La cura del dettaglio

Pietro Falcone
4 mesi fa
7 Dicembre 2020
di valerio molinaro
La cura del dettaglio

Oscar Wilde era solito affermare che la Bellezza è una forma del Genio, anzi, è più alta del Genio perché non necessita di spiegazioni. Essa è uno dei grandi fatti del mondo, come la luce solare, la primavera, il riflesso nell’acqua scura di quella conchiglia d’argento che chiamiamo luna. Nei paesi anglosassoni esiste una figura professionale consolidata, il consulente di immagine, vale a dire il professionista che aiuta i privati e le aziende a curare e valorizzare il proprio aspetto.

Si tratta di un’attività complessa, che tocca molti ambiti! Si va dalla riorganizzazione del guardaroba alla scelta degli accessori atti a ottimizzare in toto la persona. Oggi ho intervistato Pietro Falcone, che oltre ad aver intrapreso la carriera legale, coltiva questo stile di vita che risiede nella cura del dettaglio in ogni sua forma.

Ciao Pietro, cosa rappresenta per te il bello?

Buonasera a tutti. Valerio, permettimi di ringraziarti per questa intervista. Il bello è tutto ciò che appaga i nostri occhi: il più delle volte si traduce nella semplicità, negli oggetti, in un capo o in natura. La bellezza è indubbiamente qualcosa di oggettivo con delle sfumature di soggettività.

Si ritorna al vecchio concetto che l’abito fa il monaco, secondo te questa scuola di pensiero è sempre attuale?

Alla celebre frase che hai citato, do sempre un’accezione positiva: in ambito lavorativo sicuramente rappresenta il rispetto verso il proprio lavoro e soprattutto la serietà con la quale si svolge. Nel mio settore l’ho sperimentato più volte, riscuotendo complimenti che non si riferivano al brand del vestito, quanto al concetto di mera eleganza.

Che idea ti sei fatto del  lavoro del personal shopper?

 Non avere schemi e limiti permette alla mente di essere creativi, idea su cui si basa il lavoro del personal shopper o del consulente d’immagine. Personalmente cerco di non stravolgere la persona che richiede un aiuto, poiché parto dal semplice concetto che “ogni persona è bella” e quindi bisogna far emergere la bellezza che possiede, dentro e fuori.

Bello non vuole dire sempre costoso.

Esattamente, sfatiamo questo mito. Non è assolutamente vero che una cosa bella sia sempre costosa, ma non bisogna essere al tempo stesso ipocriti, perché spesso un materiale pregiato ahimè ha un costo.

Si può tranquillamente essere eleganti e chic con pochi euro, ciò che bisogna avere è il gusto, perché il denaro può comprare gli oggetti, ma non la raffinatezza!

Quale è un accessorio di moda maschile che non smetterà mai di essere un must?

L’uomo a differenza della donna ha pochi accessori. Tre cose per me sono essenziali: l’orologio rigorosamente al polso sinistro, due o tre bracciali minimal e gli occhiali da sole, che devono essere adatti alla forma del proprio viso.

Quali sono i colori che indossi di più?

I colori primari che troviamo in natura sono di gran lunga i miei preferiti. Devo però confessare che puntualmente uso il blu, detto mezzanotte, il grigio canna di fucile e il marrone: colori versatili e adatti a qualunque occasione.

Un abbinamento da non dover mai fare. 

Domanda difficile che sfocia nel campo dei differenti gusti personali. Mi sento, però, di dare un consiglio: quando ci vestiamo dobbiamo stare bene con noi stessi, fare attenzione ai vari accessori e non azzardare colori eccessivamente sgargianti. La sobrietà è l’unica strada che non tramonta mai.

Un consiglio che vuoi dare a chi proprio non sa come vestirsi.

Il suggerimento che posso dare, così senza conoscere il mio interlocutore, è ovviamente generico. Deve iniziare come un gioco, quando si ha del tempo fare le prove con ciò che si possiede nel proprio armadio! Ripeto deve essere un gioco, senza troppe costruzioni o aspettative. Provare senza avere limiti o schemi mentali, come quando si affronta un esame, bisogna sperimentare, il resto verrà naturale. Ringrazio te e la testata Corriere Spettacolo per la bellissima chiacchierata.

Il buon gusto nel vestire è qualcosa di innato, come la sensibilità del palato.
(Coco Chanel)

Valerio Molinaro

Valerio Molinaro
Valerio Molinaro nasce nel 1984 a Roma, dove frequenta il Liceo Classico presso l'Istituto Salesiano Pio XI. Il suo amore per la sceneggiatura sboccia negli anni universitari in cui si occupa di comunicazione, produzione culturale e critica cinematografica. Dopo uno stage presso la segreteria di Domenica in, si dedica completamente alla scrittura avendo la fortuna di incontrare personalità del panorama italiano dello spettacolo. Sebbene affascinato dalla televisione, capisce che la sua vera vocazione è inventare storie, iniziando a dare origine a cortometraggi e spettacoli teatrali.Da autore e regista teatrale ha scritto e diretto: Allora si può, Sono pulp perché mi chiamo Bukowski, Gratta Gratta Bang Bang! e un musical tratto dal film d'animazione Nightmare Before Christmas. Nel mentre lavora come aiuto-regista di Gino Landi in occasione della commedia Il letto ovale con Maurizio Micheli e Barbara D'Urso. Successivamente affianca Pino Quartullo nello spettacolo Occhio a quei due con Lillo e Greg.Si dedica finalmente al suo grande sogno, la realizzazione di romanzi gialli. Nel 2016 la Newton Compton pubblica A sei miglia da L' Avana, il suo esordio letterario. L'anno successivo la medesima casa editrice manda in stampa Gli Orchi non sempre sono verdi.Attualmente è impegnato nel progetto di sviluppare format televisivi e programmi radiofonici.