il candore e l’innocenza della bambina. Si crea così nello spettatore una forte empatia nei confronti della protagonista, vittima e carnefice di situazioni per lei incomprensibili. Merito anche di un testo straordinario che riesce, con sensibilità e senza clamore, a introdurre argomenti fondamentali del mondo adolescenziale: non solo il problematico rapporto con il diverso, ma anche con la sessualità e la morte. Lasciando una speranza nella capacità di ciascuno di noi di rinascere dalle proprie sofferenze.

Firenze – Teatro del Borgo, 19 marzo 2015

Lorena Vallieri

NASCI, SIMONAdi e con Claudia Manini; testo di Albert Pijuan; traduzione di Giulia Puccetti e Claudia Manini; allestimento scenico di Erich Liotta.