“Non piove ma è come se”, il piano sequenza dei Valuna

6 anni fa
26 Gennaio 2015
di francesco di maso

I Valuna sono una giovane band di Anagni, che dopo un paio anni di gavetta, fatta di live, e aperture importanti, pubblica il suo primo lavoro, dal titolo “Non piove ma è come se”, album registrato completamente dal vivo e da ascoltare come un blocco continuo, come un’opera in progresso continuo.

Non si tratta infatti propriamente di un concept, ma tutti e sette brani dell’album sono collegati l’uno all’altro, e sembra come se ognuno di essi abbia bisogno del precedente per poter vivere – anche se questo, bisogna specificarlo, non toglie nulla alla forza delle canzoni, prese singolarmente – e lo si può notare soprattutto nella parte centrale del lavoro con i brani “E poi ho aspettato te” e “Contro” intervallati da “#”, 30 secondi fruscii e feedback, con il finale del primo brano ad introdurre il secondo, e che probabilmente segnano il punto più alto e patemico dell’album.

I riverberi profondi delle atmosfere, con le chitarre che fanno a volte da legatura, mentre in altri fanno da vero e proprio tappeto; se il rimando principale è agli Slint di “Spiderland”, presenti soprattutto in “Contro” e nel finale di “Siamo a colori, siamo neri”, ci sono anche riferimenti ai Talk Talk di “Laughing Stock”, soprattutto nell’atto finale dell’album, “Il tuo ultimo  giorno d’inverno”, mentre l’unico punto che si differenzia di molto è la title track, “Non piove ma è come se” in cui ci sono più echi del rock dei ninties.

Nei riverberi tutto si amalgama anche la voce, mentre l’uso del cantato italiano ricorda molto l’Alan Sorrenti di “Aria”; ogni tanto i testi risentono di qualche piccola ingenuità, ma tutto sommato è anche normale.

Non piove ma è come se” è un album profondo, un piano sequenza di un’attesa guardandosi attorno dalla finestra e poi nella stanza. Un buon inizio per i Valuna.

Valuna – Non piove ma è come se

Lafine, Upwind, Sciroppodischi

Francesco Di Maso