“Rigoletto”: per fortuna c’è la musica!

5 anni fa
29 Dicembre 2015
di mariagiovanna

All’Opera di Firenze apprezzati i cantanti e la carismatica direzione di Mehta, ma fischiata la regia di Brockhaus.

Rigoletto 3Un “Rigoletto” ambientato in una corte di Mantova priva di qualsiasi connotazione spazio-temporale, popolata da nani, ‘monstrum’ e prostitute impegnati in un’orgia convulsa e volgare. Una visione che nulla ha dell’eleganza formale dell’opera e dove l’abuso del colore rosso cupo, che domina incontrastato su scene e costumi, se certo è simbolo di passione e violenza, confonde e appiattisce, soprattutto nelle scene corali (un vero peccato, vista la bravura del coro). Un sipario, anch’esso rosso, che mai si alza del tutto e costringe i cantanti ad acrobazie circensi. Un Rigoletto che abbandona ben presto l’iniziale frac per indossare una maglietta a righe e bretelle clownesche a discapito della drammaticità e della tensione tipici del personaggio verdiano. Una Gilda bambina che, isolata nella sua stanza sospesa, dorme in una lettino con le sponde e culla una bambola di pezza. Con queste premesse la regia di Henning Brockhaus, già presentata nel 2001 al Teatro Regio di Parma e ora riproposta all’Opera di Firenze, non poteva che essere fischiata. E anche alcuni interessanti simbolismi che il regista inserisce nella trama, come la somiglianza tra Rigoletto e il Conte di Monterone che diventano specchio l’uno dell’altro, si perdono nella confusione di una scena dominata dal caos.

rigoletto 2Per fortuna a salvare la serata ha pensato Zubin Mehta che ha diretto con carisma l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino e il pubblico in sala non si è risparmiato in applausi e apprezzamenti anche a scena aperta. Applausi rivolti anche ai cantanti, non certo favoriti da questo allestimento. A cominciare da Ambrogio Maestri nel ruolo del protagonista. Il baritono è da tempo noto e apprezzato a Firenze e anche in questa occasione non ha deluso le aspettative, nonostante qualche imprecisione e il taglio di alcuni passaggi. Convincente Arturo Chacón-Cruz (Duca di Mantova) e particolarmente felice il suo duetto con Anna Malavasi (Maddalena). Chiarezza vocale, morbidezza e dolcezza hanno caratterizzato l’interpretazione di Cristina Poulitsi (Gilda). Buone anche le prove di Giorgio Giuseppini (Sparafucile) e degli altri comprimari.

Firenze – Opera di Firenze, 6 dicembre 2015

Lorena Vallieri

RIGOLETTO – Melodramma in tre atti. Musica di Giuseppe Verdi. Libretto di Francesco Maria Piave tratto dal dramma “Le Roi s’amuse” di Victor Hugo.

Direttore: Zubin Mehta; Regia: Henning Brockhaus; Assistente regia e movimenti coreografici: Valentina Escobar; Scene: Ezio Toffolutti; Costumi: Patricia Toffolutti; Assistente costumista: Sara Spoladore; Luci: Sergio Rossi; Maestro del Coro: Lorenzo Fratini; Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino; Allestimento del Teatro Regio di Parma.

Interpreti: Ambrogio Maestri, Cristina Poulitsi, Arturo Chacón-Cruz, Giorgio Giuseppini, Anna Malavasi, Konstantin Gorny, Chiara Fracasso, Italo Proferisce, Luca Casalin, Nicolò Ceriani, Sabrina Testa, Irene Favro, Vito Luciano Roberti, Giuliano Del Taglia.