Un amore nato sul web

2 mesi fa
15 Ottobre 2020
di valerio molinaro
Un amore nato sul web

Lo sguardo intelligente di chi si sa cosa vuole. La poliedricità delle menti creative sempre in movimento. L’interesse per la black comedy tipica dei fratelli Coen. La musica nel sangue, indossata come una seconda pelle. Uno, nessuno, centomila! Signori: Valerio Desirò.

Chi è Valerio Desirò?
Buonasera a tutti. Per rispondere alla tua domanda ti dico che mi piace descrivermi più per quello che faccio, che per quello che sono. Sono un autore comico con una spiccata predilezione per l’umorismo nero e il politicamente scorretto. Ho una visione multiforme del lavoro dell’artista, infatti sono anche videomaker musicale e attore. E inoltre, per non farmi mancare nulla, mi dedico anche alla regia di spot pubblicitari e suono la chitarra in un gruppo, gli Iva Collister. Sono un frullatore di idee.

Com’è nato il sodalizio con Luca Vecchi?
Con Luca condividiamo lo stesso amore per lo humor, anche se io tendo ad avere una visione più surreale della sua. Ho sempre apprezzato i video dei THE PILLS, che trovo geniali e in passato ho montato qualche loro episodio. Reputo Luca un guru, una continua fonte di ispirazione, insieme a Marcello Macchia. Invece da un punto di vista artistico lontano dalla comicità, lavorare con Marco Spoletini, il montatore di Garrone e di altri grandi registi italiani, è stata un’incredibile esperienza che mi ha aiutato tanto e mi ha fatto maturare. Tornando a Luca, insieme abbiamo collaborato in Hooked, dove mi ha voluto nella veste di attore e in seguito abbiamo scritto la serie La vita è una merda.

Come hai vissuto la quarantena dal punto di vista creativo?
Dal punto di vista sociale bene, perché dovendo rimanere a casa ho staccato un po’ la spina: ho scritto molto e ho visto diverse serie su NETFLIX. Ho lavorato come consulente per alcune società che si occupano di pubblicità. Invece dal punto di vista creativo le brutte notizie da cui eravamo avvolti mi hanno leggermente condizionato, lasciandomi addosso uno stato di tensione.

Ho letto che in passato hai lavorato presso la TAODUE di Valsecchi, come ci sei finito sul web?
Nella TAODUE ho lavorato nel reparto fotografia, dove aiutavo l’aiuto-operatore. Non sono uno Youtuber, ti confesso che ho un po’ paura nell’essere catalogato solo come uno che fa video sul internet. C’erano due soluzioni per riuscire ad emergere: fare la gavetta sui set cinematografici (e spesso comunque non riesci a spiccare per una serie di motivi), o farmi conoscere attraverso il web. Ho scelto la seconda strada, prediligendo quel tipo di linguaggio. Poi ovviamente mi sono dedicato anche ad altro!

Come è nata l’amicizia con Marcello Macchia, in arte Maccio Capatonda?
Ho conosciuto Marcello una sera in un locale di Roma. In quel periodo stava scrivendo insieme a Luigi Di Capua The Generi. Mesi dopo quell’incontro mi chiamò per propormi un ruolo secondario da attore proprio per quella serie. Nonostante fosse il mio eroe comico da quando aveva girato la febbra, non ero convinto al cento per cento del ruolo e un po’ mi vergognavo e gentilmente rifiutai.

Fatto sta che Marcello mi voleva al punto che mi richiamò per offrirmi un ruolo da coprotagonista nella seconda puntata a tema horror. Ovviamente non me lo feci ripetere due volte! In seguito gli diedi alcune cose che avevo scritto e a lui piacquero tanto. Insieme poi abbiamo fatto MAI DIRE TALK. Adoro Marcello è una persona splendida, sempre gentile e disponibile, con un modo di fare commedia mai volgare: mi piace il suo no sense. Con la comicità trasmette sempre un valore, un significato rivolto al sociale. Mi piace anche il modo con cui riesce a caratterizzare i personaggi dei suoi sketch, mai banali. Lui e i THE PILLS hanno un’estrema bravura nel citazionismo.

Sei anche un regista di videoclip musicali, con chi ti piacerebbe poter lavorare?
Il sogno più grande sarebbe lavorare con i RADIOHEAD, che adoro! Apprezzo molto anche il panorama Indie italiano. All’inizio con il mio gruppo suonavamo nei vari pub di Roma e lì ho conosciuto Calcutta. Con lui mi piacerebbe collaborare. Il Valerio regista vorrebbe mettersi in gioco e lavorare con un gruppo trap: giocherei molto visivamente con l’angoscia dei loro testi, esasperandola.

Progetti futuri.
Tra un po’ di tempo uscirà una serie animata, che ho curato come autore, poi sto lavorando con Maccio per la realizzazione di alcuni podcast, ovviamente a tema surreale. E all’inizio del 2021 uscirà un album degli Iva Collister, la mia band.

Domanda di rito: raccontaci una curiosità.
Una volta mi sono svegliato di soprassalto di notte per un botto: avevo semplicemente scoreggiato!

Valerio Molinaro

Valerio Molinaro
Valerio Molinaro nasce nel 1984 a Roma, dove frequenta il Liceo Classico presso l'Istituto Salesiano Pio XI. Il suo amore per la sceneggiatura sboccia negli anni universitari in cui si occupa di comunicazione, produzione culturale e critica cinematografica. Dopo uno stage presso la segreteria di Domenica in, si dedica completamente alla scrittura avendo la fortuna di incontrare personalità del panorama italiano dello spettacolo. Sebbene affascinato dalla televisione, capisce che la sua vera vocazione è inventare storie, iniziando a dare origine a cortometraggi e spettacoli teatrali.Da autore e regista teatrale ha scritto e diretto: Allora si può, Sono pulp perché mi chiamo Bukowski, Gratta Gratta Bang Bang! e un musical tratto dal film d'animazione Nightmare Before Christmas. Nel mentre lavora come aiuto-regista di Gino Landi in occasione della commedia Il letto ovale con Maurizio Micheli e Barbara D'Urso. Successivamente affianca Pino Quartullo nello spettacolo Occhio a quei due con Lillo e Greg.Si dedica finalmente al suo grande sogno, la realizzazione di romanzi gialli. Nel 2016 la Newton Compton pubblica A sei miglia da L' Avana, il suo esordio letterario. L'anno successivo la medesima casa editrice manda in stampa Gli Orchi non sempre sono verdi.Attualmente è impegnato nel progetto di sviluppare format televisivi e programmi radiofonici.