Una vita sopra le righe

2 mesi fa
13 Ottobre 2020
di valerio molinaro
Una vita sopra le righe

I tormenti tipici degli attori, le loro aspettative, i primi provini, l’ossessione per questa città, l’amore incondizionato per la Roma e il suo essere vero, genuino, come i cavalli di razza di un tempo. Quelli abituati a dare un valore e un peso alla parola data! La settimana scorsa ho avuto il piacere di intervistare Sandro Bersani, noto speaker radiofonico e attore della capitale. Abbiamo chiacchierato di tutto, scoprendo punti in comune e una visione condivisa dell’arte.

Chi è Sandro Bersani?
Sono un uomo di 35 anni che ha sempre vissuto ogni esperienza intensamente, forse anche troppo! Ho fatto tutto molto presto, da solo e di testa mia. Spesso ho pagato, e tutt’ora pago, il prezzo delle mie scelte e decisioni, nel bene e nel male. Ho sperimentato il fallimento cocente, ma anche la Gioia Vera e vivo una vita che solo io potrei vivere, che per quanto non semplice, se fosse diversa, mi mancherebbe un po’. Sicuramente sono un uomo libero!

Quando hai capito cosa volevi fare da grande?
Quando ero più piccolo non avrei mai immaginato di poter diventare un attore, anche se sono sempre stato appassionato di cinema. Un anno fa, quello che prima era soltanto un gioco, una sorta di hobby, è diventato un vero e proprio lavoro. Il momento in cui è scattata la scintilla è avvenuto prendendo parte ad un corto per una scuola di regia, nel quale avevo un ruolo importante. Non mi sentivo all’altezza degli altri attori professionisti, essendo il mio debutto. Però durante le riprese non ho notato tutto questo scarto e quello è stato il via che mi ha fatto capire che forse avrei potuto fare questo nella vita.

Cosa preferiresti una fiction in prima serata su Rai1 o una serie su Netflix?
Sono cresciuto con mamma Rai, ma a malincuore devo rispondere NETFLIX, per la sua modernità e simultaneità di fruizione. Oggi è cambiato il modo di fare cinema, ma anche il modo di vederlo e NETFLIX rappresenta il futuro.

Cosa pensi del web?
Il web è e resterà per sempre il mio primo amore. Mi ha aiutato a crescere, mi ha dato visibilità e popolarità. Ho avuto la prova immediata che quello che facevo piaceva alla gente che mi fermava per strada per farmi i complimenti. Ho iniziato con GLI ACTUAL in un video/parodia intitolato Romanzo Quirinale. In quell’occasione ho conosciuto Leonardo Bocci, tutt’ora mio grandissimo amico. Ovviamente il web è diverso dalla televisione, perché utilizza codici diversi. L’attore, però, per me rimane sempre attore, sia sul web, che in televisione, che al cinema o in teatro. Sto costantemente studiando per crescere e migliorare. Tornando indietro forse da giovane avrei fatto l’accademia, ma non credo, o almeno spero, che sia una conditio sine qua non per emergere. Spero che in futuro si possa dare qualche possibilità anche a chi viene dal mondo del web, senza avere preconcetti o chiusure.

Com’è stato lavorare con Stefano Calvagna nel docufilm Distanziati?
Tutto è partito da un video realizzato insieme a Leonardo Bocci, intitolato Corona Virus a Roma – Esperimento Sociale visto da quasi 9 milioni di persone. Stefano, che reputo un regista intenso, con incredibili idee, ha visto il video e mi ha voluto al suo fianco per questo progetto no budget. Proprio la sera in cui ci siamo incontrati a cena per discuterne, Giuseppe Conte in televisione decretava il lockdown. Distanziati è stato un incredibile esperimento sociale, un viaggio all’interno delle vite dei cittadini romani che stavano ripartendo, o che ancora non avevano avuto modo di ricominciare a lavorare, dopo le restrizioni del governo. Ho visto tanto dolore, ma anche tantissima gratitudine negli occhi della gente. Il Festival di Venezia, in cui è stato presentato in anteprima il docufilm, è stato un sogno, nonostante il periodo e tutte le restrizioni. Anche se non sono un tipo da red carpet, l’emozione è stata forte. Voglio considerare il Festival di Venezia un punto di partenza e non di arrivo!

Progetti futuri e sogno nel cassetto?
Ho in ballo due o tre cosette interessanti: non sono mai stato scaramantico, ma in questo mondo mi hanno insegnato un pochino ad esserlo e quindi mi adeguo e non entro nei dettagli. In quest’anno che ho iniziato a fare seriamente questo lavoro, seguito da un’agenzia, sono andato vicinissimo a delle produzioni molto importanti, ma ancora non sono riuscito a dare una zampata finale. Fino ad oggi è mancato l’incastro giusto, ma sono molto motivato e aspetto che arrivi la chance giusta. Ho capito che la vita dell’attore è fatta di attese. Il mio sogno è poter vivere stabilmente grazie al mio lavoro di attore, per ora non punto all’oscar (ndr Sandro ride!).

Una curiosità sul mondo dello spettacolo.
Qualche anno fa lavoravo come road manager per la SONY; mi occupavo degli spostamenti della cantante Nathalie. In fatto di musica sono sempre stato poliedrico: da ragazzo ascoltavo l’Hardcore e Franco Battiato, per farti capire. Comunque alla fine della tournee di Nathalie siamo stati invitati a pranzo a casa proprio del maestro Battiato. Suoniamo e il cantante ci viene ad aprire con addosso la muta e le pinne. Una scena incredibile. P.s. durante quel pranzo ho avuto come commensale un attoruncolo del calibro di Willem Dafoe. Uno dei miei attori preferiti in assoluto. Per poco non svengo!

Cosa sceglieresti tra finale di Champions della Roma e il provino della tua vita con Martin Scorsese?
Direi a Martin che ci possiamo vedere o prima, o dopo, al bar del tennis, ma alla finale di Champions de la Roma nun ce rinuncio manco con na pistola alla tempia!

Valerio Molinaro

Valerio Molinaro
Valerio Molinaro nasce nel 1984 a Roma, dove frequenta il Liceo Classico presso l'Istituto Salesiano Pio XI. Il suo amore per la sceneggiatura sboccia negli anni universitari in cui si occupa di comunicazione, produzione culturale e critica cinematografica. Dopo uno stage presso la segreteria di Domenica in, si dedica completamente alla scrittura avendo la fortuna di incontrare personalità del panorama italiano dello spettacolo. Sebbene affascinato dalla televisione, capisce che la sua vera vocazione è inventare storie, iniziando a dare origine a cortometraggi e spettacoli teatrali.Da autore e regista teatrale ha scritto e diretto: Allora si può, Sono pulp perché mi chiamo Bukowski, Gratta Gratta Bang Bang! e un musical tratto dal film d'animazione Nightmare Before Christmas. Nel mentre lavora come aiuto-regista di Gino Landi in occasione della commedia Il letto ovale con Maurizio Micheli e Barbara D'Urso. Successivamente affianca Pino Quartullo nello spettacolo Occhio a quei due con Lillo e Greg.Si dedica finalmente al suo grande sogno, la realizzazione di romanzi gialli. Nel 2016 la Newton Compton pubblica A sei miglia da L' Avana, il suo esordio letterario. L'anno successivo la medesima casa editrice manda in stampa Gli Orchi non sempre sono verdi.Attualmente è impegnato nel progetto di sviluppare format televisivi e programmi radiofonici.