Con la testa tra le nuvole

Riccardo Cotumaccio
3 mesi fa
21 Novembre 2020
di valerio molinaro
Con la testa tra le nuvole

Brillante, simpatico e profondamente innamorato del cinema (e del calcio) Riccardo Cotumaccio è uno speaker romano dal futuro brillante. Oggi abbiamo fatto quattro chiacchiere ripercorrendo i passi salienti della sua giovane carriera. Forgiato da una lunga gavetta, ora allieta le mattinate degli ascoltatori di Tele Radio Stereo.

Ciao Riccardo qual è il tuo percorso artistico?
Ho sempre avuto il pallino della scrittura. Quando frequentavo il liceo classico Augusto di Roma ho avuto la cosiddetta occasione per mettermi in gioco. Negli ultimi due anni di scuola ho ricoperto il ruolo di direttore del giornale scolastico, un ruolo che mi ha fatto avvicinare al mondo del giornalismo e mi ha introdotto ad alcune dinamiche di questo settore. Successivamente ho iniziato a collaborare con diversi siti sportivi.

Ti confesso che il calcio non era la mia prima scelta, ero molto attratto dalla politica, ma mi resi conto che il pallone ti offriva più possibilità. Dopo anni di gavetta a romanews.eu nel 2016 approdo come collaboratore a Rete Sport, dove successivamente divento speaker. Ad aprile 2018 avviene il mio passaggio a Tele Radio Stereo, che ad oggi ti posso descrivere come l’esperienza più divertente della mia giovane carriere radiofonica.

C’è una persona che ha sempre creduto in te?
Sì, c’è una persona in particolare che ha sempre avuto fiducia in me e nelle mie doti: il marito di mia cugina, Alessandro, che saluto molto!

Il mondo della radio è un mondo competitivo?
Sinceramente il mondo della radio non è più competitivo di altri lavori meno artistici. Oggi la competizione dilaga ovunque, in ogni settore.

Hai mai pensato di avvicinarti alla realtà del doppiaggio?
Ho sempre amato moltissimo il mondo del cinema e di rimando quello del doppiaggio, ma al momento non ho optato per approfondire il discorso. Spesso ho visto parlare importanti doppiatori anche fuori dalla sala di doppiaggio con voce impostata, risultando estremamente finti.

Lo scherzo più divertente che hai fatto imitando Giuseppe Conte?
Ho telefonato a un collaboratore di Conte, imitando il Presidente del Consiglio e il poveretto c’è cascato con tutte le scarpe, fino a quando non mi sono tradito con una frase. Uno scherzo, devo dire, davvero riuscito!

Riccardo hai anche altri interessi? 
Sono molto attratto dall’astronomia, la trovo molto affascinante. In particolare sono stato rapito dai libri di Stephen Hawking, tra tutti Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo. Spiega concetti difficili con un’estrema chiarezza, rendendoli accessibili anche a chi non ha una laurea in fisica quantistica. L’incanto dell’universo!

Sei sempre stato un tipo social?
Sì. Mi sono iscritto a Facebook nel 2008 e successivamente a Twitter nel 2011. Pensa che avevo anche My Space. Però ti confesso che ultimamente i social stanno prendendo una brutta piega: appena scrivi qualcosa che dista dall’opinione comune vieni subito attaccato e additato: non si capisce che è proprio difendendo a prescindere che si discrimina una qualsivoglia categoria.

Una curiosità legata al personaggio Riccardo Cotumaccio.
Con le colonne sonore di Ennio Morricone piango come un agnellino! C’era una volta in America, Nuovo cinema paradiso e Mission sono per me degli autentici capolavori. Pensa che per conoscere il maestro a una festa a palazzo Brancaccio feci un tratto di Via Nazionale contromano. Ma ne valse la pena.

La musica mi ha salvato da fame e guerra. Ma l’arte è puro talento, la sofferenza non c’entra.
Ennio Morricone

Valerio Molinaro

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Valerio Molinaro
Valerio Molinaro nasce nel 1984 a Roma, dove frequenta il Liceo Classico presso l'Istituto Salesiano Pio XI. Il suo amore per la sceneggiatura sboccia negli anni universitari in cui si occupa di comunicazione, produzione culturale e critica cinematografica. Dopo uno stage presso la segreteria di Domenica in, si dedica completamente alla scrittura avendo la fortuna di incontrare personalità del panorama italiano dello spettacolo. Sebbene affascinato dalla televisione, capisce che la sua vera vocazione è inventare storie, iniziando a dare origine a cortometraggi e spettacoli teatrali.Da autore e regista teatrale ha scritto e diretto: Allora si può, Sono pulp perché mi chiamo Bukowski, Gratta Gratta Bang Bang! e un musical tratto dal film d'animazione Nightmare Before Christmas. Nel mentre lavora come aiuto-regista di Gino Landi in occasione della commedia Il letto ovale con Maurizio Micheli e Barbara D'Urso. Successivamente affianca Pino Quartullo nello spettacolo Occhio a quei due con Lillo e Greg.Si dedica finalmente al suo grande sogno, la realizzazione di romanzi gialli. Nel 2016 la Newton Compton pubblica A sei miglia da L' Avana, il suo esordio letterario. L'anno successivo la medesima casa editrice manda in stampa Gli Orchi non sempre sono verdi.Attualmente è impegnato nel progetto di sviluppare format televisivi e programmi radiofonici.