Un attimo prima: un’esperienza sensoriale per recuperare il ricordo di “quando tutto andava bene”

2 anni fa
9 Giugno 2018
di claudio finelli

Un attimo prima, esperienza poetico-teatrale presentata dal Teatro de Los Sentidos al Napoli Teatro Festival 2018, conferma la grande capacità suggestiva e disorientante del linguaggio sensoriale progettato per la scena dal genio onirico di Enrique Vargas e da chi, come in questa occasione, ne ha raccolto l’insegnamento artistico e l’attitudine sperimentale.

Il percorso sensoriale immaginato da Gabriella Salvaterra, in collaborazione con Nelson Jara e Giovanna Pezzullo, si configura come vera e propria esperienza poetica e gli spettatori, sospesi tra sogno, memoria e recupero della propria dimensione interiore, si inoltrano negli ampi spazi di Palazzo Fondi incontrando interpreti che, al di là di ogni ordinaria realizzazione performativa, abitano e vivono lo spazio in cui accolgono il pubblico, accompagnandolo in un viaggio di scoperta, creazione ed elaborazione interiore estremamente significativa.

La rottura, la perdita, il ricordo di “quando tutto andava bene” sono il motore emotivo di un’esperienza che passa attraverso la potenza evocativa delle immagini, degli odori e dei suoni che sembrano suggerirci una verità preziosa, probabilmente custodita nello scrigno simbolico consegnatoci al termine dell’esperienza, e cioè che nulla è davvero perso per sempre, che nel nostro vissuto e nelle pieghe delle nostre emozioni si nascondono schegge e porzioni di un universo che si agita, sia pur dolorosamente, intrecciando ricordi che, proprio come i personaggi “Caronte” di questo viaggio sensoriale, sono sospesi tra possibilità concrete e fantasmagorie sentimentali al fondo della nostra coscienza.

Al termine del viaggio, ogni spettatore avrà realizzato un proprio piccolo ma denso percorso interiore e forse avrà intuito che se è vero che quando una cosa è rotta, è rotta, è altrettanto vero che c’è sempre qualcosa da scrivere. Da salvare. Da continuare a vivere. Da recuperare per individuare la propria posizione “emotiva” nella costellazione affettiva da cui siamo stati, nostro malgrado e almeno una volta nella vita, espulsi, rinnegati e traditi.

Napoli, Palazzo Fondi, 9 giugno 2018