Nella mente di Christopher Nolan

3 settimane fa
8 Ottobre 2020
di valerio molinaro
Nella mente di Christopher Nolan

Christopher Nolan è un genio, inutile girarci intorno! Uno di quei cineasti visionari che rivoluzionano il cinema e la sua fruizione, appallottolando la linearità temporale dei film e facendo canestro nello stupore degli spettatori.

Famoso al grande pubblico per la trilogia del cavaliere oscuro (reboot della saga cinematografica del supereroe Batman), Nolan ha alle spalle un curriculum e un pedigree di primissimo ordine.
Appassionato di fotografia fin da bambino, Christopher realizza diversi cortometraggi e nel 1989, ad appena 19 anni, riesce a far proiettare il suo primo corto sul canale americano PBS. Non ancora trentenne ha la possibilità di dare libero sfogo alla sua fantasia non appena conosce Emma Thomas, produttrice e sua futura moglie.

Scrive e dirige il suo primo lungometraggio: Following, un noir in bianco e nero a bassissimo budget, in cui oltre a firmare la regia e la sceneggiatura, cura anche la fotografia, il montaggio e la produzione della pellicola.
Nel 2000 Nolan inizia il nuovo millennio alla grande, dando vita a Memento, film tratto da un racconto breve scritto dal fratello Jonathan.

L’opera ha un tale successo da far drizzare le orecchie al regista e produttore Steven Soderbergh, che gli affida la regia di Insomnia, remake hollywoodiano di un thriller psicologico norvegese, caratterizzato da un cast stellare (Al Pacino, Robin Williams e Hilary Swank si rincorrono in un’Alaska angosciante dove il tempo si dilata).

Con il successo arrivano i grandi kolossal (oltre alla già citata trilogia sull’uomo pipistrello) Nolan partorisce The Prestige, Inception, Interstellar, Dunkirk fino al recente Tenet.
In ogni pellicola gli elementi visionari e visivi del regista la fanno da padrone: il suo punto di vista è difficile, labirintico e originale.

Tematiche come la vendetta, il tempo dilatato, l’ossessione, l’inganno, il tormento interiore, il confine tra realtà e la percezione della stessa, sono pennellate ricorrenti nel quadro narrativo del regista. A differenza degli intrecci dei film, il mero linguaggio cinematografico di Nolan è invece semplice, caratterizzato da inquadrature classiche e da pochi movimenti di macchina.

Scelta singolare, per la realizzazione di alcuni dei suoi film, è l’utilizzo di cineprese IMAX, telecamere ad altissima risoluzione utilizzate per lo più per girare documentari. Questa tecnologia, secondo lo stesso regista, è più coinvolgente del 3D e rende il film un vero e proprio evento in cui immergersi.

Il tempo e il labirinto sono le due figure più ricorrenti nell’arte di Nolan: il tempo viene continuamente alterato, come un oggetto di plastilina nelle mani del regista, mentre il labirinto, onirico o psicologico, è il luogo in cui Nolan fa naufragare i suoi personaggi e gli spettatori.
Si diverte a giocare con i sensi del pubblico e ci riesce alla grande!

Valerio Molinaro


 


 

Valerio Molinaro
Valerio Molinaro nasce nel 1984 a Roma, dove frequenta il Liceo Classico presso l'Istituto Salesiano Pio XI. Il suo amore per la sceneggiatura sboccia negli anni universitari in cui si occupa di comunicazione, produzione culturale e critica cinematografica. Dopo uno stage presso la segreteria di Domenica in, si dedica completamente alla scrittura avendo la fortuna di incontrare personalità del panorama italiano dello spettacolo. Sebbene affascinato dalla televisione, capisce che la sua vera vocazione è inventare storie, iniziando a dare origine a cortometraggi e spettacoli teatrali.Da autore e regista teatrale ha scritto e diretto: Allora si può, Sono pulp perché mi chiamo Bukowski, Gratta Gratta Bang Bang! e un musical tratto dal film d'animazione Nightmare Before Christmas. Nel mentre lavora come aiuto-regista di Gino Landi in occasione della commedia Il letto ovale con Maurizio Micheli e Barbara D'Urso. Successivamente affianca Pino Quartullo nello spettacolo Occhio a quei due con Lillo e Greg.Si dedica finalmente al suo grande sogno, la realizzazione di romanzi gialli. Nel 2016 la Newton Compton pubblica A sei miglia da L' Avana, il suo esordio letterario. L'anno successivo la medesima casa editrice manda in stampa Gli Orchi non sempre sono verdi.Attualmente è impegnato nel progetto di sviluppare format televisivi e programmi radiofonici.