Un Don Giovanni radical-chic

10 mesi fa
2 Febbraio 2020
di mariarosaria mazzone

È tornato sui palcoscenici partenopei Don Giovanni, l’ateo libertino reso celebre dalla penna di Tirso de Molina, divenuto mito attraverso la parola di Molière e infine reso leggendario da Mozart.

Le musiche di Mozart le ritroviamo come sottofondo arrangiate in versione flamenco, ma la storia, l’intrigo, la parola scelta dall’attenta regia di Gianmarco Cesario è quella di Molière.

Ci troviamo quindi di fronte un Don Giovanni non ateo ma scettico, un uomo cupo e triste, un uomo senza Dio, e non perché lo ignori ma perché Dio ignora lui. Don Giovanni non nega…piuttosto si rifiuta.

Danilo Rovani coraggiosamente ed esemplarmente veste i panni di questo Don Giovanni rendendolo una sorta di Dandy ante litteram, un affabulatore altezzoso, in altri termini un intellettuale. Ma Don Giovanni non esisterebbe se non ci fosse il suo “ingenuo” servo. Il suo alter ego, un amico, un nemico, la sua incosciente coscienza, interpretato perfettamente da Enzo Attanasio.

In assenza di scenografia i due attori devono riempire la scena affidandosi solo alla parola molieriana, sfruttando unicamente il proprio corpo, il volto, la gestualità…e ci riescono molto molto bene; la regia avrebbe potuto e forse dovuto sfruttare ancor più l’armoniosa contrapposizione attoriale di questi due personaggi. Anche gli altri interpreti sanno farsi carico della densa parola del drammaturgo francese, riempiendo e vivendo lo spazio scenico, peccato che il gioco luci non sia sempre efficace nel valorizzarli.

Il mito di Don Giovanni resiste nei secoli perché ci sono registi intelligenti che gli danno vita.

Mariarosaria Mazzone

Teatro Tram

Napoli, 30/01/2020

drammaturgia e regia di Gianmarco Cesario
da Tirso de Molina, Molière e Lorenzo Da Ponte
con Danilo Rovani, Diletta Acanfora, Denise Capuano, Luca Lombardi e con la partecipazione di Enzo Attanasio
musiche di Wolfgang Amadeus Mozart arrangiate ed eseguite dal vivo da Pasquale Ruocco
scene e costumi Melissa Di Vincenzo
foto Nina Borrelli
aiuto regia Luca Lombardi

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