TUTTA LETTO CASA E CHIESA. Come ti vorrei!

1 anno fa
17 Dicembre 2019
di antonio gargiulo

Una scena spoglia una parete grigia un divano nero e due alti mobili neri, null’altro in questa cosa dove la seducente Valentina Lodovini è prigioniera della sua femminile essenza, della sua naturale condizione di donna e in quanto tale sottomessa, rinchiusa, abusata.

Un monologo divertente, straziante, allegro, esuberante. Le parole scorrono, chiare, limpide, precise come un colpo di fucile.

Una femmina, una moglie, mamma, amante per ribellione per sentimento, per la voglia di credere che l’amore non sua solo abuso ma possa avere il calore delle carezze e dei baci giovani e passionali.

Si susseguono con la velocità e violenza emotiva temi immutati in quasi quarant’anni dalla scrittura del testo: il riconoscimento della donna, il diritto all’aborto, “l’incintamento che riguarda la donna sempre e l’uomo mai”.

Quarant’anni e sembra di vedere Franca Rame e Dario Fo che inneggiano diritti e compiono battaglie, le stesse battaglie ancora oggi attuali, reali, tristi.

Il telefono incessante squilla, legame o via di fuga? Dov’ é il giusto, da quale lato del filo?

Come a risvegliarsi da seducente concubina, si tramuta in sciatta madre lavoratrice,mortificata nella sua bianca, lunga maglietta che ha preso il posto della vestaglia di seta.

Ancora donna, ancora madre, ancora alle prese con lo sfruttamento di un uomo, della società, di quel fuori fatto di rassegnazione.

Cade una parete, appaiono tacchi alti, la Lodovini abbandona il contatto dei piedi nudi col pavimento, abbandona la realtá per entrare nella dimensione fiabesca di Alice.

La donna che ha cercato affermazione e riscatto,che ha cercato ogni via per far valere la propria personalità, si è tramutata in una bambola. Ancora e di nuovo oggetto.

Lo spettacolo è decisamente piacevole, la Lodovini dona un’interpretazione pulita senza sbavature, una bella presenza scenica, sicura, certa, importante. Impossibile non pensare a Franca Rame, al cui cospetto la Lodovini non sminuisce per nulla.

Pulita la regia di Mabellini, senza guizzi, probabilmente per lasciar godere del testo dell’immenso Dario Fo.

Visto a Napoli, al teatro Sannazzaro, il 13 dicembre 2019

Di Dario Fo e Franca Rame

Con Valentina Lodovini

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